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While my guitar gently weeps.

Alla batteria ci metterei senz’altro “E.”.
Ci eravamo conosciuti a sei anni, al corso di mini basket. Nel tempo siamo rimasti amicissimi, fino a condividere i gusti musicali e il sogno di diventare - a nostro modo -musicisti.
Solo che una batteria costa un frego di soldi, ci vuole un posto dove tenerla e, soprattutto, a meno che non abiti nella zona desertica compresa tra Lonate Ceppino e Peveranza di Cairate, al primo colpo di rullante i vicini chiamano l’ARPA e tuo padre si mette a smadonnare come neanche l’indimenticato Germano Mosconi. E, così, quando alla fine io e un altro paio di pulciosi siamo riusciti a procurarci chitarra e basso, “E.” si è comprato delle bacchette da centomila lire e ha iniziato ad esercitarsi con i cuscini del divano buono della sala.
Poi, al sabato pomeriggio, si andava tutti in sala prove a fare le cover dei Black Sabbath e lui picchiava come se non ci fosse un domani.
O come se non ci fosse altra batteria su cui picchiare.
Che poi era proprio così.

Alla chitarra solista ci metterei “D.”.
A diciannove anni aveva lasciato casa dei genitori ed era andato a vivere al limitare di un piccolo bosco, in una baracca di cemento in mezzo ad una discarica di marmo: trenta metri quadri circa, in cui “D.” era riuscito a ricavare soggiorno, angolo cottura, soppalco con zona notte, bagno e - soprattutto - sala prove.
Possedeva in totale quindici dischi (giuro), tra cui un greatest hits di Bob Marley e uno di Bruce Springsteen. Se gli parlavi di Vasco o di Ligabue, ti diceva una roba del tipo: “Con la roba che fanno, non sfonderanno mai.” (…).
Tecnicamente impresentabile, millantava una mai del tutto confermata frequentazione di un non ben precisato corso di chitarra latino-americana, che, a suo dire, aveva lasciato un segno indelebile sul suo chitarrismo naif.
Il suo motto preferito era: “A tutti piace bere il latte fresco. Ma nessuno vuole svegliarsi alle quattro per andare a mungere la vacca”.
A distanza di dieci anni rimane uno dei più grandi insegnamenti che un essere umano mi abbia mai regalato.

Al basso ci metterei “F.”.
Conosciuto sui banchi del liceo come tipo timido e abbastanza pacato.
Lo costringemmo a comprarsi un basso da cinquantamila lire quando fu chiaro che non avremmo trovato un bassista disposto a venire a suonare con noi nemmeno chiedendo la grazia a Santo Lemmy.
Dopo l’iniziale impaccio, “F.” si rivelò un musicista dotatissimo.
Inutile dire che iniziò presto a darsi arie da gran virtuoso e a dedicarsi anima e cor(d)e ad una non meglio precisata “estetica musicale” al cui cospetto noi altri poveracci facevamo la figura degli scimmioni di 2001 Odissea nello spazio.
Altrettanto inutile dire che, nel giro di breve tempo, fondammo un coro di voci bianche con cui mandarlo affanculo, lui e i suoi virtuosismi di sta ceppa. Oppure fu lui a mandarci affanculo. Difficile dirlo.

Alla voce ci metterei “M.”.
Un genio, ma senza scherzare.
Praticamente un distributore automatico di testi.
Gli facevi sentire un riff, gli dicevi una roba del tipo “Vorrei che questa canzone parlasse del difficile momento in cui hai un attacco di cagotto tipo Horishima più Nagasaki e non trovi le chiavi di casa”, e lui tirava fuori da qualche parte una linea vocale e un testo che tu non potevi fare a meno di pensare: “Questo è un genio.”.

Alla chitarra ritmica ci metterei… beh, a dir la verità, ci metterei il sottoscritto.
Perché ad un certo punto della mia vita c’ho creduto davvero alla possibilità non dico di fare il musicista, ma almeno di imparare a suonare uno strumento. In maniera dignitosa, perlomeno.
E poi un giorno finisco un puzzle, decido di metterlo in una bella cornice, prendo una lastra di vetro, la lastra si spezza, le schegge mi si conficcano nelle dita, vado al pronto soccorso, mi mettono dei punti e da allora ho poca sensibilità nei polpastrelli e, oggi, per me, avere in mano un plettro o una zappa è più o meno lo stessa cosa.

E non dico che i miei sogni siano andati in frantumi insieme a quella lastra di vetro…
Non fosse altro perché è capitato troppo presto, o comunque prima che dentro me si facesse strada la voglia di crederci davvero, di provarci.
Non fosse altro perché la vita mi ha portato da tutt’altra parte e in fondo mi va bene così.
Non fosse altro perché nessuno della gente con cui ho suonato in quegli anni ha continuato.
Non fosse altro per tanti motivi che adesso non saprei nemmeno dire, ma che da qualche parte, sono convinto, ci sono.

