IL GIORNO IN CUI I CLASH FIRMARONO PER LA CBS

Si dice che il mondo finì il giorno in cui i Clash firmarono per la CBS.

Quel giorno l’uomo più furbo del mondo secondo Forbes lo aveva passato andando furbeggiando in giro per la Pellerina con un pensiero fisso in testa: le donne non hanno segreti, per me.

Era convinto che trascorrere a quel modo l’ultimo giorno del mondo era la cosa più furba che si potesse fare.

Nel suo vagabondare fece una tappa su una panchina, e li gli capitò di intercettare il discorso che stava avendo luogo tra l’uomo più entusiasmante del mondo secondo Forbes e l’uomo più edificante del mondo, sempre secondo Forbes, seduti sulla panchina affianco.

“Hai sentito? Oggi i Clash firmeranno per la CBS!”

“Non ci voglio pensare. Preferisco obnubilarmi la mente leggendo articoli sul calcio.”

“Non sapevo ti interessasse il calcio.”

“Non ci riesce infatti. Viene subito dopo il phon come importanza nella mia vita.”

“Il phon?”

“Quel coso che serve a far dell’aria calda, hai presente?”

“Si, si. Mia moglie lo usa tutti i giorni. Le piace fare un mucchio di aria calda la mattina presto.”

“Anche la mia, anche la mia. Cosa vuoi, ognuno si diverte un po’ come vuole la mattina presto.”

A quel punto all’uomo più entusiasmante del mondo secondo Forbes venne di fare una riflessione:

“Hai notato che le mogli fanno un sacco di cose strane la mattina presto?”

“Vero. Qual è la cosa più strana che fa la tua? Se si può dire ovviamente.”

“Vediamo ... la più stana è ... come si chiama quella cosa? ... Ah si: conversazione.”

“Conversazioneeee ... mi sfugge in questo momento.”

“Più o meno quello che stiamo facendo io e te ora, solo più fittamente e più a senso unico.”

“La mattina presto?”

“Già! Poi dicono che non le capiamo.”

“E tu la trovi piacevole sta cosa?.”

“Come no! A quel punto perché non dovrebbe piacermi anche pagare le tasse la mattina presto, per esempio.”

L’uomo più furbo del mondo secondo Forbes decise di intervenire, convinto di poter fornire un buon contributo alle questioni che i due sull’altra panchina stavano affrontando.

“Mi scuseranno se sono indiscreto, ma mi è capitato di sentire accidentalmente il loro discorso e penso di avere un consiglio che potrebbero trovare interessante.”

“Ci dica.”

“Per il phon non credo di poter fare nulla, ma per la conversazione consiglierei loro di ingaggiare un mio amico: l’uomo più asintomatico del mondo secondo Forbes.”

“E come potrebbe esserci utile.”

“Lo spiego subito. Ma prima posso chiedere che lavoro fanno lor signori?”

“Io l’impiegato del catasto.”

“Io il venditore porta a porta di saponette guaste.”

“Occupazioni che richiedono di svegliarsi presto, quindi. Bene. In breve la mia proposta è questa: loro potrebbero svegliarsi un po’ prima delle loro mogli, e lasciare il posto sotto le lenzuola al mio amico. Lui incassa particolarmente bene la conversazione e riesce a mantenere una credibile espressione interessata per lungo tempo.”

“Ma le nostre mogli vedrebbero che si tratta di un’altra persona.”

“Lor signori commettono un errore tipico degli uomini. Pensano che le mogli riconoscano i propri partner dall’aspetto fisico, perché così farebbero lor signori. In realtà le mogli li riconoscono da come loro le trattano. Da una cosa che si chiama ... come si chiama già ... a si: empatia.”

“Questo non cambia le cose, signore. Si accorgerebbero comunque dello scambio perché noi sta cosa che lei ha nominato, non l’abbiamo mai sentita.”

“Mi perdonino. Ma continuano a commettere lo stesso errore di prima. Per le mogli il proprio marito è un cantiere aperto: deve cambiare in continuazione, deve migliorare ... nella direzione che intendono loro, ovviamente. Se lo fa, non si fanno il problema che possa trattarsi di un’altra persona: è migliorato come voglio io, e tanto mi basta.”

“Ma se lo scambio le aggrada particolarmente, c’è il rischio che si passi ad attività più prosaiche... non so se capisce.”

