Esiste il progressive "di oggi"?

Argomento di poca rilevanza e di seguito pressochè nullo, ma per il quale vorrei proporre un paio di riflessioni, partendo dalla fatidica domanda: “Ha senso parlare di progressive "di oggi"?”  La mia risposta, del tutto personale e alla quale tenterò di dare giustificazione, è sì.

Il presupposto è nella spiegazione di quello che musicalmente è il progressive, cioè non un genere specifico, come lo può essere il jazz o il blues o la lirica ma un NON genere. Forse è più giusto parlare di un atteggiamento, un indirizzo musicale che si basa sull'espressività stessa della musica e sulla sua possibilità di essere strutturalmente modificata e manipolata, miscelando generi, esperienze e modi. Come tale, quindi, privo di reali canoni e privo delle limitazioni e dei confini che un genere codificato ha. Il problema è che il mondo musicale vede il progressive come morto e defunto attorno al 1977, cioè nel periodo in cui avrebbe finito di avere una sua collocazione e un suo senso, avendo esaurito ogni cosa e avendo detto tutto ciò che poteva essere detto. Ammettendo del vero in queste affermazioni, mi chiedo qual sia allora il senso di ogni altro genere musicale: forse il jazz recente sta dicendo cose nuove? Forse le sta dicendo la musica classica o quella operistica? Forse ci dobbiamo attendere una rivoluzione musicale con cose nuovissime di heavy metal? O di blues? Ecc. ecc. Seguendo questo ragionamento, quindi, non ha più senso nulla? Non ha più senso la musica nella sua totalità perché è già stato detto tutto e persino cose più recenti come il post rock, l’ambient, il doom ecc. hanno esaurito la carica innovativa che avevano? Possiamo anche rispondere sì e farci del male. Oppure possiamo ritenere che la musica di oggi possa essere rappresentata come evoluzione di tutto quello che è stato il passato con miscelazioni, rivisitazioni, personalizzazioni e, al limite, riproposizioni (possibilmente non plagianti). D’altronde se io ascolto progressive, se Tizio ascolta doom metal, se Caio ascolta classica e se Sempronio ascolta new age, ci sarà un chiaro motivo di piacere d’ascolto. Perché penalizzarlo? Non solo, perché penalizzare il diritto del musicista di fare la musica che piace, solo perché i potenziali ascoltatori sono, ormai, relegati in nicchia.

Parallelo con la letteratura: il giallo è un genere ritrito, dove è stato detto di tutto e di più, eppure gli scrittori di gialli e i loro lettori sono sempre presenti, anche questo è inutile?

L’ultimo anno ha avuto una serie di uscite progressive di notevole spessore, si potrebbero citare i Deluge Grander, Wobbler, Beardfish, Hostsonaten, IQ, Little Tragedies, Voodoo Monkey Child, Narrow Pass, Steve Thorne e Gargamel per il filone prog sinfonico/new prog. Poi Phideaux, Oresund Space Collective, Ozric Tentacles, Siena Root per la parte jam/space/psichedelica. E ancora Magma, Er.J. Orchestra, Forgas Band Phenomena, Simak Dialog, Ossi Duri, Runaway Totem, Miriodor, Univers Zero, Cheer Accident, Mirthkon, Simon Steensland, Present, Aranis, Gatto Marte, Degenerate Art Ensemble per la sezione jazz-rock/zeuhl/canterbury/avant/sperimentale. E infine Tom Moto, Sciarada, Slivovitz, Filoritmia, Colster, Arpia per le realtà italiane in via di espansione su fronti e influenze diverse e molto interessanti.

Sicuramente ne ho dimenticati, ma l’elenco è funzionale, oltre che a dare alcuni suggerimenti, a dimostrare che le uscite di progressive sono ancora tante e il loro valore è spesso alto. Che il genere (o non genere) sia relegato in nicchia è un dato acquisito, che se lo meriti può darsi anche, ma non trovo corretto che lo si definisca genere morto, perché non è fisicamente esatto.

Concludendo: ha senso parlare di progressive "di oggi"? Un secco sì, è la risposta esatta.

