Eretico o Visionario? Ho messo in fila i 25 brani Punk che hanno fatto la storia

Dopo giorni passati a riflettere su temi cupi e scenari di guerra, oggi ho deciso che l'unica cosa per cui vale la pena combattere è stabilire se i Green Day meritino di stare nella stessa lista dei Sex Pistols.

Ho provato a stilare i 25 brani che hanno cambiato il mondo a colpi di tre accordi e dita medi alzati. Dai Ramones ai Fugazi, passando per le creste colorate di Londra fino al pop-punk californiano.

So già cosa state pensando: 'Manca questo!', 'Quello non è punk!', 'Ma come si fa a dimenticare i Dead Kennedys?'. Bene, sfogatevi. Cambiamo rotta con un po' di sano rumore costruttivo. Quale di questi 25 buttereste giù dalla torre e chi manca assolutamente?

I Fondamentali (USA & UK)
The Ramones – Blitzkrieg Bop (1976): Il "big bang". Tre accordi, "Hey! Ho! Let's Go!" e la storia cambia.
Sex Pistols – Anarchy in the U.K. (1976): Il manifesto del caos che ha terrorizzato l'Inghilterra.
The Clash – London Calling (1979): La dimostrazione che il punk poteva avere un cervello e una coscienza politica.
The Stooges – I Wanna Be Your Dog (1969): Proto-punk viscerale. Senza Iggy Pop, il punk non sarebbe nato.
The Damned – New Rose (1976): Il primo singolo punk britannico in assoluto.

L'Anima di New York & dintorni
Richard Hell & The Voidoids – Blank Generation (1977): L'inno del nichilismo estetico.
Television – Marquee Moon (1977): Punk per intellettuali; dimostra che la tecnica conta.
Patti Smith – Gloria (1975): La poetessa del punk che fonde rock e letteratura.
Misfits – Where Eagles Dare (1979): L'unione perfetta tra punk rock e immaginario horror.

L'Onda Hardcore e Alternativa
Dead Kennedys – Holiday in Cambodia (1980): Satira feroce e riff taglienti.
Black Flag – Rise Above (1981): L'essenza del DIY e della rabbia viscerale.
Bad Brains – Banned in D.C. (1982): Velocità sovrumana e precisione tecnica.
Minor Threat – Straight Edge (1981): Il brano che ha dato il nome a un intero stile di vita (niente droghe, niente alcol).
Fugazi – Waiting Room (1988): L'evoluzione post-hardcore: groove e tensione.

Il Punk oltre i confini
Buzzcocks – Ever Fallen in Love (With Someone You Shouldn't've) (1978): Il "pop-punk" prima che diventasse un genere commerciale.
The Adverts – One Chord Wonders (1977): L'autoironia punk per eccellenza.
Stiff Little Fingers – Alternative Ulster (1979): Il punk come risposta ai conflitti politici (Irlanda del Nord).
The Slits – Typical Girls (1979): Il punk femminista che rompe ogni schema ritmico.
X-Ray Spex – Oh Bondage Up Yours! (1977): Poly Styrene e il suo grido contro il consumismo.

Eredità e Pop-Punk (Gli anni '90)
Bad Religion – American Jesus (1993): Armonie vocali e critica sociale feroce.
Green Day – Basket Case (1994): Il brano che ha portato il punk (nella sua forma più pop) nelle camerette di tutto il mondo.
The Offspring – Self Esteem (1994): L'inno della generazione X degli anni '90.
Rancid – Ruby Soho (1995): Il ritorno alle radici street-punk di Berkeley.
Blink-182 – Dammit (1997): L'essenza del punk adolescenziale e spensierato.
Social Distortion – Story of My Life (1990): L'incontro perfetto tra punk e rock'n'roll classico.

Nota: Se avessi dovuto includere anche l'Italia, i CCCP - Fedeli alla linea con Emilia Paranoica avrebbero meritato un posto d'onore.

In un mondo che sembra un pogo venuto male, preferisco alzare il volume piuttosto che alzare i toni. Restiamo umani, restiamo punk e se dobbiamo fare la guerra, prendimocela solo con la playlist del nostro vicino di casa.


Carico i commenti... con calma