Arbeit Macht Frei

Mio padre ha cominciato a lavorare a 13 anni, lo stesso giorno in cui è finita la scuola, quando mio nonno, sotto forma di enorme calcio in culo, lo spedì in fabbrica senza nemmeno porsi il problema dei compiti per le vacanze. Da allora sono state nove/dieci ore al giorno, per sei giorni la settimana, per cinquanta settimane l’anno, per più di cinquant’anni.

A volte mi chiedo come abbia potuto avere degli amici, conoscere mia madre, concepire dei figli. Ma anche andare in banca e aprirsi un conto corrente, comprarsi un paio di pantaloni, far venire l’idraulico ad aggiustare lo scaldabagno. Forse durante una serrata…

Oggi mio padre è in pensione, e penso che questa cosa, prima o poi, lo ucciderà. Quello che non sono riusciti a fare cinquant’anni di fabbrica, lo faranno un telecomando e un divano nuovo, comprato con la liquidazione.

Quando rientro in casa, la sera, di ritorno dall’ufficio, lo trovo quasi sempre seduto, da solo, a fissare il televisore. Lo saluto, ma lui non mi risponde. Riprovo, a voce più alta, e lui si gira di scatto, come se l’avessi svegliato da un sonnellino pomeridiano, e, quasi impaurito, mi chiede: “Eh?!”.

Fuma troppo e parla troppo poco. E ogni tanto mi ritrovo a pensare che, tutto sommato, mi va bene così.

Qualche volta, più o meno di nascosto, torna di nuovo in officina e lavora per qualche ora, fino a quando le vene varicose e il mal di schiena gli ricordano che il suo posto è là, su quel divano che si è comprato con la liquidazione. E a me un po’ vengono in mente quei cani che, nonostante le botte già prese e quelle che di sicuro ancora prenderanno, tornano dal padrone con lo sguardo fiducioso e le orecchie basse.

Mio padre, oggi, è un uomo non dico spezzato, forse soltanto… boh… “intristito”. Da troppi giorni passati con la schiena curva, prostrato davanti ad una Mecca di camme, utensili e mandrini, da troppo grasso per ingranaggi sotto le unghie, troppe schegge nei polpastrelli e troppe scintille di saldatore negli occhi.

Bartleboom , Il 6 giugno 2010 — DeRango: 0,00

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

iside
iside Divèrs
Non sono io il padre di Bartolo...
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holdsworth
Bella. Alcune volte mi trovo a pensare che la Tv potrebbe essere una delle rovine dell'anzianità.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Azz!! ci tenevo a dirlo io! :))
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Secondo me il problema non è la TV. Il problema è quello che c'è prima. Se passi la vita a fare andare un tornio, semplicemente ti ritrovi a 60 anni senza alcun interesse. Se tutta la tua vita è stata un tornio, quando ti tolgono quel tornio, ti tolgono tutto. E a 60anni è dura mettersi, chessò, a leggere, fare sport (con quali ginocchia? con quale schiena?), a fare lavoretti di artigianato. La TV è solo l'ultimo step, un qualcosa di inevitabile, ma non è la causa e non è nemmeno la peggiore delle conseguenze.
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Greg*89*
No no, non è la tv.
Non è il lavoro che l'ha spezzato è il non lavorare più.
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fedezan76
Bell'editoriale! Certo anche io quando vedo mio padre lì su quel divano a guardare i classici western, a volte mi intristisco. Poi però mi basta osservare la complicità tra lui e mia madre, dopo quarant'anni di vita famigliare, per ritornare all'ammirazione. E per fortuna mio padre è ancora una persona molto attiva, con la passione della montagna e i mille lavori che si inventa. Alla fin fine penso che finalmente possono fare quello che vogliono, senza imposizioni di alcun tipo. Se lo sono meritato. E pazienza se i lavori dei figli non vanno mai bene!
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fiquata
Cunce', che brutto suonno che mi so' fatto stanotte. Mi sono sognato che lavoravo!