TheJargonKing , Il 7 gennaio 2010 — DeRango: 0,00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

fedezan76
Concordo che il progressive "di oggi" c'è. E non lo ritengo un NON genere. Ha delle precise direttive, che a volte vengono allargate. Ma questo succede un pò a tutte le definizioni. I punti di vista sono sempre molteplici. La musica, e tutti i suoi generi, vive di stagioni. Alcune più fortunate ed altre meno. Forse questo non è tra i periodi migliori, questo a mio parere, ma come sempre ci sarà qualche artista o gruppo ispirato a portare un'idea creativa e di qualità. E' vero altresì che sarà sempre più difficile inventare qualcosa di nuovo. La musica dopotutto si fonda su precise regole, scale, note, etc. che ormai sono state studiate e sperimentate in lungo e in largo. L'unica vera fonte di innovazione probabilmente la porterà la tecnologia. Ma non sempre innovare vuol dire progredire e non sempre progredire vuol dire migliorare. E quindi non scervelliamoci troppo. La musica risorge sempre.
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supersoul
bah non so se ha un senso, comunque volenti o nolenti l'espressione progressive rimanda al passato che fu. Credo che se la stessa parola abbia mai avuto un significato oggi l'ha irrimediabilmente perso, si fa a fatica a capire chi è e chi non è progressive. Tu stesso nomini gli Ozric Tentacles che io non definirei mai progressive ;)
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Schizoid Man
editoriale finalmente interessante :D anche per me ha senso parlare di progressive oggi, anche perché come hai sottolineato giustamente, il progressive è un non-genere ma un vero e proprio atteggiamento nei confronti del rock che mira ad ottenere opere musicali ricercate,eleganti dove si fondono perfettamente diversi generi musicali dalla classica al jazz e anche l'elettronica!! Visto da questa angolazione non può esserci limite e fine alcuna per tale movimento... noto che sei un "espertone" tra l'altro, hai citato dei nomi sopratutto italiani a me del tutto sconosciuti(ahimè la mia ignoranza avanza sempre più...)!! bravo ancora bell'editoriale!! :D
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Schizoid Man
@fedezan76: boh secondo me è sempre possibile inventare qualcosa di nuovo se dall'altra parte c'è in gioco la sensibilità delle persone che ascoltano!! insomma l'ascoltatore devi mettersi in gioco... deve provare emozioni non essere passivo tiè... solo in questo modo la musica sembrerà sempre nuova altrimenti è vero le note sono quelle non è che ci si posso sforzare più di tanto eh...
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fedezan76
Schizoid: si si concordo. Io intendevo che dal punto di vista puramente strumentale e tecnico sarà difficile innovare. Ma come dici tu, e come spesso anche io ho evidenziato nei miei commenti, la differenza la fa sempre l'anima dell'artista. Il mio artista preferito è Jeff Buckley e non era un innovatore nel senso letterale del termine. Compensava con ben altre doti. E allora al diavolo le definizioni, al diavolo anche le innovazioni, quello che conta è sempre e solo questa cazzo di cosa incomprensibile e indefinibile che genera emozioni. Non definiamola.
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Schizoid Man
fedezan76 con questo commento hai scatenato il mio deamore nei tuoi confronti ;) anch'io adoro Jeff assieme ad Elliott Smith :D eh si hai proprio ragione a volte l'etichette e le definizioni nella musica ma anche nella vita non servono proprio a nulla e sono solo limitanti!!
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jack daniel's
come tu stesso dici con quell'elenco di uscite, il progressive è sicuramente un genere ancor oggi vivo ed in grado di regalare ottimi dischi, per cui son d'accordo con te, non si può di certo parlare di genere morto, poi per me di fatto i generi "morti" non esistono, al max vi sono generi in pausa, in letargo, in attesa di nuovi stimoli. poi si sa che a volte il passato ritorna, quindi, magari fra sette, otto anni il progressive vivrà una nuova età dell'oro, come nei '70, chi lo sa cosa potrà succedere, i Maya?
