Sotto il make up e l'abito niente?

Non mancano, oggigiorno, problemi di grande entità, ma leggendo in questi giorni dell'intervista rilasciata da Elly Schlein, segretaria del PD, alla rivista "Vogue" con l'ormai celebre riferimento alla armocromia e conseguente armocromista, non nego di essere rimasto di sasso. E non solo per il fatto di non essere edotto sulla suddetta arte , ma per altri motivi ovvi. Intanto mi è venuto da pensare ad illustri politici italiani attivi in passato ( e non solo al carismatico Enrico Berlinguer, fu segretario del PCI antenato dell'attuale PD) che si distinguevano per abbigliamento e modi sobri e mai sciatti, oltre ad esercitare sapientemente la prassi politica con una certa incisività ed un ricorso esemplare all'arte dialettica ed oratoria (su YouTube c'è ancora traccia di qualche puntata di Tribuna Politica del tempo che fu e confrontate con l'odierno twittare di troppi attuali politici).

Ma oltre a ciò, mettiamoci nei panni di tanti, troppi lavoratori ( più o meno giovani) i cui impieghi precari mal retribuiti non consentono il lusso di pagare un armocromista per farsi indicare il miglior accostamento cromatico fra abiti da indossare e propria carnagione.

È inevitabile, quindi, chiedersi se Elly Schlein non sarebbe stata più accorta se, sul tema look personale, fosse rimasta su un generico riferimento ad una cura all' abbigliamento senza scomodare armocromia e armocromista. Un po' di riservatezza non guasterebbe, a mio avviso.

A meno che il messaggio subliminale sia di curare il look, costi quel che costi e in barba alle ristrettezze economiche che affliggono tanti italiani. In tal caso si deve apprezzare la lungimirante Elly Schlein, poiché nel caso in cui dovesse avvenire un'ipotetica rivoluzione sarebbe cosa saggia accertarsi di avere a disposizione un abbigliamento conforme alla carnagione ed essere quindi opportunamente vestiti. Proprio per evitare di essere nudi come le anime dannate nell'Inferno dantesco...


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