PAURA

Ciao amici e amiche, che fate? Parliamo un po’ dei fascisti al governo?
Se mo fascisti!

Vabbè quelli che c’hanno la fiamma nel simbolo e pensano che il 25 aprile sia divisivo. Ok.

Anzi, meglio, parliamo proprio della Meloni. Il nostro nuovo presidente. Anche tuo. Ma non solo tuo, anche suo, suo e suo. Ma non era una donna? Si ma vuole che la si chiami il presidente. O lo si chiami? Boh.

Che già questa se ci pensi è una cosa piuttosto progressista, lei si identifica con un pronome maschile, mo che glie vuoi dì? Se io domani mi sveglio e dico che dovete darmi del loro va bene, facciamoci un corteo, se questa ci piace farsi chiamare il presidente no? Eh ma sei poco inclusivo così.

‘Sta donna a me inquieta. Non sono tanto le cose che dice, è come le dice. Pare proprio che ci creda.

Quando hanno filmato gli appunti di Berlusconi contenenti un elenco di difetti che rendevano la Meloni (o il Meloni?) un soggetto con cui è impossibile trattare, lei ha risposto “se n’è dimenticato uno: sono incorruttibile”.

BOOOM!

L’avesse detto uno del PD una settimana di elogi su Repubblica, gente che si masturba in diretta a Linea Notte, editoriale su Domani “da qui riparta la sinistra”.

Invece l’ha detto la Meloni (o i Meloni?). A me fa paura proprio questo, il fatto che lei ci creda davvero nelle idee che propone.

Cioè Salvini, basta sentirlo parlare trenta secondi, ma di più, basta guardarlo in faccia, con quella faccia da impiegato statale stanco, per capire che non glie ne frega un cazzo, lui non vuole lavorare, gli piace andare in giro a mangiare gratis, gli piace farsi i selfie e bon, fa quello che serve per campare. Ci sta. Berlusconi, inutile parlarne. Conte…vabbè dai, Conte! Uno che ha fatto un governo populista di destra, poi un governo populista di sinistra, poi Draghi. Si commenta da sè. Letta poveretto, magari ci crede pure ma non sa bene in cosa. Come (quasi) tutti quelli del PD non ha idee proprie, cerca di limitare i danni, di accontentare un po’ tutti, pauroso di sbilanciarsi, di perdere uno 0,5 al centro, uno 0,7 a sinistra, ha più o meno una generica scala di valori e cerca di attenersi ad essa. Renzi, vabbè Renzi è come Berlusconi, non serve commentare. Calenda, ecco magari Calenda ci crede pure ma ha questo grande handicap di essere Calenda, quindi è fuori categoria in quanto non professionista.

Questa no cazzo, questa pare proprio ci creda. A me 'sta roba terrorizza.

Perché può funzionare.

E’ una cosa nuova, non ci siamo abituati, è da troppo tempo che siamo belli tranquilli, comodi, coi i nostri rappresentanti politici che sono come noi, tutti amici, tutti immanicati, tutti colleghi, tutti impegnati a darci lo show che ci appassiona, quando non c’è la partita. E’ lo show business baby, ognuno ha il suo ruolo e se lo interpreta bene lo premieremo, ma in fin dei conti deve campare, tiene famiglia, come tutti noi, lo fa perché così si fa, esattamente come io faccio il mio lavoro. A ognuno il suo.

Poi è bello potersi sentire migliori di loro, è così bello, sì d’accordo anch’io faccio un po’ di nero ma signora mia 200 euro, cosa sono 200 euro in confronto ai milioni che quei bastardi si intascano?

Funziona così, è l’Italia, cambiare tutto per non cambiare nulla.

Poi arriva una che dice no mo basta, mo famo le cose sul serio. Bello no? Sì ma porca puttana tra tanti e tante che ci sono proprio una fascista? Va che la vita è strana e non finisce mai di meravigliarci.

Che poi il vero maschilismo forse s’annida nel chiamarla la Meloni, con l’articolo.

Renzi, Draghi, Calenda, Berlusconi, la Meloni.

La Boldrin. La Carfagna. La Gelmini.

Però anche La Russa.

E tipo Rosi Bindi non è quasi mai la Bindi, è Rosi Bindi.

Mah, non lo so, sarebbe da ragionarci. Io ho l’attenuante che sono di Milano e da noi l’articolo davanti al nome o al cognome a volte si mette. Ma è un po’ una scusa del cazzo, perché è una roba che facevano i miei nonni tra noi giovani non si usa più mica tanto.

Insomma mo proprio non saprei come chiudere se non con un sincero e appassionato invito a Meloni: si renda corruttibile. Si corrompa, s’immischi, faccia come i Cinque Stelle, faccia come Di Maio. Si omologhi. La vita diventa nettamente più semplice, si fidi.

Magari poi sbaglio e la tipa alla sera mette su l’Internazionale, piange, sospira “che me tocca fa pe’ campà” e si guarda Caro Diario.


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