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Appestato mantrico
Beh...boh! Possiamo limitarci a parlare di musica in senso lato? :)
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turkish
turkish Alto Papàvero
Ma avrà senso parlare, oggi?
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Nosebleed
Io trovo che il jazz abbia senso oggi non tanto in quanto genere o scena (non avrebbe senso, per esempio, voler suonare come Charlie Parker nel 2010), e come tale indissolubilmente legato a delle coordinate spazio temporale, ma per le importanti possibilità espressive che offre, credo a un livello che nessun altro modo di fare musica può offrire, anche magari tra quelli che io personalmente preferisco. Un discorso analogo si può fare per il progressive penso, che pur essendo "rock" rimane un mondo a sè stante. Dunque sono piuttosto d'accordo quando TheJargonKing dice che si tratta più che altro di un atteggiamento, anche se il discorso mi sembra più che altro formale:
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Nosebleed
nella sostanza non ha senso ripetere il quello che hanno detto KC e affini ai tempi, ma quello del progressive è rimasto un modello strumentale adattabile anche a un messaggio odierno, forse proprio per la sua natura un po' ambigua, complessa, e "inclusiva" (al contrario per esempio dell'heavy metal o chessò, del punk 77, piuttosto "esclusivi"). Un altro genere che ha questa caratteristica pur apparentemente vivendo di canoni ristretti, secondo me, è l'hardcore. Quante cazzate, in finale la domanda più seria mi sa che è quella di Turkish.
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giola
Progressive un non-genere...mah non so, io direi che invece ha connotati ben definiti, almeno quello delle origini. Morto? No, magari no a livello underground, i gruppi neo prog da te citati non mi sembrano di dominio pubblico a differenza dei gruppi storici, quando il progressive imperversava (1970-76).E'ancora vivo ma contaminato da sonorità nate più recentemente. personalmente ritengo un bene che sia morto un certo tipo di prog, alla Emerson Lake & Palmer, ascoltandoli oggi ti rendi conto di quanto siano pacchiani e improponibili. Resiste il prog alla Van Der Graaf Generator e alla King Crimson al tempo forse. I Genesis e gli Yes proprio non li riesco più ad ascoltare da quando ero ragazzina.
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giola
Ho visto che hai citato i Magma, che proprio non sono nuovissimi...lo Zeuhl è una delle costole del prog ma anch quello mi suona terribilmente datato. la psichedelia e il garage della prima ora invece non mi fanno quell'effetto.
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Alexander77
A me delle etichette frega meno di zero...ma, volendo, i Tool non fanno progressive? Che poi siano Metal o alternative o che altro poco importa...dalla metà degli anni '90 fondamentalmente è tutta una fusione di generi, una sorta di "crossover"! Per quanto mi riguarda nessun genere muore: aumentano le difficoltà compositive, le note sono quelle e innovare dal punto di vista armonico è "quasi" impossibile...a livello di suono e a livello ritmico invece credo si possa far ancora molto!
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Ivo Avido
Ritengo personalmente che il Progressive, nonostante sia esso permeato e intriso di molteplici influenze e contaminazioni, sia comunque un "genere" anche se dai "confini" piuttosto incerti e malleabili.
Sono invece più propenso a definire un "non genere" il Kraut Rock, per l'appunto un ( non ) genere in cui artisti e notevoli sperimentatori sono "gettati" all'interno del "contenitore" Kraut Rock ( termine tra l'altro denigratorio! ) solo ed esclusivamente per la comune "territorialità" teutonica e non per lo stile o le sonorità prodotte (davvero eterogenee! ).
Ovviamente il Progressive esiste tutt'ora ( d'altronde ha mai cessato di esistere? ) anche se ha perso, è ovviamente una mia opinione, lo "smalto", la genuinità di quello che potremmo definire Progressive per antonomasia ( che continuo a preferire! ).

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nes
nes
sì c'è: è quello che fanno i dream, e se ne poteva sinceramente fare a meno :) shcerzi a parte se i tool fanno proogrressive allora ho finalmente trovato un gruppo prog che vale la pena di ascoltare ( prog moderno...). però davanti a gruppi geniali, come i tool appunto, appiccicare un'etichetta è forse inutile quanto riduttivo.