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iside
iside Divèrs
io non penso di sopravivere ad altri 14 anni di controllo numerico, ma sopratutto fra 14 anni ci sarà anora la de-chat e i de-flame?
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Alexander77
Mi hai messo una tristezza infinita addosso...bartolino, a me di solito non piace andar sul personale e sui fatti miei (men che meno su quelli degli altri)...se posso permettermi, però, goditelo il tuo vecchio, e aiutalo a godersi il tempo libero che non ha mai avuto. Se poi alla fine ritornerà su quel divano, lascialo tranquillo a rilassarsi e a godersi un po' di pace, con le partite della sua squadra e i vecchi western dove tutti mangiavano fagioli in scatola!
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ILM_igliore
il problema non è a TV siamo noi, i ritmi di vita flatulenti, le botte flatulenti, il mondo flatulenti, è tutto così flatulentE, da un punto di soggettivo ognuno ha il proprio Karma le proprie croci, ma un aspetto oggettivo ci insegna come la decadenza sociale alla quale andiamo incontro giorno dopo giorno ci renda miseri e ...flatulenti
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telespallabob
Sono tante cose, la TV è il mero risultato di quello che c'è stato prima. Su questo Bartle ha detto una cosa giustissima: nel momento in cui un uomo viene costretto a regolare la sua vita secondo due soli oggetti, la macchina da lavoro ed il letto, non ha più niente. Vive di quello e basta. La TV (ma può essere il cellulare o molte altre cose) diventa l'unico strumento a disposizione per tenere momentaneamente da parte quel pensiero (triste e spesso giusto) che fuori dalla routine non c'è spazio per sé. Il lavoro non nobilita l'uomo: lo distrugge. (Continua)
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telespallabob
Il padrone basa il suo potere sul controllo numerico e sulla produzione, tiene sotto scacco il lavoratore dicendogli: "in quel tempo devi fare tot pezzi e se non li fai ti licenzio!" E' crudeltà, cinismo allo stato puro. Lo stesso che portò i nazisti a far scrivere sulle porte dei lager "Arbeit Macht Frei", una speranza che evidentemente non esiste. La stessa che è alla base dell'ossessione della produzione e dei presunti premi, perché poi magari vivi con l'ansia. T'impegni, dai tutto e poi arriva uno che ti dice "puoi fare 200, anche 300 pezzi in più" e ti scervelli la notte nel dubbio che abbia ragione. Perdi tutto, perfino la fiducia in te stesso
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iside
iside Divèrs
va be ma tu esageri un po'
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Stoney
Quoto Telespalla. Però c'è stato un tempo in cui avevamo capito che ricattare le persone in un simile stato di schiavitù era disumano, quindi siamo scesi in piazza a chiedere diritti e dignità per i lavoratori. Oggi, invece, che siamo moderni, i diritti sono diventati dei lagnoni, degli scansafatiche, dei senzapalle. Perché l'uomo virile non si lamenta, si prende ciò che crede di meritarsi usando ogni mezzo. Così, i furbi riusciranno a campare una vita mediamente decente, i fessi (colpa loro se non sono stati altrettanto capaci) finiranno a lavorare in fabbrica per tutta la vita a farli ingrassare. It's evolution, baby!
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telespallabob
Magari non si fanno le paranoie i lavoratori ma sui premi di produzione ricordo parole tue piuttosto chiare e negative, che me le sia sognate? Ha senso che tu debba farti ancora 14 anni di fabbrica mentre cialtroni come Mazzatorta (sindaco di Chiari) dopo cinque anni in cui non è mai andato a fare il parlamentare perché doveva fare il sindaco-sceriffo tiene già la pensione?
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fedezan76
Ci sono anche quelli che pontificano ma, per una propria personale condanna di questo schifo, campano alle spalle dei furbi o dei fessi. Nel primo dei casi sono più furbi, ma nel secondo?
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reverse
"puoi fare di più", premi di produzione? specchietto x le allodole. Se il ciclo è ottimizzato, i tempi macchina sono quelli e QUELLI restano.
