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Psycocantrobus Stesus

Con Flavio C. ci siamo avuti in sorte l' ultimo anno di elementari.

Flavio aveva 2 anni più di me in quanto io ero di quelli che un tempo o forse anche adesso chiamavano primini mentre lui la 5a elementare la stava ripetendo.

Non sò come fu che ci trovammo in banco assieme e neanche credo importi quello che ha avuto importanza piuttosto è il peso che questo incontro ha avuto.

Flavio C. era un friulano atipico per i tempi e forse anche per adesso, scuro di carnagione capelli crespi ribelli e due occhi scuri come fondi di bottiglia di birra.

Per questo suo colorito color caffelatte ricordo che la mia prima impressione per tutta una serie di pensieri strani fù che a casa sua probabilmente dovevano tenere il riscaldamento acceso anche d'estate altrimenti diventava inspiegabile come stranezza.

Dopo qualche schermaglia iniziale diciamo di assestamento, due anni di differenza a quell'età bene o male hanno il loro peso, una mattina mi sorprese presentandosi con in tasca un paio di mutandine da donna sporche di chissa quali umori femminili rubate nella camera di suo fratello maggiore, camera nella quale il fratellone era solito chiudersi a chiave con la sua ragazza.

Fù solo l'inizio di un anno tribolato ed allo stesso tempo unico che mi riserverà altre diverse cosucce del genere come quando per es. durante l' ora di religione si fece una sega accanto a me invitandomi ad associarmi a quello che per lui probabilmente doveva essere interpretato come un innoquo passatempo, cioe' tutto pur di non studiare e buttarla in vacca.

Avrei voluto morire non tanto per la sega ma per il terrore che venisse beccato e di essere in qualche modo tirato dentro come se in qualche maniera fosse anche colpa mia.

Bisogna anche dire che a quei tempi non era come adesso che se fai qualche cazzata alla più porca "Metteremo i tuoi genitori al corrente della cosa", genitori che, non tutti ma diversi, quasi sempre hanno talmente tanti cazzi a cui pensare che se ne fregano beatamente delegando tutto alla scuola ed agli insegnanti.

Quel tipo di scuola era come il Far West, l' insegnante di turno era lo sceriffo indiscusso ed in casi estremi anche giudice giuria e carnefice con tanto di esecuzione seduta stante.

Il nostro maestro dell' epoca era un ex partigiano con un paio di baffoni ma soprattutto di metodi alla Stalin.

I sassolini sotto le ginocchia erano per le ragazzine, a noi maschetti era riservato il trattamento ti prendo a schiaffoni fin che non ti entra un po' di sentimento in zucca.

Entravamo in classe senza sapere se ed in che condizioni ne saremmo usciti, molto probabile che in alcuni di noi questo modo di intendere l' insegnamento qualche segno lo abbia lasciato almeno per un certo periodo a seguire.

Per la sua visione di stato delle cose e di ordine sociale le punizioni corporali erano un dovere morale facente parte di una piu' ampia visione della società alla quale lo stesso probabilmente avrebbe voluto aspirare ed in questo non si risparmiava assolutamente anzi tutt'altro era ben prodigo di mettere in atto questa sua particolare visione del mondo e di come le persone avrebbero dovuto impare a starci in questo mondo, soprattutto noi ragazzini.

Morì, Stalin il maestro, verso il finire dell' anno scolastico, un infarto credo e sarà anche brutto dirlo così ma per me e soprattutto per Flavio che a quel punto sembrava più un punching ball che un normale ragazzino fù l' inizio di tutta una serie di scoperte, sulle quali ritengo inutile dilungarmi, del mondo e delle sue stranezze senza ormai alcun freno.

Ma guarda te cosa vado a rimembrare.

Flavio C. cazzone che non sei altro, che fine hai fatto, finito in banca pure tu? (Cit.)

P.S. Ovviamente Flavio C. non e' Flavio C. e nemmeno B.

ZiorPlus , Dodici giorni fa — DeRango: 20,41


Commenti (Dieci)

ZiorPlus
Modifica all'editoriale: «Inserisco una immagine (Oh, me l' ero scordato...sono negato in queste cose ed anche in altre) e correggo una errore di digitazione.
Saluti bella gente». Vedi la vecchia versione Psycocantrobus Stesus

Martello
chi non ha mai avuto un amico così?

iside
iside Divèrs
bella storia! io avevo un fratello che mi ha insegnato tutto.