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FLOYDMAN
...
...
...
Aridatece gli ELP
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Frankie89
La trance house è il vero progressive di oggi, vi piaccia o meno.
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Appestato mantrico
NOOOOO gli ELP teneteveli stretti stretti che per quel che mi riguarda basta sfasciamento di maroni :P
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fedezan76
@Frankie89: eeeeeee adesso ... vabbè che i trans ormai sono dappertutto, ma mi sembra che hai detto una gran bella cagata !
@schizoid: vedo che siamo d'accordo su vari fronti. Di elliott smith ho solo "from a basement to a hill", che mi piace ma non entusiasma. Come sono gli altri ?
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macaco
Minchia Jargon, hai risposto alla mia domanda con un editoriale, non ho parole.
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Schizoid Man
@fedezan76:i primi due dischi "Roman Candle" e "Elliott Smith" sono prettamente acustici, molto intimi e sentiti! già con "Either/Or" gli arrangiamenti si fanno più orchestrali o cmq diciamo più presenti fino a "XO" e "Figure 8" che sono sicuramente i lavori migliori!! e poi c'è "New Moon" del 2007 uscito come del resto "From a basement to a hill" postumo purtroppo, contiene la splendida Miss Misery(prima versione in chiave totalmente acustica)!! :D vabbè chiedermi un giudizio obiettivo sulla sua musica non mi pare proprio il caso ;)
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macaco
Il prog del nuovo millennio non potrebbe essere il math rock? Gruppi come i Battles sono il risultato di una ricerca compositiva complessa e non si caricano di nessun fardello del prog dei settanta. Che ne dite?
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Appestato mantrico
macaco, you're right! ero venuto qui giusto per scriverlo!
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Schizoid Man
bè ma allora anche il post-rock può essere considerato tranquillamente il "progressive moderno" ;) Dai Mogway ai Sigur Ros a quello più tecnico dei GYBE!, a le contaminazioni elettro-jazz dei Tortoise e via discorrendo no!? sempre di composizioni complesse e ricercate si tratta :D
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ProgRock
Concordo con il bellissimo editoriale. Le band citate da Jargon sono quelle che tutt'ora propongono del "genuino" Rock Progressivo.Ogni periodo successivo all'epoca d'oro presenta delle coordinate stilistiche, dal Neo-Prog anni '80, la scena svedese dei primi '90, fino a quella odierna.L'attitudine Progressive è anche una caratteristica presente in diversi progetti Post/Math Rock.Alla domanda "esiste il Progressive oggi?" è assolutamente sì, così come esiste ancora la (Neo)Psichedelia o band ispirate alla New Wave o al Kraut che non sono dei semplici revival(esempio Oneida o Flaming Lips riguardo a questi ultimi generi citati).
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zaireeka
Amo il progressive. Forse, tirando le somme, è il mio genere musicale (se la parola ha un senso?) preferito. Un mio famoso aforisma dei primi anni 80 era: "Molto meglio i cloni dei Genesis (mi riferisvo ai Marillion del periodo Misplaced Childhood) che i Duran Duran originali...Però, ... che palle i gruppi (old e neo progressive) che si suonano addosso patchwork musicali senza senso e senza il minimo di spontaneità (e sono temo la maggior parte). L'editoriale è molto raffinato, spontaneo, e tecnicamente ineccepibile. Braf.
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zaireeka
Nella tua lista non ha citato quei "tamarroni esoterici" dei Pendragon. Li ho scoperti da poco e, mi vergogno a dirlo (sarà grave) non mi dispiacciono affatto, anzi, direi che fra tutti quelli che ho ascoltato (Tangent,IQ, Beardfish, ed altri) sono quelli che mi "emozionano" di più. Ma sarà l'età.
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fedezan76
@schizoid: vedrò di approfondire Elliott Smith. Grazie!