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iside
iside Divèrs
ricordo una volta ( 18 anni fa) il padrone ci diedi i compiti produttivi da 100 a 110 pezzi all'ora e noi tutti a farne 100. alla sua rimostranze chiedemmo il 10% in + di stipendio. ora se capita una cosa del genere come minimo si scannano per farne 111, e lui felice si frega le mani.
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reverse
passano ancora con i cronometri?
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iside
iside Divèrs
si
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iside
iside Divèrs
hi ragione sui tempi macchina, però, loro, quando vogliono riempirsi la bocca di parole vuote parlano di "qualità" però non puoi mai abbassare la "quantità"..........quindi alla fine si cerca sempre di trovare un equilibrio impossibile... corri, uomo, corri.
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reverse
qualità... mmm... quando me ne parlano nei soliti modi mi trattengo appena dal ridere loro in faccia.
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Carpanix
...e Gondrano disse: «Lavorerò di più!»
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Carpanix
Forse ho qualcosa che non va, ma da qualche anno mi ritrovo periodicamente a chiedermi se è meglio vivere una vita da schiavo o una da pezzente. E la risposta non è così scontata come può sembrare. Poi ritorno a fare lo schiavo, come così tanti miei simili.
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geenoo
Io ho un padre che non ne vuole sapere di andare in pensione. Ama lavorare, costruire, fare. Non sta mai fermo. Si, la sera, dopo il tramonto, anche lui si sbraca sul divano che gli abbiamo regalato. Ma riparte alla mattina alle 6.
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Workhorse
Non so se mi facciano più paura il lavoro schiavizzante o la televisione. Tuttavia, non lavorando, non potrò comprarmi la televisione: penso il problema si risolverà da sé.
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Appestato mantrico
A volte mi chiedo come abbia potuto avere degli amici, conoscere sua madre, concepire un Blechtrommel.
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TheJargonKing
Sembra una storia di altri tempi, tempi in cui certe cose erano più o meno normali. Forse sono normali pure ora è un problema caratteriale, chi è stato assoggettato, schivizzato tutta la vita da una lavoro cerca un altro schiavista per reiterare una sorta di sindrome di Stoccolma e dare una continuità morale alla propria vita, la televisione surroga questo. Triste, ma ineluttabile.
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fosca
fosca Divèrs
Editoriale splendido. Non c'è altro da aggiungere.
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enbar77
Bellissimo editoriale @Bartleboom. Mio padre è andato in pensione l'anno scorso dopo aver "combattuto" per quarant'anni con i bambini delle elementari. Ora sembra abbia riscoperto l'amore per la pittura, abbandonato per l'ingombrante carico offertogli dalla scuola. In effetti, la pensione lo sta rendendo "stanco"...
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jdv666
ragazzi, scoccia a tutti lavorare ma vi faccio notare che i tempi di lavoro che abbiamo oggi, con vacanze pagate etc sono una pacchia rispetto a come si viveva prima e come si vive tuttora in buona parte del mondo... anche a me piacerebbe avere solo tempo da dedicare a me e ai miei interessi, ma tutte le comodità che ci permettono di dedicarci a queste cose ci sono perchè altri si fanno il mazzo da qualche parte; se nessuno lavorasse quasi tutte le cose che ci piacciono (cinema, libri, musica, buon cibo ma anche cose più materialiste come i vari comfort che diamo per scontati) non ci sarebbero... nel senso che avremmo tanto tempo forse ma anche molto meno cose per cui valga la pena spenderlo. poi che si arrivi in certi casi all eccesso nell esaltare la produttività e il lavorare in generale d accordissimo
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Appestato mantrico
sarà, a me il lavoro pare più na palla per trascorrere il tempo prima del gran finale.