“In tal caso posso assicurare loro che il mio amico è adeguatamente preparato su questo terreno. Può esibire attestati nel caso volessero maggiori garanzie.”

“E questo in che modo potrebbe confortarci.”

“Mi scuseranno, ma noto che loro perseverano nel commettere l’ errore di cui sopra. Le loro mogli penseranno che siano lor signori a ... operare. E il mio amico sarebbe tenuto al segreto professionale.”

“Quindi?”

“Quindi farebebro una bella figura e si risparmeirebbero ... mi scordo sempre come si chiama ... ah si: la conversazione.”

“Beh, pensaci, l’idea non è poi così male dopotutto. E poi il mondo probabilmente finirà oggi, quindi cosa ci importa cosa capiterà domani o dopodomani?”

“In effetti. Anzi potremmo vivere anche più serenamente, nonostante la consapevolezza che il mondo è finito da uno, due giorni ... da un anno ... e così via.”

“La ringraziamo signore, credo proprio che accetteremo il suo consiglio.”

“Oh nulla, è stato un piacere.”

Dette quelle parole l’uomo più furbo del mondo secondo Forbes si congedò dagli altri due e riprese tranquillo la sua passeggiata nonostante la firma dei Clash per la CBS potesse avvenire da un momento all’altro. Arrivato sul ponte sulla Dora Riparia notò una coppia di giovani appoggiati al parapetto. Si trattava dell’uomo più sesquipedale del mondo secondo Forbes e dell’uomo più mistermagoonico del mondo, sempre secondo Forbes. Riconobbe nel primo il protagonista di una nota barzelletta che in quel momento faceva fatica a ricordare. Volle buttare l’orecchio a quello che i due si dicevano.

“Stamattina sono andato in farmacia per chiedere se avevano qualcosa contro l’ignoranza ai fornelli, e ...”

“Ma che ci sei andato a fare? Lo sai che oggi il mondo finisce!”

“Se dopodomani mi viene fame, glielo spieghi tu alla mia pancia che non avrebbe diritto ad avere fame perché il mondo è finito già da due giorni?”

“Beh, potresti venire a casa mia.”

“Neanche tu sai cucinare.”

“E che importa, come ti ho detto oggi il mondo finisce.”

“Va beh, stavo dicendo: in fila davanti a me c’era un vecchio signore, l’ho riconosciuto, era l’uomo con la maggiore probabilità al mondo di avere addosso 2 centesimi di euro, secondo Forbes. Quando fu il suo turno, il tipo fa alla farmacista: a vria ... me cu s’as ciama ... ah ecco: un piciudguma!”

“Che tenero!”

“E no, se ha chiesto quello che ha chiesto è perché è riuscito ad affrancarsi dalla sua tenerezza.”

“Beh, se è così potresti pensare di ingaggiarlo per lavori in ambito âgé.”

“È proprio quello che ti volevo dire ...”

A quel punto l’uomo più furbo del mondo secondo Forbes intervenne in quel discorso, rivolgendosi all’uomo più sesquipedale del mondo secondo Forbes.

“Perdoni la mia curiosità, lei lavora come protagonista di barzellette vero? Mi sembra di ricordare il suo volto specialmente in quelle ... equivoche ... se mi passa il termine.”

“Ricorda bene. Sono io.”

“Mi scuserà se posso risultare troppo diretto. Mi dicono che quelli che svolgono la sua professione hanno difficoltà a trovare profilattici confortevoli per il fatto che queste barzellette per far ridere, col passare del tempo devono risultare sempre più ... come dire ... esagerate ... sotto certi punti di vista.”

“Beh in effetti, non le nascondo che ...”

“Beh, beh. Forse le posso essere utile. Un mio parente, l’uomo più protoplasmatico del mondo secondo Forbes, ha da poco avviato un’attività di produzione di profilattici extralarge pensati proprio per le esigenze di protagonisti di barzellette.”

“Ummm, interessante.”

“Pensi che l’ultimo prototipo che ha sviluppato può ... vestire ... anche misure in divenire, diciamo così, senza mai rompersi”

A quel punto intervenne l’uomo più mistermagoonico del mondo secondo Forbes.

“Vede, gentile signore, il vero problema è che, più le barzellette risultano esagerate, più si fa fatica a trovare protagoniste femminili che accettino di parteciparvi.”