@zaireeka: beh, i Pendragon sono un gruppo mitico. "The Jewel", "The world" e "Window of Life" sono dei dischi della madonna. Di quest'ultimo poi c'è un pezzo "Am I really losing you" che mi fa impazzire ...
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panNZZOone
boooo , sicuramente esistera' , ma il punto e': sara' uscito un capolavoro degno degli anni 70 ,nella lista che e' stata segnalata ?non lo so' , leggendo la tua classifica Jargon ,ho notato che i posti in prima fila son sempre quelli...anzi tutti e 20...
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Frankie89
Continuo, per la mia: molti dei gruppi da voi citati non sono il progressive "di oggi" bensì manierismi del progressive "di ieri". Se c'è una musica progressiva che oggi riesce a richiamare masse di giovani e non vecchi nostalgici è la trance, fate voi. E il post-rock è post-rock ebbasta, non progressive. Che poi cacchio i Mogwai con quei suoni reiterati sembrano più trance che progressive
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fedezan76
Non restiamo fermi agli anni 70, ne sono usciti eccome capolavori degni di quell'epoca. Forse di recente un pò meno, ma gli anni 90 in particolare sono stati ispiratissimi. Il problema è che questo genere purtroppo non ha più la visibilità di quegli anni. I grandi gruppi dei seventies vivono ancora della fama e delle rendite di quegli anni. Mentre la nostra è l'era dell'usa e getta. La massa non ricerca più musica che stimoli la mente. E per questo band grandiose come Anglagard, Landberk, Discipline e tante altre si sciolgono presto e non riesco a dare continuità ai loro progetti. Ma ci hanno lasciato comunque della musica validissima.
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panNZZOone
Anche la seconda meta'dei 70 ha prodotto ottimi dischi , non eccezionali ,sicuramente meno considerati . Forse e' anche una questione di passione .
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fedezan76
Perlappunto, ma uno dei motivi per cui tutti noi nelle nostre classifiche mettiamo in testa i vari King Crimson, Yes, Genesis è che sono potuti durare più a lungo nel tempo grazie al momento favorevole del genere. Il motivo primario è che lo hanno inventato loro questo genere e questo tocca sempre le corde del cuore.
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panNZZOone
Secondo me' non sta molto in piedi come giustificazione . Un selling england by the pound e' apprezzato anche da un non amante del progressive rock , per i surrogati , anche se di qualita ' devi esserci appassionato al genere. se no' ciccia
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holdsworth
Ho letto solo le prime righe che sono totalmente sbagliate. Gli unici generi che valgono come contenitori sono il jazz, la classica e il rock, che sono potenzialmente infiniti (ma non illimitati). Tutto quello che hanno "dentro" dal barocco al punk, dal free jazz al progressive sono semplicemente dei "sottogruppi" che servono a fare "ordine". E dovendo fare ordine hanno un punto di inizio, una fase di espansione e una fine. Se oggi faccio un pezzo in stile genesis non sto facendo progressive, se domani faccio un pezzo in stile barocco non faccio musica barocca faccio musica in stile barocco. Il progressive è comunque un "periodo storico" della musica rock.
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Carpanix
giola: "personalmente ritengo un bene che sia morto un certo tipo di prog, alla Emerson Lake & Palmer, ascoltandoli oggi ti rendi conto di quanto siano pacchiani e improponibili" -- R: Dissento. Tieni presente che esiste tutt'ora chi si bea di ascoltare (e di eseguire) le messe di Pierluigi da Palestrina, o i madrigali di Monteverdi. La musica del passato non muore mai, e l'essere "vecchio" non è una caratteristica squalificante ma un semplice dato cronologico. Se vogliamo invece parlare di "pacchianaggine", prova ad ascoltare Wagner, o Rachmaninoff... eppure, per quanto "pacchiane" per alcuni orecchi moderni, molte loro composizioni sono e rimarranno dei capolavori, particolarmente se li ascolti con atteggiamento attento al contesto storico nel quale son nati.