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geb
geb
Scusate, ma questa storia dello schiavismo mi fa proprio ridere. E ve lo dice uno dalle idee di sinistra. Ma schiavismo de che? Il problema non è la schiavitù, giacché non siamo in Cina, ma alcuni lavori che sono sottopagati rispetto ad altri, ed altri lavori (come quello del papà di Bartle, come quello-gessista-di mio padre) che ti massacrano il fisico, e quando hai il fisico massacrato, a 60 anni, o te ne stai sdraiato davanti alla tv, o al bar a dargli di tresette e briscola. Non so quale sia la fine migliore. La schiavitù è comunque un'altra cosa, non c'entra nulla con l'editoriale. Il punto è che siamo tutti alienati. Alienati e quietamente disperati. Chi davanti alla tv, chi davanti al pc, chi davanti...mettetecelo voi davanti a che cosa.
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iside
iside Divèrs
@@geb, siamo schiavi. certe sovrastrutture ci impongono di vivere in una maniera adeguata. se non avessi degli obblighi morali (sovrastruttura) già da un po' sarei andato a vivere o su un isola deserta o in una caverna
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geb
geb
@iside: con tutto il rispetto: stronzate. L'uomo è un animale sociale, che si crea delle strutture per razionalizzare ed organizzare meglio la propria vita. Quelle che tu chiami sovrastrutture poco hanno a che fare con lo schiavismo. Quest'ultimo noi per fortuna non l'abbiamo conosciuto. Gli obblighi morali ce l'hai perché sei un uomo. Altrimenti saresti uno scoiattolo. Gli schiavi (quelli veri) non se li potevano permettere gli obblighi morali, tu si. Ergo: non sei uno schiavo. Sei solo frustrato, come me, come tutti.
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iside
iside Divèrs
ma io non sono un umano
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Stoney
Questo fatto che, siccome non abbiamo la palla al piede e nessuno ci governa con la frusta, allora dobbiamo ringraziare il cielo, è fuorviante. Ogni epoca ha le sue rivoluzioni: ieri ci siamo liberati dalle catene, ed è stata una conquista, oggi una conquista potrebbe essere rivendicare più tempo per sé stessi (o la famiglia, o i figli, o i rapporti umani in generale). Dobbiamo smetterla di pensare che certe cose siano un "lusso". Quello che sembrava una conquista ieri, è normale che oggi ci vada stretto, perché abbiamo raffinato la nostra sensibilità su certi temi.
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geb
geb
@iside: allora sei uno scoiattolo ;) @Stoney: non è questo il punto. Io non ho detto che bisogna ringraziare il cielo per non avere la palla al piede, né ho detto che sia un "lusso" non essere schiavi; anch'io mi lamento, nonostante sia ultra-qualificato faccio un lavoro sottopagato, con minime garanzie, minimi benefit, minime indennità. Anch'io, come te, rivendico più tempo per "me stesso". Ma, ripeto, non è questo il punto. La schiavitù, che, bada bene, non è affatto superata (pensa solo alla tratta delle prostitute africane e slave) resta comunque un'altra cosa; la schiavitù è privazione della VITA, qui invece stiamo parlando di realizzazioni personali, di tempo libero, di frustrazioni varie. Mi sembra differente, no? Quindi, smettiamola di dire ovvietà del tipo "lavoro = schiavitù"(non mi riferisco direttamente a te, ma alcuni commenti sopra lasciavano intendere questo) e chiamiamo le cose col loro nome.
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Lewis Tollani
Lewis Tollani Divèrs
Complimenti Bartolo... mi hai fatto commuovere.
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fedezan76
Quoto e straquoto il mio amico, nonchè gran cacaspruzzo, GEB. In realtà ogni commento qui è di per sè giusto dai nostri rispettivi punti di vista. Ma ciascuno di questi non considera completamente gli altri. Ragionando per assurdo, se tutti rivendicassimo più tempo per noi stessi come dice Stoney, e ciascuno nè ha diritto, allora bloccheremo il meccanismo perverso, ma solo per ricadere in un altro che è l'esatto opposto. E comunque quelli che potrebbero cavarsela in una situazione del genere sono in ogni caso sempre i "più furbi", perchè hanno i mezzi per farlo. Purtroppo le lamentele fini a sè stesse lasciano il tempo che trovano, finchè non si trovano delle proposte costruttive per cambiare ciò che non ci sta bene. E per farlo ci vogliono dei compromessi sociali, oppure delle lotte (ma quelle vere, non quelle che partono dalla nostra tastiera).
