"E' vero, ci sono altri mondi accanto al nostro..."

Due realtà parallele, così distanti tra loro, com'è giusto che sia per chi conosce da sempre tale loro lontananza.

Poi, di tanto in tanto, c'è qualcosa che porta questi due mondi ad entrare obbligatoriamente in contatto, coinvolgendo anche quelli allocati nelle posizioni migliori, per poi rivedere subito dopo gli stessi riallontanarsi verso le loro postazioni originarie.

E così via in un movimento infinito, dove a volte figure ormai vetuste vengono sostituite da forze più giovani, pur mantenendo le stesse abitudini ed i medesimi rituali della propria cerchia di appartenenza.

Due realtà parallele che ieri sono entrate ancora in contatto, come di tanto in tanto succede, quando cariche istituzionali, politici di turno, rappresentanze sindacali, alti ufficiali e dirigenti, etc., del mondo di sopra, a cui a volte si aggiungono, a secondo delle situazioni, imprenditori, finanzieri, giornalisti, scrittori, filosofi, etc., hanno interagito e condiviso per un’intera giornata le vicende di quelli del mondo di sotto, fatto di noi gente comune impegnata nella solita vita, con i nostri mille problemi di tutti i giorni, sconosciuti ai primi come ovvio che sia.

Ieri ricorrevano due anni dall’inizio di quella prolungata sequenza sismica che, in mille crolli, ha devastato i paesi, ed i loro abitanti, di Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia e tante altre località umbro-marchigiane, quando ecco quel mondo di sopra, fatto di cariche istituzionali, politici di turno, rappresentanze sindacali, alti ufficiali e dirigenti e figure affini, mischiarsi ai terremotati nel ricordo e nelle commemorazioni di quei crolli.

Il ricordo di allora è ancora ben presente tra quelle macerie, dolorosamente sentito da Tutti, tanto che la distanza tra quei due mondi pare scomparire, sino a quando, conclusa quella giornata di tristi ricordi, ed anche di qualche speranza, i convenuti del mondo di sopra salutano, salgono sulle auto di rappresentanza e se ne vanno, mentre gli altri rimangono in mezzo alle proprie vicende, impegnati nella ricostruzione delle proprie case, grazie anche al lavoro, grande e piccolo, di migliaia di Volontari, Protezione Civile, Operatori vari.

Due realtà parallele, che, come dicevo prima, dopo questo contatto, sono ritornate nuovamente distanti tra loro com'è giusto che sia.

Bearry , Il 25 agosto — DeRango: 0.00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

Bearry
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CosmicJocker
Non sono d'accordo..il popolo farebbe il loro gioco ponendoli su una realtà parallela, diversa..diversa, su di un piano inaccessibile e dunque percepita come immutabile..ci giustifica aprioristicamente in un lassismo colpevole quasi quanto i loro maneggi..
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Bearry: @[CosmicJocker] purtroppo ci sono due realtà, che noi accettiamo supini senza mai mettere in discussione, tranne qualche mugugno isolato, la mia è una fotografia volutamente rassegnata ed immutabile del nostro mondo, apparentemente senza soluzioni, che lascia provocatoriamente a voi le conclusioni finali
CosmicJocker: Proprio per non accettare più supini dovremmo, secondo me, smetterla di considerare il mondo a compartimenti stagni..
Bearry: puoi anche non accettarle queste divisioni classiste, ma spiegami come fai a superarle nei fatti e non solo nelle parole, visto che certi baroni sono difesi da mille regole e consuetudini, e quando queste non bastano anche fisiche, tutto in un brodo individualista di mexxda che ci soddisfa e fa il loro gioco
masturbatio
Se queste sono le premesse quali conclusioni possiamo trarre? Proviamone una: "Eh che ci vuoi fare...", che è la parafrasi dello scritto. Allora sì che il movimento che tu definisci infinto, rituale, continua a ripetersi.
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Bearry
la mia non è rassegnazione, dear @[masturbatio], ma per replicare alla tua vera considerazione riprendo la mia precedente risposta: "puoi anche non accettarle queste divisioni classiste, ma spiegami come fai a superarle nei fatti e non solo nelle parole"; intanto, vista l'ora: 'notte a domani, dove tutti ci risveglieremo dentro il solito "brodo". Ciao...
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masturbatio: Mi dispiace ma le tue righe mi sono sembrate una contemplazione, un riassunto del tg5, l'unica impressione che ho ricavato è un certo fatalismo. Alla tua domanda non posso rispondere, però voglio dire una cosa scontata: le divisioni prima di qualsiasi ragionamento vanno viste con occhi diversi da quelli della legittimazione.
Bearry: nooo, visto il presumibilmente poco tempo che mi rimane, da cane sciolto che sono, sono disgustato e silente di questa situazione, specie se pensi che la stessa al momento pare priva di una possibile via d'uscita a breve, tenuto conto che a supportarci in un ipotetico rinnovamento sociale e culturale, che migliori la nostra situazione, c'è una sinistra ed un sindacato al momento completamente assenti, se poi qualcuno è fattivamente capace di indicarci altre vie realisticamente realizzabili siamo tutti contenti

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