Quanta (bella?) gente

Biografie minime di eroi minimi (la mia non c'è, io sono sotto il minimo).

DannyRoseG: graziosa vagabonda, giramondo, circondata da una sorta di aura magica che le fa apprezzare musica e cinema di epoche lontane (anni '40 in particolare), veste abitualmente come Katharine Hepburn in "Scandalo a Filadelfia", sogna un bacio (ma si accontenta anche di un sorriso) da un simil-Cary Grant, si circonda di poster stile novelle vogue sui quali fantastica avventure alla François Truffaut mentre tiene nascosti in cantina tutti i DVD di Checco Zalone, Christian De Sica, Jerry Calà e Massimo Boldi, suoi veri miti (deve nascondersi nella realtà, ma, testimoni oculari, riferiscono di averla vista mentre lanciava un reggiseno a Ligabue durante un live a Reggio Emilia, ah birbacciona!).

Withor: dice di essere un fan super-scatenato di Edoardino Bennato, ma è tutta scena. In realtà il suo vero amore musicale è Claudio Villa, di cui possiede tutta la discografia. Ogni mattina dedica la celebre "Mamma" ("Mamma son tanto felice, quando ritorno da te") a sua moglie, in quanto pare soffra di complesso edipico causato dal ripetuto ascolto dell'omonima canzone. Di Bennato non gliene frega nulla, anzi lo detesta, lui, il suo Pinocchio, il suo Peter Pan, tranne ovviamente "Viva la mamma" che intona, sovente, sotto la doccia tra gli strepiti di Michele Frescaccioni, 90enne vicino di casa.

Cofras: vive da anni, ibernato di tutto punto, negli anni '70 (convinto che solo in quel decennio si protestasse e si scopasse, forse lui vista l'età), ma Nonno Cofras, esiliato in Sardegna forse in qualche antico nuraghe, tra un ricordo del PCI berlingueriano e le botte coi fascisti è in realtà un gabibbiano doc, un tuttologo ma di quelli veri dell'intera discografia (e non solo) del Mitico Gabibbo, il pupazzone rosso a cui Egli si ispira (al suono di "Mea, ti spacco la faccia"). Ah Vecchio Cofras, sei stato scoperto.

Iside: esegeta, cantore, profeta, divulgatore totale (ed unico nel mondo, direi) di Faust'o, superato artista di qualche decennio fa di cui nessuno (giustamente) ricorda più nulla. Ma lui lo venera come fosse un Dio, anzi di più, ne conosce ogni dettaglio, ogni nota (chiamiamola così) dell'opera faust'iana, tra le grida irritate della povera moglie costretta a subirsi da anni l'ascolto di non memorabili brani del suddetto Faust'o. Collezionista di sassolini, di schede telefoniche, di preservativi usati, di avanzi di cibo, di immondizie varie: sulla sua porta di casa capeggia il motto, "Benvenuti tra i rifiuti".

Lector: detto Lex Lector Luthor, nemico di Superman e di JpLoyRow, insieme alla Triade Cofras e Aztericz, con i quali condivide una stanza in subaffitto nel centro di Voghera, e da qui lancia i suoi strali nei confronti del prode recensore affetto da incipiente logorrea (cioè io). Lavora presso la discarica comunale del suo paese e passa le giornate in compagnia dei suoi migliori amici: alcuni dirigenti della sezione locale di Fratelli d'Italia, di cui lui è convinto elettore. Lector, siamo caduti troppo in basso.

Onirica: non pervenuta. Pare viva in Sardegna e s'accoppi, di tanto in tanto, con Irolino Mignolino, di cui nulla si sa (a parte che esiste nell'elenco telefonico di Nuoro alla voce Soggetti Smarriti).

Farnaby: adesso, onestamente, non posso parlare di tutti, anche gli sconosciuti no.

Zion: napoletano trapiantato a Milano, assume quantità industriali di babà ogni giorno, suona il mandolino in metropolitana (la rossa, questione politiche), crede che la Montagnetta di San Siro sia il Vesuvio senza lava, tifa Napoli senza sapere il perché, ascolta elettronica a volumi "impossibili" nel suo condominio, ha studiato ingegneria alla Facoltà di Medicina. Oggi lavora come capo costruttore al Reparto Cardiologia del San Raffaele.

Confaloni: misterioso ominide mezzo-Bot che, roboticamente, ascolta ossessivamente ogni tipo di canzone, ma soprattutto Nek, Leone di Leornia (pace all'anima sua), Justin Timberlake. Si scalda con un enorme camino durante le giornate più fredde che fa ardere con legna e vecchi, e superati, vinili di Led Zeppelin e The Doors al suono di "Laura non c'è", ed espone dal balcone i suoi sacri vessilli. Siano levati i gonfaloni, in onor di Confaloni.

G: Grance Capo, lui vede tutto, sa tutto, conosce tutti. Siede alla destra del Padre e veglia su noi poveri mortali dirigendo i nostri destini a suo piacimento, lo chiamano anche, e non è un caso, Dottor Mabuse.

Un ricordo dei Cari Estinti, coloro che ci hanno lasciato prematuramente:

Stanlio: partito per una crociera nei Caraibi e stato reclutato dalla Flotilla per portare aiuti a Gaza, ma durante il tragitto ha subito una mutazione genetica (dovuta pare a degli strani estrogeni che assumeva durante il suo ciclo vitale su Debaser) e si è trasformato in un leader israeliano di destra, pare che oggi si faccia chiamare Ben Gvir, mah, sarà.

McMaranza: disperso nel suo Friuli, tra un ombra de vin ed un Tocai, si aggira sperduto alla ricerca di qualche balera che lo possa ancor far suonare la Mazurka di Periferia, ricordando i bei tempi quando negli anni '80 era considerato un playboy, e con il soprannome de l'Alain Delon di Codroipo "acchiappava" al lazo sessantenni infoiate deluse dai mariti intorpiditi (sessualmente e letargicamente).

Il Conte: nobile decaduto (molto) scomparso dai radar, forse (dicono le cronache di Alfonso Signorini, suo biografo ufficiale) in Transilvania alla ricerca dei suoi nobili, e vampireschi, discendenti. Auguri, Conte Dracula!


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