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fedezan76
"bloccheremmo" il meccanismo perverso
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tomgil
Editoriale davvero molto bello.
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HardCock
è spiegato tutto qui La vecchiaia è una colpa? - Albanesi.it
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Greg*89*
Mah aete una visione ristretta..si parla come sindacalisti padrone non padrone e così via.
E gli artigiani? i liberi imprenditori?
Scusate ma sembra che lavorano solo gli operai.
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zaireeka
Quoto fosca. Davvero splendido, minimalista solo apparentemente, di nicchia come piace a me (era ora, detto senza snobismo). Per quanto riguarda il discorso del lavoro mi ricordo una frase dal film tratto da Seta (del fù ALessandro Baricco). Il tipo giapponese che dice al commesso viaggiatore: "Tu NON SEI un commesso viaggiatore (..o qualcosa del genere) tu FAI il commesso viaggiore". Facile a dirsi, ma mica a farsi...
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iside
iside Divèrs
@@@@Greg e di che devo parlare son operaio e delegato di fabbrica, però son stato pure artigiano, padrone e commerciante.
@@@@@GEB- se fossi nato e cresciuto in ammazzonia avrei altre sovrastrutture che mi terrebbero legato al villaggio, son nato e cresciuto nel "civilissimo" occidente e ho queste sovrastrutture, mi lamento di quello che ho perché non posso lamentarmi di quello che non ho.
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algol
Bellissimo editoriale. Credo che i nostri vecchi abbiano affrontato difficoltà enormi e vissuto tempi davvero difficili. Si devono comprendere e amare incondizionatamente, aldilà delle (fisiologiche) difficoltà di comunicazione e delle giuste considerazioni di carattere sociale. E a me vien voglia di voler bene anche al tuo di pater Bartle.
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Greg*89*
Per carità iside, però sembre che tutto il mondo del lavoro sia regolato dal rapporto padrone-lavoratore.
Per ad esempio come dicevamo gli artigiani, quelli se non guadagnano che fanno? con chi si lamentano? chi devono incolpare? capisci cosa intendo?
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JURIX
JURIX Divèrs
Uno dei più bei editoriali letti, grande Bartòl! Una cosa ancora più triste forse è sentire molti 59enni progettare di andare-fare-viaggiare quando raggiungeranno l'agnognata pensione, ma traspare benissimo dai loro stessi occhi come sia soltanto una mera speranza di trovare qualcosa da fare. Per carità, c'è gente che in pensione trova una seconda giovinezza, ma la maggior parte di quelli che si sono fottuti la vita 10h al giorno sabato compreso e da un giorno all'altro si trovano a casa, in un ambiente che quasi non conoscono che ha una sua ritualità e scoprono che ci sono 18h al giorno per sè stessi, crollano.
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fedezan76
Non so Jurix, io credo dipenda da persona a persona e pure dal tipo di lavoro. Mio padre ha fatto prima il boscaiolo e poi il camionista, diciamo sin dalla giovane età, lavorando spesso anche più di 10 ore al giorno. Oggi come oggi io lo vedo (lo sento) felice. Perchè ha una famiglia unita, amici con cui finalmente passare più tempo, i suoi hobby da coltivare. Pertanto sono tante le variabili e dipende anche da come uno riesce a costruirsela la vita, come sa affrontare gli sforzi, le rinunce, le ambizioni riposte nel cassetto.
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iside
iside Divèrs
@@@Greg gli artigiani che non guadagnano fanno come ho fatto io: 3 anni in perdita = chiusura. gli altri che si lamentano da decenni e continuano a far gli artigiani, raccontano solo frottole.