“Oh, ma se è solo questo il problema, posso rassicuravi. Il nuovo prototipo infatti veste bene sia internamente che esternamente grazie ad uno speciale film decostruttivo.”

“E cosa decostruisce?”

“Dipende dall’utilizzatore.”

I due giovani ringraziarono l’uomo più furbo del mondo secondo Forbes per il prezioso consiglio, e lui riprese la sua passeggiata. Mentre procedeva in direzione della Cascina Marchesa, vide sulla sua destra due figure all’ombra di un po’ di vegetazione. In uno dei due riconobbe il sindaco di Torino, ovvero l’uomo più preterintenzionale del mondo secondo Forbes. Era camuffato da cittadino semplice, con baffi finti e un gatto nero come complice. L’altro era un noto ricettatore, l’uomo più deuteronomico del mondo secondo Forbes.

Facendosi più vicino notò che i due stavano trattando radio vintage che tramettevano ancora Radio Londra, e pensò di poter fornire anche a loro un consiglio che risultasse utilissimo, nonostante fosse solo una questione di minuti prima che i Clash firmassero per la CBS.

“Mi perdonino, posso osare fornire loro un consiglio utile per lo smercio di radio di contrabbando? Sappiano che posso mettere a loro disposizione la mia profonda conoscenza dei segmenti di mercato femminili che ...”

Il sindaco di Torino lo interruppe bruscamente.

“Gentile signore, non dubito che sia molto interessante ciò che ha da dirci. Ma capirà che il nostro losco commercio richiede tempi stretti e penombra. Quindi se non le dispiace ... guardi, se passa a trovarmi in Comune, in quella sede potrò dedicarle tutto il tempo che vuole. Buona giornata.”

Un po’ seccato l’uomo più furbo del mondo secondo Forbes, lasciò il sindaco al suo destino da contrabbandiere, e si concesse un po’ di serena contemplazione dell’umanità che popolava il parco della Pellerina, nonostante i Clash potessero aver già firmato per la CBS.

Battezzò una panchina da cui poteva avere una buona visuale di un prato in cui si stava svolgendo una partita di calcetto. Notò che quella partita costituiva un fatto particolarmente bizzarro. Il caso volle che in una squadra si fossero ritrovati l’uomo più primo del mondo secondo Forbes, l’uomo più secondo del mondo secondo Forbes, e così via, in ordine rigoroso, fino all’uomo più settimo del mondo, sempre secondo Forbes. E nell’altra squadra vi fosse, il ordine rigorosamente decrescente, L’uomo più ultimo del mondo secondo Forbes, l’uomo più penultimo del mondo secodno Forbes, e così via.

Si mise a calcolare l’improbabilità astronomica che potesse verificarsi una cosa del genere, e cioè che causalmente si potessero ritrovare li proprio l’uomo più primo del mondo, il secodno , il terzo ... il penultimo, l’ultimo...

Mentre era perso in quei calcoli gli si avvicinò una donna molto bella sulla trentina. Si faceva chiamare Cappuccetto Rosso, ma con Capucetto Rosso condivideva giusto il nome e le misure della gonna.

“Ciao Peppino! Che ci fai qui?”

Preso alla sprovvista nel sentirsi appellare a quella maniera, l’uomo più furbo del mondo secondo Forbes farfugliò:

“Si.. signorina ... ci deve essere un equivoco ... uno scambio di persona ...”

“Ah biricchino di un Peppino, sei di nuovo scappato da Villa Azzurra, eh? Ti devono piacere davvero parecchio le mie cosce! Eh, ma se vuoi addentarle anche oggi ... ce li hai i soldi oggi, Peppino?”

“Si... si ... signorrina ... le ripeto che ...”

“Dai! Non attacca più sta storia dello spaesato. Ieri mi hai turlupinata per benino giocandoti la carta della tenerezza. Oggi no, Peppino, eh , eh, su da bravo.”

“Ma... ma i Clash oggi firmano con la CBS ... forse lo hanno già fatto ... e il mondo ...”

“Oh signur! Lo hai preso l’antirincoglionil stamattina? No eh! Di la verità!”

“Io ... ecco...”

“Peppino, i Clash hanno firmato per la CBS più di trenta anni fa: a tutti piacciono i soldi, non è la fine del mondo.”

“... non lo è?”

“No, Peppino, non lo è.”


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