Dico solo che c’è un modo di godere che non c’entra nulla con il sesso.
Ma è roba di amplificatori, di cavi, di pedali e corde di nikel.
Roba che ti vengono i brividi e ti sorride la faccia.
Roba di vibrazioni, di esplosioni, di velocità.
Di suono che ti riempie.

E quel suono sei tu.

Bartleboom , Il 23 febbraio 2013 — DeRango: 1,43


Ultimi Trenta commenti su QuarantaNove

Alexander77
io pensavo ci mettessi me alla solista e alla ritmica...va beh, mi accontento del triangolo!

Bartleboom: Baby, ho ben altri progetti per le tue manine. Progetti che comprendono anche del lubrificante al cocco... :*
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Alcune precisazioni. Il puzzle in questione era oggettivamente una figata. Era la Torre di Babele della Ravensburger: 5000 pezzi, di cui almeno 4960 di un'unica tinta tendente al nocciola. I restanti 40, azzurro cielotersochemancounacazzodinuvolap ermilionidichilometriporcamadò. Finire un puzzle di quel tipo è come limonare con la più figa della scuola: se non te la meni col maggior numero possibile di persone di averlo fatto, è come non averlo fatto. Quindi incorniciarlo e appenderlo nella zona più frequentata di casa mia era un dovere morale prima ancora di un vezzo estetico.

eugeniobannato: quindi lo hai appeso nella stanza da letto <3 <3
Bartleboom: Macchè. Erano i giorni della "Grande Indigestione di Castagnaccio", episodio estremamente sgradevole nell'epopea della famiglia Boom, che vide me e i miei famigliari prendere d'assedio la tazza per 14 giorni e 27 notti. Insomma, l'idea era quella di appenderlo al cesso, che, al tempo, era senz'altro il luogo più (e meglio) frequentato della magione. Poi è venuto fuori il casino dell'editoriale e se devo essere sincero non saprei dire dove si trova adesso...
eugeniobannato: vedi giù <3
boredom: dopo aver letto questi ultimi due commenti del Bartolo ho riso per circa 20 minuti. Sappiatelo.
odradek
Passavo di qui. Una prece. (quando avevo i capelli facevo il cantante)

eugeniobannato
Ritieniti fortunato. Se non trovo i soldi per l'affitto il prossimo mese appenderò i miei puzzle incorniciati su una panchina del parco.

Hank Monk
Bello! :) Mi ricorda la band che avevo a 16 anni. Suonavamo nella stalla di un mio amico (che nemmeno suonava con noi) e ci eravamo dati come nome il titolo di un film porno. Nessuno di noi sapeva quello che faceva ma ci divertivamo un mondo

extro91
extro91 Divèrs
Finalmente un editoriale degno del Debasio. Oi!

ILM_igliore
A presentare ci metteri ILM che ti rutta al microfono.

G
G Alto Papàvero
Se ti serve un bassista!

blechtrommel
blechtrommel Divèrs
Oh, è incredibile: ci sono anche io. La storia del puzzle me la ricordavo ma è stato bello rileggerla e, per un momento, tornare qui.

Bartleboom: Maronna quanto sei melodrammatico, ciuffò! Ma quando devi richiedere un soffocottolo alla tipa cosa le dici: "Crepuscolo del mio cuore, anelo che tu mi distrai anche per pochi istanti dalla tristezza eterna che è la vita, apponendo il tuo cavo orale sul capo del mio soldato inguinale dall'elmo purpureo..."?!?
Bartleboom: Tra l'altro è un periodo che latiti anche su FacciaLibro. I casi sono 3: 1) ti ho tolto dagli aggiornamenti. Non mi sento di escluderlo: al quinto filmato di Carmelo Bene corredato da citazione sui vantaggi di una morte dolorosa e solitaria, pure Zuckengerb s'è toccato i coglioni; 2) hai trovato un lavoro: lo escludo per talmente tante ragioni che non c'è spazio a sufficienza nel DeServer per descriverle; 3) Hai trovato da scopare. Anche questo un po' mi sento di escluderlo, ma non tanto quanto il lavoro. Nel caso, esigo tutti i particolari, soprattutto quelli più laidi!
Flo
Flo Evangelìsta
Finalmente un editoriale decente. E sei riuscito a resuscitare anche Blech, incredibile!

kosmogabri: stavo per dire lo stesso! incrediböl!
boredom
ma ddai...Moscow-Reggio eri tu? Finalmente un editoriale decente, cazzo!

Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Non so suonare, stono da brivido scuotente, ma so ballare come poche: arruolami e vedrai che coreografie<3

therealramona
però non era meglio titolarlo così questo editoriale While My Guitar Violently Bleeds - Richard Bishop | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic ? comunque peccato per la carriera da rocker andata a ramengo, ci avrei fatto su una ZOT! votata con un doppio 1.

dosankos
dosankos Divèrs
Dai 1500 in giù m'inculavo io, ma i puzzle da 2000, li ho sempre portati a chi di dovere per farli incorniciare. Solo perchè volevo continuare a suonare la tastiera.

korrea
Bravo eh, però che tamarro con la SG!

pirata: ehy un attimo, che hai contro la mitica Gibson SG??? è una chitarra semplicemente spettacolare, vabbè pende un po' dal manico, ma cazzo che suono! Comunque si, tamarro è bello.
nes: il rock E' tamarro.
ILM_igliore
SIAMO IN PIENO PERIODO ELETTORALE E NON DOVREMMO PARLARE DI QUESTE CAZZATE. QUEST'EDITORIALE DELLA DOMENICA ANDREBBE PUBBLICATO IL 28/02/2013 E NON IN QUESTO PERIODO. ANDIAMO A VOTARE GIOVANI ITALIANI!DIMOSTRIAMO L'AMORE PER IL NOSTRO PAESE E NON LASCIAMOLO NELLE MANI DI QUESTI BUROCRATI DEL CAZZO. LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE!SBATTIAMO FUORI IL BERLUSCA-BERSANI-MONTI DAL NOSTRO PAESE CON TUTTI I LORO PROGETTI CHE PUNTANO ALL'IMPOVERIMENTO ECONOMICO-CULTURALE-SOCIALE DEL POPOLO. RICORDIAMO INSIEME CHE IL POPOLO E' SOVRANO.

ILM_igliore
IL POPOLO E' SOVRANO


ILM_igliore
Non è tanto che Celentano sia Nostradamus... Il fatto è che noi non cambiamo mai!

ILM_igliore
SE VOLEVATE LA MUSICA ECCOLA SERVITA... ANDIAMO A VOTARE!

ilfreddo
ilfreddo Divèrs
Tutto molto bello Bartolo, me lo sono scolato di gusto tutto d'un fiato! Spero vorrai offrirci un bis prima del 2014. Ci avrei scommesso il coglione destro di un mio carissimo collega che suonavi la scimitarra elettrica. ;)

ILM_igliore
Bravo Bartolo... e adesso iniziamo il conto alla rovescia.... Saluti signori

TheJargonKing
Bravo Bartolo, belle esperienze e, credo, comuni a molti. Io con i genitori nella musica ho avuto strumenti in casa fin da piccolo, provando un po' di tutto. Ma i brividi che hai quando sali sul palco, accendi l'ampli e il suo swaoaoap ti avvolge, poi tiri giù un accordo a cacchio e vai al microfono a fare: "Sssssì, pesssssssss" beh, sono momenti senza prezzo.

Flo
Flo Evangelìsta
Questo è un commento di prova. Vi amo tutti.

cappio al pollo: non si gioca con i sentimenti.
Flo: Ok, allora amo solo te.
cappio al pollo: meriti la vita eterna.
Flo: Vaffanculo.
el tanque
Avresti dovuto insistere. Tony Iommi non si è scoraggiato per la perdita delle falangi di due dita !

mariuccia
Oddio Bart, che emozione!! Bellissimo editoriale.... Conservatorio, pianoforte e canto, matrimonio, figli...e via tutto!! A ogni festa mi beccavano per suonare qualsiasi tipo di musica, jazz quando c'era gioia, classica nei momenti di stanca triste.. Il pianoforte è ancora qui (me lo sono portata dietro da sposata) ma quando ci provo mi vengono gli attacchi di idrofobia per non sapere più quasi leggere le note ( sono passati quel bel tot di anni), al massimo la ninna nanna per il nipotino..E al ricordo dei momenti di virtuosismo (ero brava, veh...) si sovrappone quello dei pannolini da cambiare, delle pappe dei miei tesorini, e delle notti insonni.. Che bello Bart, mi hai fatto ripensare a una Mariuccia che voleva diventare concertista...e che al massimo si rifà con il suono dei piatti da lavare!!! grazie, bellissimo editoriale..

mauro60
Bel testo! Mi hai fatto venire voglia di un panino con le 3 polpette in frigo avanzate da ieri. Quando ho nostalgia mi viene fame

Flo
Flo Evangelìsta
Questo è un altro commento di prova.

yan
yan
Un puzzle chiede a un altro puzzle: come stai? E il primo: oggi sono a pezzi...

Flo
Flo Evangelìsta
Questo è sempre un commento di prova.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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