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Coelum
Coelum Divèrs
Bello e triste, mi ha ricordato certi quadretti di "Dubliners". La vecchiaia è un tema che impensierisce molto anche me. Credo che la cultura sia l'unico modo per combattere con la vitalità della mente il rilassamento inarrestabile del fisico.
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geenoo
L'ho riletto, bravo Bartle.
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federock
ok ragazzi, ho fatto un giro di telefonate a Palazzo Chigi, è tutto risolto: alziamo l'età pensionabile e al contempo riduciamo la spesa della sanità. In questo modo i nostri vecchi dovrebbero lavorare di più e, una volta smesso, schiattare prima. Una mano la daranno anche i palinsesti televisivi: il monopolio di reality e spettacoli di carliconti-frizzi-clerici dovrebbero garantire una maggior propensione al suicidio di coloro che si ritrovano ore ed ore davanti alla tv. Tutto ciò ancora non basta? Facciamo loro sapere che al governo c'è un signore di 70 anni coi capelli rifatti e tante donne nel letto: si renderanno presto conto che il tizio in questione è irraggiungibile per i comuni mortali, ai quali quest'ultima nuova tele-frustrazione faciliterà ulteriormente il ricorso al suicidio.
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JURIX
JURIX Divèrs
@FEDEZAN:d'accordissimo, infatti io ho scritto "quelli che si sono fottuti la vita 10h al giorno". Ci sono contadini che ne lavorano 12 anche di domenica, ma in un ambiente familiare. Ci sono invece persone che (per quale arcano motivo a me sconosciuto) accumulano ore su ore di straordinari magari in fabbrica, si vantano di lavorare come muli e non pensare ad altro fanno fatica a vedere i figli figurati a coltivare hobby. Questi secondo me sono morti ancora prima della pensione; quella poi è solo lo specchio finale che li mette davanti alla realtà.
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federock
a parte tutto, bravo Bartle, pagina piena di cuore. Non possiamo che star vicino, ognuno a suo modo, ai nostri genitori, se non trovano da soli le risorse mentali x reagire alla nuova situazione della pensione, e provare a stimolarli a dedicarsi a qualunque cosa possa loro far bene/piacere. Magari quando ancora sono al lavoro. Facile a dirsi, lo so, ma non vedo alternative, se non la cultura, che x la generazione dei nostri vecchi era ancora un lusso. Solo che, per converso, loro facevano quei lavori duri che oggi non facciamo più, che oggi facciamo fare agli immigrati, e che hanno contribuito a creare il benessere attuale. Oggi siamo + colti, abbiamo + hobbies, ma ci sporchiamo meno le mani, ci intendiamo meno di questioni pratiche, abbiamo più libertà ma meno talento. Sto divagando? Forse. O forse no. Ciao
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algol
Quoto Jurix e Coelum. La cultura dovrebbe essere quel carburante per non rimanere fermi, per non "morire", assieme alla scintilla dell'interesse e della curiosità. Poi ci sono casi in cui questo sacro fuoco viene troppo presto soffocato per diversi motivi. Vuoi per indole o per le avversità della vita. Dipende un pò anche dalla scala di valori che uno si è dato negli anni come fanno notare fedezan e jurix. Alla fine ritengo che per vivere meglio che si può si debba cercare (è banale ma vero)di lavorare per vivere e non viceversa.
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fedezan76
@JURIX: certo, alla fine sono le esagerazioni in un senso o nell'altro che rovinano la vita. Ma anche lavorare in fabbrica 9-10 ore al giorno non preclude di poter coltivare degli hobby. O meglio, dipende da altri fattori. Se la tua compagna lavora, se lo fa per tutto il giorno, se hai figli e quanti, etc. Per esempio io ho fatto l'operaio per 4 anni e successivamente ho fatto il buyer per altrettanti, sempre da single. Avevo molto più tempo libero ed ero più sereno nel primo caso, ma ovviamente prendevo molto meno. Ho comunque fatto il passo indietro, per motivi sentimentali, ed ora ho trovato il giusto equilibrio. Direi che alla fine ognuno dovrebbe ricercare il proprio equilibrio, senza fossilizzarsi e senza nemmeno vendere l'anima al Dio denaro. Alla fine come dice algol, lavorare per vivere.
