Una tragedia dei nostri tempi
Dopo un anno burrascoso appena terminato, il 2026 si è aperto altrettanto cupamente con una notizia tragica come il rogo accidentale nella notte di Capodanno in un locale a Crans Montana. Un bilancio pesante di morti e feriti, molti dei quali ancora in condizioni critiche e tutti in giovane età. I particolari della cronaca sono ben noti, le autorità competenti elvetiche stanno indagando e sono già emersi quegli aspetti di incuria criminale dei gestori del locale andato a fuoco (se tutto fosse stato in regola non saremmo qui a considerare inorriditi quanto accaduto, perfino nella linda ed efficiente Svizzera).
Ma al di là di quanto sopra brevemente ricordato, la mia attenzione si è concentrata sul video che è stato diffuso insieme alla notizia. Girato da un giovane presente (scampato poi per un soffio all'incendio) nello scantinato del lounge bar ove si festeggiava il Capodanno, ci mostra il lento propagarsi delle fiamme (causate da scintille partite dalle fontanelle luminose delle bottiglie di champagne) sul soffitto ricoperto di pannelli non ignifughi. In quegli attimi precedenti al disastro, si nota un giovane che ha la prontezza di spirito di tentare di neutralizzare l' incipiente fuoco con un panno, mentre altri presenti sono intenti a filmare la scena con lo smartphone. È solo questione di attimi prima che la situazione degeneri e tutto finisca come si sa.
Il mio pensiero, vedendo il filmato, è andato ad un saggio scritto negli anni '90 dal politologo Giovanni Sartori e intitolato "Homo videns ". L'autore analizzava l'avvento, in quello scorcio finale del secolo scorso, dell'uomo che vive immerso in una realtà affollata di immagini, veicolate dalla pervasiva rete Internet, nel trionfo di un sapere sempre più digitale e sempre meno analogico.
Quanto scritto da Sartori allora, non poteva tener conto dalla successiva evoluzione apportata dallo smartphone. Tanto comodo da essere disponibile per un vasto pubblico sempre più connesso e sempre più dipendente da esso. Multifunzionale, lo smartphone non solo veicola una quantità impressionante di immagini e filmati, ma consente anche di filmare tutto ciò che ci circonda. È come disporre di una chiave di accesso ad una realtà maggiorata rispetto a quella usuale (magari un poco monotona). E quindi perché non fermarsi a filmare, novelli cineasti, un incidente stradale evitando di prodigarsi a prestare soccorso? Giusto per fare un esempio, ma ogni scusa può servire per astrarsi dalla grigia realtà e vivere in un'altra dimensione più scintillante.
Purtroppo a Crans Montana era in corso un party di Capodanno in un piccolo locale non a norma in caso di incendio, senza estintori, dotato solo di un'angusta uscita di sicurezza non adeguatamente segnalata. In momenti come quelli tipici dei festeggiamenti di Capodanno, si presta poca attenzione ai potenziali rischi in quanto certi che qualcuno abbia già provveduto a mettere in sicurezza un ambiente. E quindi filmare un piccolo principio di incendio può scapparci, si guarderà il filmato poi. Ma così non è stato per tanti, troppi presenti in quel frangente. E rimane a noi vivi giusto l'auspicio che i responsabili di tale mattanza vengano condannati con il giusto rigore.