Oblio

“Ehi, Blizzard! Hai visto che cartello ha appeso alla porta lo sconvoltone del primo piano? Dice: vendesi spavalderia in compresse, confezioni da 20 a 30,00 euro, da 40 a 50,00 euro. Non ricordavo fosse un chimico.”

“Non lo è infatti. Ti pare che sia possibile sintetizzare la spavalderia chimicamente?”

“In ogni caso, sembra roba buona!”

“Lascia perdere, l’ha già provata mio padre, non serve a quello che pensi tu, funziona solo ad essere più allegri fiscalmente. Il tipo non ci sta più con la testa ormai, fa solo paciughi.”

“Peccato. Dì, guarda cosa ti ho portato. E non dirmi che non penso a te!”

“Belin Flame, alcol di primo pomeriggio, sei un trattore! Snow White’s nitroglycerin, che roba è?.”

“Hai bisogno di rilassarti, Blizzzard! Che ci fai li seduto con un quotidiano in mano!? Tu, che sei sempre stato abbonato a riviste di dubbia moralità! Se lo racconto in giro non ci crede nessuno.”

“Non è un quotidiano. È una rivista per fricchettoni che veniva pubblicata negli anni 70. L’ho scovata nella biblioteca dei miei, mio padre ci tiene roba che sta a prendere polvere da una vita.”

“Ma se tuo padre faceva il commercialista negli anni 70.”

“E allora? Non possono esistere commercialisti fricchettoni? Comunque, senti un po’ che nome ha questa rivista: OBLIO... e sotto il nome: L’oblio è un dono di Dio, o chi per lui, dell’oblio non bisogna avere paura, dall’oblio nasce la vita. Eh? Che ne dici?”

“Sembra l’incipit di un film horror di serie B”

“E senti il titolo di questo articolo: Oblio e la vita dell’arte. Scritto da Renate Schmit.”

“Ma si, sentiamo cosa ha da raccontarci Renate, ci fa comodo un alibi per tirar giù questa brodaglia e poterci sentire comunque degli uomini onorevoli. Abbiamo delle patatine?”

“No. Però dietro quell’anta dovrebbe esserci ancora qualche muffin “migliorato” che tengo per le grandi occasioni. Li, sul secondo ripiano, dentro quella scatola arancione con su scritto “bestemmie scadute”.”

“Umm ... bene bene! Dai attacca.”

“Dunque, vediamo: L’oblio è necessario all'arte perchè gli esseri umani sono mortali e vivono su un pianeta relativamente piccolo come la Terra. O, se volete, l’oblio è necessario perché per gli umani lo spazio ed il tempo sono risorse “scarse””.

“Beh, permettimi di dissentire subito con Renate sulla questione spazio. Lo è diventato “risorsa scarsa” nel momento in cui quel buontempone di Einstein ha scoperto la teoria della relatività, e ci ha condannato così a non poter più viaggiare a velocità superiori a quelle della luce. Per colpa sua siamo confinati per sempre su questo sassolino sperduto nell’universo. Fosse andato per mughetti, forse qualche speranza in più di avere maggiore spazio a disposizione l’avremmo avuta per la nota legge di Willy il Coyote.”

“La legge di Willy il coyote...!?”

“Willy continua a correre o a camminare senza precipitare ben dopo il ciglio del burrone grazie alla sua inconsapevolezza; precipita solamente dopo aver realizzato che gli manca la terra sotto i piedi. È la consapevolezza che lo frega. Capito?”

“E dove l’hai sentita questa?”

“Ispirazione. Sarà merito di Biancaneve.”

“Si, certo ... dove ero rimasto? Ah ecco: L’arte esiste nel momento in cui viene fruita dalle persone, e per fruire dell’arte occorre spazio e tempo. Parliamo ad esempio del rapporto che esiste tra lo sazio e forme d'arte come l'architettura e la scultura. Gli esseri umani hanno sempre protetto monumenti e architetture di grande valore; oggi lo fanno con tale impegno che, quando un’opera viene danneggiata, si tenta comunque di rigenerarla.​

“Beh, non ci trovo nulla di male”

“Manco io, ma vediamo come prosegue: Col tempo però si aggiungeranno probabilmente altri edifici e monumenti di valore artistico pari o forse superiore a quelli che oggi vengono preservati, in un processo che porterà in un futuro lontano ad avere il suolo edificabile totalmente occupato da “patrimonio dell’umanità”. Se a quel punto non potrà più essere destinato altro suolo, o meglio, altro spazio, ad architettura e scultura, queste verranno considerate solo più forme d’arte degli umani del passato?

“E Renate che risposta si da?”

“Umm ... non se ne da. Lascia aperta la questione. Passa direttamente a parlare di musica. Dice: ... in questo caso focalizziamoci sul collegamento tra la musica ed il tempo che un essere umano ha a disposizione nella sua vita. Proponiamo innanzi tutto un confronto che ci tornerà utile tra musica popolare e musica classica. O più semplicemente: Beatles vs Mozart ...“

“A proposito di Beatles. C’è la possibilità che io sia stato Paul McCartney in un’altra vita, sai?”

“McCartney è ancora vivo, Flame.”

“E quindi? In sogno cantavo una canzone bellissima che non conoscevo. E tutti dicevano che era dei Beatles.”

“Titolo?”

“Ti ho detto che non la conosco. Ma tonando a Renate: che dice su Beatles e Mozart?”

“Va beh, qui la fa lunga sul fatto che la natura della musica popolare è quella di un magma senza memoria. Vado al punto: ... i Beatles verranno probabilmente dimenticati tra qualche generazione, e la loro musica si dissolverà nella musica popolare del futuro. Morzart no! La sua opera e il suo nome sembrano resiste a questa legge della dimenticanza. Perché?

“Immagino che dovremo trovarlo da noi questo perchè.”

“No, ce lo dice lei: ... Il motivo principale è che viene insegnato nelle scuole. Fa parte di un canone che non può non essere insegnato e tramandato. E qui entra in gioco il tempo a disposizione di ogni umano. In un futuro più o meno lontano si sarà accumulata all’interno del canone musica di pari valore a quella di Mozart il cui ascolto richiederebbe il tempo sommato di tutte le persone viventi in quel momento sulla terra. A quel punto cosa ne sarà della musica? Seguirà il destino già ipotizzato per architettura e scultura? ...però! ”

“Anche qua lascia la questione aperta?”

“Mette una frase di chiusura inquietante: La consapevolezza genera accumulazione che piano piano riduce il perimetro del nuovo.

“Io dico che se arriveremo a dimenticarci di the Fool on the Hill ci meritiamo l’estinzione, e dico anche che a pranzo ho mangiato peperonata accomodata e la mia consapevolezza in questo momento si ferma alle frasi dei baci Perugina. Lascia perdere Renate e finiamoci Biancaneve e i muffin.”


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