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Greg*89*
Senza offesa iside ma liquidi la cosa con troppa facilità.Queli che sono in perdita chiudono quelli che non guadagnano continuano lo stesso ma non fanno investimenti. Non è detto che uno perchè non chiude allora va bene.
Quoto fedezan76.
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Greg*89*
che poi non sò uno non può guardarsi la tv dopo una vita di lavoro?
molti di noi hanno sprecato l'infanzia e il tempo libero davanti a videogiochi o tv e in un certo senso invecchiare e andare in pensione può significar fare quelle cose che non si ha mai avuto il tempo di fare.Come sprecare il proprio tempo.
Quanti di voi si leggeranno Chomsky a sessantanove anni?

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alia76
alia76 Divèrs
scusami bartolo ma questo editoriale non mi è piaciuto. non so perché ( o forse si). ad ogni modo scrivi sempre molto bene.
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federock
@mio omonimo, una curiosità: che cos'è un buyer? Compratore, ok, ma che vuol dire? Scegli i prodotti che la tua azienda comprerà e rivenderà?
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federock
oppure è un malato di shopping selvaggio??!
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Stoney
"Ma anche lavorare in fabbrica 9-10 ore al giorno non preclude di poter coltivare degli hobby". Nemmeno lavorarne 14. In fondo c'è sempre la domenica, no?
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fedezan76
@stoney: so che parlare di lavoro non ti aggrada, ma bisogna pure campare. E io sono troppo orgoglioso per pesare sugli altri. Però ti assicuro che quando sei giovane si può conciliare tutto con un po' di buona volontà. Ai tempi in cui facevo l'operaio riuscivo comunque a divertirmi, suonavo in una band, giocavo a calcio amatoriale e probabilmente leggevo molto più di adesso. Ovvio che con il passare degli anni e con una famiglia i ritmi cambiano, ma nel frattempo la persona ha la possibilità di crescere professionalmente. Di conseguenza guadagnare di più e potersi concedere meno ore straordinarie. Lo so, sarebbe meglio bighellonare ma non tutti possono permetterselo...
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fedezan76
@federocco: buyer = approvvigionatore. E' una funzione dell'ufficio acquisti che si occupa dell'approvvigionamento di beni e servizi per l'azienda con l'obiettivo di portare economie alla stessa.
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Carpanix
Per me Stoney ha ragione a prescindere. Fosse per me lo farei Ministro di Ogni Cosa. Se però poi mi cambia idea ci rimette le rotule.
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fedezan76
@carpanix: credo che questo sia lo stesso ragionamento che fanno i sostenitori del PDL. :D
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Carpanix
Fede, quando cominceranno ad agire sulle rotule, i sostenitori del PDL? Non è ancora ora?
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fedezan76
Che per sbaglio abbiano iniziato dalle rotule di Borriello e Co. ? :D Vabbè, a parte le pessime battute, sarebbe anche ora. Ma ci vorrebbe un esercito di Gattuso!
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iside
iside Divèrs
@@@greg quelli in perdita chiudono (entro 3 anni). quelli che ricavano uno stipendio ( senza calcolare le ore) vanno avanti. è così sembrerà semplice ma è così.
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bender
dobbiamo fare una rivoluzione, prendiamo i forconi le torce e bruciamo i datori di lavoro, così imparano.
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Sid
Sid
Massì, 10ore. Nientediché. Un'oretta fra l'andare al lavoro e il tornare (io sono fortunato), 1ora e mezza fra mangiare pisciare e cagare, 6 ore di sonno--facciamo 4 con la coca--e mi rimangono ben 5~7ore e mezza da sfruttare a pieno con palestra/piscina, un buon libro, sesso, sesso adultero, il modellismo (non potrei vivere senza modellismo), litigare con mia nonna (l'altro giorno ho vinto io), litigare con mia moglie per via del sesso adultero (vincono sempre lei e sua madre) e, se proprio sono di buon umore, il TG4 prima di mangiare. Spettacolo!