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panNZZOone
Holdsword , il sottogenere lo puoi riprendere eccome !, ma sai qual'e la differenza? I Genesis suonavano e basta ,le etichette gliele hanno appioppate dopo i soliti mentecatti, i surrogati invece FANNO progressive , cioe' non c'e nulla di naturale ma tutto di "voluto"
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TheJargonKing
Ottimi spunti da tutti, grazie tante per aver espresso la vostra opinione. C'è da concordare con molti commenti e su altri quantomeno da riflette e quindi l'editoriale credo possa aver colto nel segno. Trovo solo poco centrato il commento di Frankie89: la trance progressive, come la progressive house non hanno fatto altro che appropriarsi di un nome che non gli spettava. Tu sei giovane e sei nato con quelle cose, ma sono talmente distanti dal concetto stesso di progressive che quanto dici è assolutamente sbagliato. @Macaco: sì ho preferito fare così, utilizzando la tua richiesta come spunto di riflessione generale e la cosa, ammetto, mi è piaciuta molto. @PaNNZOne: molto interessante lo spunto finale qui sopra.
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TheJargonKing
In effetti negli anni 70 i gruppi progressive erano molto legati alla sperimentazione e al jazz, i Genesis come molti altri rietravano in un circolo di rock romantico, ecc. poi il calderone fu ampliato facendo rintrare tantissime cose. @holdsworth: ti sei fermato alle prime righe, ma se andavi avanti capivi che per alcuni concetti diciamo le stesse cose e io parlando di NON genere intendevo proprio quello che hai detto tu.
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panNZZOone
thanks jargon!
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fedezan76
Beh dai, chiamiamolo sottogenere e siam contenti tutti. E' musica e le nostre sono solo parole.
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azzo
Che bella paginetta è venuta fuori. Son proprio contento e voi prog-lovers mi state propio simpatici. Ora. Quando fu il '77 però ero ancora più contento. P.s.: Wagner è un pelo meglio di ELP. P.p.s.: Pure il jazz è morto. Da un bel po'. Ed anch'io non mi sento tanto bene.
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giola
E' tutto o quasi morto oramai, perlomeno in coma...forse, dico forse, in ambito puramente rock ancora qualcosa può dirla la psichedelia ma ogni anno è sempre quasi la stessa solfa, magari riveduta e corretta, ma originalità poca.
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Carpanix
azzo: "Wagner è un pelo meglio di ELP" -- R: "meglio" e "peggio" sono categorie relative per definizione, e pure estremamente soggettive. Hai espresso un'opinione, cosa valida per quel che è: un'opinione, appunto, quindi intrinsecamente discutibile.

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azzo
Sì, ma io talvolta ho delle opinioni che rasentano l'assoluto, e scommetto che ce le hai anche tu. Tipo, senti questa: Monica Bellucci è più figa di Rosy Bindi. Quindi credo sia piuttosto dura che un appassionato di musica riesca a dimostrare che gli ELP fossero meglio di Wagner.
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fedezan76
azzo, ma il paragone che hai fatto tu è tipo se Rita Hayworth è più bella di Marylin Monroe... e io obiettivamente avrei difficoltà nel dirlo.
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panNZZOone
Adesso paragoniamo Wagner con gli Elp , ogni tre x2 e' una stronzata . ionnriescopiuastarcidietro. diamoci i cambi please!
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zaireeka
Azzo, sarà, ma a me Rosy Bindi attizza assai!! Se non ci fosse Berl che le fa una corte disperata e che quindi ho battaglia persa in partenza.. PS Carpa, tutto è relativo, PUTROPPO, ma dire che gli ELP e Wagner possono essere equivalenti dal punto di vista artistico non è relativismo ma una bestemmia. Con tutto il rispetto per gli ELP e per tutto il progressive (che, ribadisco, amo molto, come "idea" e, a volte, come "realizzazione")
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zaireeka
possano essere GIUDICATI equivalenti
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mariottoross2
quoto turkish!
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G
G Alto Papàvero
scusate solo un test... però anch'io sarei moderatamente d'accordo con il turko.
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fedezan76
Meno male che voi avete capito cosa voleva dire il turkish ...
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London
per me il genere è finito nel '77.