IlConte
Flavio sono io, ora lo sai...
però Stalin ti è anche servito fidati
Io ho pochissimi ricordi di quegli anni - per “motivi” intimi tragic(omic)i ho voluto/dovuto dimenticare ma è cambiato tutto
I bidelli ci aspettavano anche mezz’ora prima e giocavano con noi dandoci pure scapaccioni (era proprio un mandato genitoriale), ora se lo porti un minuto prima devi aspettare (perché al contrario genitori si sono indignati se un bidello urlava ad uno che correva per i corridoi)
La scvola, per quel che vedo io ora tramite mia figlia è molto più triste e grigia nonostante tutto quello che hanno in più...

nix: ma certo Conte, la scuola oggi è allo sfascio totale. Ai tempi nostri c'erano delle cose da cambiare, però era ancora scuola degna di questo nome.
Peggio della scuola odierna c'è solo la scuola in FAD. Poveri ragazzi, generazione sfortunata. Noi ci lamentavamo della democrazia cristiana. Quesi, poveracci, non si lamentano neanche. Il silenzio della disperazione.
IlConte: Tanta tecnologia, tante “comodità” e questo sarebbe un bello... però manca la strada è tutto ciò che ne deriva. Appena si arrivava a casa dagli 8 ai 18 anni non vedevi l’ora di uscire e viverla in tutto quella “strada” anche con tutta la disperazione che aveva... ora ci si mette davanti ad un video, anzi più video.
Terrificante
iside
iside Divèrs
io penso che Michel sia la colonna sonora giusta... l'ascolto di fabriziozizzi: Michel (2006 Digital Remaster)

ZiorPlus
Volevo ringraziare chi mi ha consentito di pubblicare questi...vaneggiamenti adolescenziali, in realtà ero tentato di non pubblicare niente ma in qualche modo bisogna pur esporsi fosse anche per scemenze come queste e tutto sommato io come tutti sono anche questo nel bene e nel male.

Probabilmente questo periodo di isolamento forzato ti fà venire in mente cose che pensavi di aver in qualche modo rimosso, è strana stà cosa, rivivere certe cose di un passato che forse le contingenze del momento in qualche modo riportano a galla come se prima di questo periodo preso dalle cose frenetiche della quotidianità, lavoro in primis, fossero state perse per sempre.

Mi piace DeBaser perchè, oltre l'aspetto prettamente musicale che da appassionato mi ha portato qua, anche e soprattutto per questo, perchè quando leggo lo vivo e mi piace pensarlo più come un posto di amici che si scambiano di tutto fra loro ed è un bel vedere.-

iside: Non è isolamento forzato si chiama senilità. Non preoccuparti dopo 40 o 50anni passa...
tia
tia Presidénte onoràrio
Bello, mi è piaciuto; leggero e ben scritto. Tanti gli aneddoti scolastici che ancora oggi mi fanno sorridere; uno su tutti: Angelo nascosto nell'armadio metallico in fondo alla classe che fa un baccano enorme e picchia sulle ante. Il professore di avvicina, apre l'armadio : ehi M. cosa fai dentro l'armadio??? " L'astuccioooooooooo, prof cerco l'astuccio! dove cazzo è il mio astuccioo????" . Rivolge lo sguardo al suo banco e dice: "ah eccolo è là..." Tranquillo e scalzo si riporta al banco nel delirio di un'ora di religione... Questa una delle tante accadute in quelle favolose ore di religione; il professore di religione (povero) ebbe un esaurimento e per un pò non venne più ad insegnare.. M. lo vedo ancora ed a volte collaboriamo per lavoro. Cazzone ieri, cazzone oggi.

JonatanCoe
Io avevo un amico che pisciava sulle maniglie delle automobili!

iside: Chi non piscina in compagnia o ce l'ha corto o glielo hanno tagliato via. :-D
iside: *piscia!!! Maledetto idiotphone
Farnaby
Io ho frequentato le elementari un attimo dopo i ceci e le bacchettate sulle dita e un po' prima della fine degli sganassoni.
Maestro che da bambino andava in missione a mettere lo zucchero nei serbatoi dei mezzi dei fasci. Quindi alternavamo gite alla centrale del latte e alla Coca Cola (le preferite) ad altre nei luoghi della memoria (Martiri della Benedicta, la fabbrica Perino, diventata museo fotografico del periodo, ecc...). Metodi di insegnamento progressisti e per l'epoca "moderni" alternati ai ceffoni di cui sopra caratterizzavano la figura del nostro insegnante. Ricordo che un giorno fui bersaglio di uno di questi schiaffi e non appena arrivai a casa, piangendo lo dissi a mia madre che per tutta risposta mi disse "se te lo ha dato avrà avuto i suoi motivi" e me ne diede un altro, forse anche più forte. Qualche tempo dopo si ripeté la scena, arrivai a casa (senza lacrime) e quando mia mamma mi chiese come era andata scuola risposi "tutto bene, grazie".

JOHNDOE
mazze e panelle fanno i figli bell
panelle senza mazze fanno i figli pazz

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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