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geb
geb
@SID: ci sono 2 cose che non vanno nella tua vita: 1. la coca (perché sicuramente è merdaccia, tagliata male, piena di bicarbonato, a meno che tu non sia della 'ndrangheta) e 2. il modellismo. Vedrai che eliminate queste 2 cose potrai fare a meno anche del TG4. E vai!
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vortex
Questi sono due aforismi del Filosofo Baffuto: 1) "Ribellarsi, questra e la nobilta dello schiavo." 2) "Tutti gli uomini, di tutte le epoche, e ancor oggi, si dividono in schiavi e liberi perché chi non dispone di due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa sia per il resto: uomo di stato, commerciante, impiegato statale, studioso." Ovviamente il contesto e il pensiero di Nietzsche non possono essere ridotti così, in due parole, ma direi che con queste frasi si definisce abbastanza bene cos'è diventata la civiltà occidentale (e pure le altre sono a ruota, inutile andare in India).
BËL (00)
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kosmogabri
kosmogabri Divèrs
iside
iside Divèrs
strano K. seguo il tuo link e capito in questo FriendFeed Blog Strano ne io (melis) ne miei nipoti (palazZANI) ne sappiamo nulla ;-))
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JURIX
JURIX Divèrs
Che bel link GabriKosmica. Stupendi anche i colori.
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Sprinkler
Bell'editoriale Bartleboom. Corri corri, produci produci: inondiamo il mondo di componenti che andranno a finire in altri componenti che andranno a finire nelle nostre noie, nei cestini per i rifiuti, a giacere nei magazzini invenduti.
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vortex
No, kosmo, il limk è molto bello come puro esercizio di regia, ma se confrontato con la realtà e anche con l'editoriale di Bartolé, non c'azzecca un'ostia. Bello questo vecchio canuto e dignitoso, la figlia grata che accudisce il genitore con gran trasporto e tuttavia senza i cascami della realtà (dal catetere in giù); apprezzabile l'ambiente etereo, che suggerisce una vecchiaia vissuta in pace col mondo, il recupero di affetti e valori trascurati durante la sciagurata maturità (produci consuma crepa), niente rimorsi e niente rimpianti... La realtà è altro. Non riesco a dimenticare la lotta di classe (concetto totem, non politico) nemmeno di fronte alla morte.
BËL (00)
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Carpanix
Intanto che parliamo di queste belle cosette, è stato varato il "piano" di riforma delle modalità di accesso alla pensione. Meno male che il lavoro rende liberi, perché con le nuove regole saremo aiutati ad essere sempre più liberi. Viva la libertà!
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reverse
se ne battono tutti quanti i coglioni.
BËL (00)
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reverse
beninteso, pure io. Ognuno a suo modo.
BËL (00)
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Carpanix
Reverse, direi che la ressa dei commentatori che si sono accalcati a dire qualcosa (nel bene o nel male) in merito alla mia segnalazione conferma la tua opinione. Godiamoci dunque questa indigestione di turbolibertà. «Lavorerò di più!», disse Gondrano beandosi della prospettiva d'un bene comune e d'un angolo di prato nel quale lui e l'asino potessero brucare in pace durante i loro ultimi anni, conversando amabilmente fianco a fianco e godendo del rispetto della comunità per il contributo profuso negli anni di duro lavoro. Il finale della storia, però, è fatto di inganni, fabbriche di colla, e baccanali per un padronato criminale.
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vortex
Oh, azienda. Tu sei la nostra azienda... Mario Marenco. Una parola definitiva sul lavoro. Lo ricordo come fosse oggi, era "il poeta e il contadino"

BËL (00)
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kosmogabri
kosmogabri Divèrs
La realtà è altro. Lo so benissimo, cazzo, che la realtà è altro, che ci son dentro fin al collo (lotta di classe o no). Mah. lasciamo perdere và. Quando lo cambiate sto editoriale??
BËL (00)
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