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panNZZOone
per me il genere e' iniziato' nel 77
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Intervengo mestamente per porre una domanda tremendamente sciocca a tutti gli appassionati del genere. Qualcuno di voi saprebbe spiegarmi l'origine del nome "Progressive"?!? Grazie mille e complimenti al Re Jargon per l'editoriale!
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fedezan76
Sono state date molteplici spiegazioni. Chi dice che derivi dal fatto che sia una musica che progredisce ed esula dagli schemi prestabiliti del rock e del pop. Altri che derivi dalla tecnica compositiva della "progressione armonica", di largo uso nella musica barocca. Altri ancora dicono che si ispiri al progressive jazz del dopoguerra e quindi una musica basata sulla sperimentazione e sul virtuosismo.
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kosmogabri
kosmogabri Divèrs
tanto per fare la pignola che so di essere antipaticamente (sorry), progressive non è un genere ma uno "stile" del genere rock. Uno "stile" che ho seguito pochissimo (a parte i grandi nomi dei 60-70), ma che ritrovo ora, sempre come stile, nell'elettronica (un nome che mi viene a caso or ora è Prefuse73, e non è un caso che il nostro Jargone citi gli Ozric) per come in certi casi viene proposta, ossia contaminazione con la classica e il jazz, magniloquenza, virtuosismo strumentale, concept, fughe ed improvvisazioni, respiri ambientali o epici, ecc ecc. Un altro nome che segue gli stilemi prog attualmente è il bulimico Omar Rodriguez Lopez, no?
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Carpanix
Oibò, vedete di non attribuire alla mia tastiera cose che non ho scritto! Grazie.
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zaireeka
Carpa io non ho detto che TU hai giudicato Wagner e gli ELP equivalenti dal punto di visto artistico, e che quindi hai bestemmiato, ma solo che se qualcuno lo facesse bestemmierebbe (e questa la ritengo una cosa su cui non ci piove). Alla prox.
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zaireeka
Anche se la mia frase forse era un pò ambigua, hai ragione e me ne scuso.
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fedezan76
E allora probabilmente il "progressive" è proprio uno stile o un'attitudine, che a questo punto non è esclusiva del rock ma anche degli altri generi. E quindi è per questo che non è finito nel '77 e che probabilmente non finirà mai, finchè ci saranno gruppi che sapranno essere creativi, sperimentare e portare nuova linfa alla Musica.
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ProgRock
Sì, hai proprio ragione fede, un discorso simile farei anche con il Punk, il quale non considero un genere, ma una attitudine, nei fine '60 con MC5 e Stooges e altri, nel Kraut stesso, le band più note dei '70 e determinati generi o etichette seguenti, band come Sonic Youth, Einsturzende Neubauten o Dinosaur Jr., discorso più ampio per l'Indie.Progressive e Punk sono due modi(attitudini) di fare Rock, che apprezzo entrambi.
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fedezan76
@Prog: io purtroppo con il punk c'ho un moto di rigetto cronico, è più forte di me, ma il tuo discorso fila.
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Schizoid Man
quoto ProgRock!! :D
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holdsworth
@progrock: se parliamo di attitudine non parliamo più di musica però.
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ProgRock
@holdsworth: il discorso è sempre relativo certo quello dell'attitudine, concordavo con il commento di Fedezan e ho cercato di fare un esempio con un altro genere.Era come dire che Canterbury, il R.I.O., lo Zeuhl fanno parte sempre dello stesso panorama musicale del Progressive, pur essendo etichettate in maniera diversa e aver trovato sviluppo in luoghi differenti.
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Schizoid Man
"Buona parte del giornalismo rock è gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere" ma forse forse ha ragione il buon Frank Vincent Zappa!? tutte queste etichette e nomi astrusi per definire sempre la stesa cosa: Musica... sarà che sono pigro ma fare troppe distinzioni stanca l'animo e la mente :D
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fedezan76
Ovviamente quoto Schizoid ! :D
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ProgRock
Quoto Zappa!:D
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ProgRock
e anche Schizoid ovviamente;)
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Dì la tua! (Se proprio devi)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi: