En arché en o logos

"Le parole sono importanti", diceva quello là.

E io l'ho sempre pensato. Ho sempre avuto una piccola mania per le parole. Quand'ero piccola, ho imparato prima a parlare e poi a camminare, rivelando subito un'indole che più tardi si sarebbe affermata. Più avanti, non era raro che mi soffermassi a sfogliare il dizionario o l'enciclopedia per scoprire cosa si nascondesse dietro quei caratteri in neretto. E, col tempo, le parole hanno assunto un ruolo sempre più rilevante: ne ho fatto un culto, una piccola ossessione, una passione e, volendo, ne potrei fare una professione. Provo un fastidio viscerale quando vengono maltrattate e le coccolo e le vezzeggio sulle pagine di un blog e nei dibattii con gli amici.

Eppure, che ci crediate o no, io, con le parole, non sono per niente brava. Ne conosco la morfologia, la formazione, l'etimologia, la struttura (un po' meno la dizione), il corrispondente in altre due o tre lingue. Le catalogo con un'occhiata, le seziono e le scompongo nella loro minima parte e so come disporle in una frase. Ma mi manca riuscire a ordinare i pensieri per farlo, a mettere insieme il coraggio per buttarle fuori.

Un foglio bianco mi lancia nel panico, un "Questa cosa non mi va bene" mi resta incastrato in gola come un boccone amaro, mascherato da un sorriso imbarazzato ed esitante. Per non parlare di una frase take-away per sentimenti che provo col contagocce, come "Ti voglio bene": resta dubbiosa e sospesa tra le cose non dette, lasciando inattese le aspettative degli altri, che quelle stesse parole le usano come una cosa di poco conto, un oggetto usa-e-getta che si butta lì e prima o poi si dimentica.

Forse è per questa mia incapacità di usare le parole che le parole, nella mia vita, hanno assunto tanta importanza.

Ho aperto le orecchie per godermi il suono delle parole in sé, in italiano, in altre lingue, sviluppando una predilezione particolare per la musicalità fricativa del portoghese. Ho spalancato i timpani per tendere l'orecchio agli altri, diventando un'ottima ascoltatrice, ma una pessima consigliera, perché quello che penso raramente riesce a uscire dalle quattro pareti dei miei pensieri.

Nella mia crisi da adolescente incazzata col mondo, invece di tormentare i miei padiglioni auricolari con la rabbia del punk o del metal, l'ho fatto ascoltando un genere fatto praticamente solo di un flusso ininterrotto di parole (ebbene sì, ho ascoltato rap per anni).

L'ho abbandonato più avanti, quando ho scoperto chi alle parole sa affiancare anche la musica. Per lo più semplice, lineare: un giro armonico, un arpeggio di chitarra, le parole sempre al centro, cantate da una voce nuda e discreta. E non è raro che in quelle parole ci trovi pensieri che neanche io sapevo di pensare, perfette espressioni della mia solitudine.

Ho divorato libri per cercare qualcuno che riuscisse a esprimere per me quello che provavo, ma che non riuscivo a tirare fuori. In un certo periodo ho anche pensato di voler fare la traduttrice per prendere le parole altrui, toccarle, plasmarle, farle mie, per convogliare quelle parole a qualcun altro con il mio stesso deficit di parole. Ma forse l'idea non mi stuzzica più: ho troppo rispetto per le parole di chi le sa usare per trasformarle col mio tocco in un ammasso informe di caratteri nero su bianco.

"In principio era il verbo".

Alla fine, invece, non lo so.


Flo , Il 8 gennaio 2014 — DeRango: 39,39

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

ZannaB
ZannaB Divèrs
"... quelle stesse parole le usano come una cosa di poco conto, un oggetto usa-e-getta che si butta lì e prima o poi si dimentica". Quelli stanno sulle balle anche a me F, non sai quanto. Comunque, visto che alla fine non lo so neanche io, "... un giro armonico, un arpeggio di chitarra, le parole sempre al centro [...] perfette espressioni della mia solitudine".

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Flo: A me non stanno sulle palle, Z. Cioè, alla fine, ognuno faccia con le sue parole e coi suoi sentimenti quello che crede. Quello che mi manca è la naturalezza per viverli, quei sentimenti, ed è per questo che non riesco a esprimerli neanche quando ci sono.
Stanlio: Forse per essere naturali basterebbe non essere " normali "...
ZannaB: E cos'è la normalità?
Stanlio: Per quanto mi riguarda la si può benissimo identificare come "anormalità"...
ZannaB: Concetto alquanto confusionale...
Stanlio: Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεός ἦν ὁ λόγος. Scriveva ieri Flo citando il vangelo secondo Giovanni 1,1-5
Ma se prendiamo La Teogonia di Esiodo, Teogonia, 116-125 possiamo ehm leggere che prima c'era il caos (o confusione) Ἦ τοι μὲν πρώτιστα Χάος, che tradotto dovrebbe suonare così: "Primo di tutti fu il Caos" e bonanotte ar secchio...
ZannaB: Danne un po' anche a me!
iside
iside Divèrs
le parole son parole...https://www.debaser.it/main/Video.aspx?y=ef0mcwSwmNQ

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Pinhead
Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole ... Mi pare comunque che a metterle nero su bianco, le parole, te la cavi egregiamente. E comunque «In principio era il verbo» deve sicuramente averlo affermato un sardo (mi pare fosse Roberto Benigni, questo): sei sarda?
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iside: femi tutti, il Sardo son io.
Cunnuemammadua: Ti sfido a s'istrumpa
Flo: Sei buono, caro Pineddo. Comunque, di recente, mi hanno chiesto se sono sarda, perché "si sente tantissimo". Boh.
Geo@Geo: Non dimentichiamoci che la Sarda son io con tanto di barba e baffi;))
RIBALDO
tu sei buono e ti tiran le parole
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Psychopathia: AMBECILLEEEEEEEEEEEEE! vedi che una parola me l'hai fatta dire? :)
era in risposta a te: ovviamente si fa per scherzare, eh
RIBALDO: a sì? no perchè io invece giù statte zitto te l'ho detto per davvero eh?
zaireeka
link rotto
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Flo: Nota di reindirizzamento
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Se non desideri visitare questa pagina, puoi tornare alla pagina precedente.
zaireeka: borgesl'immortaleultimoparageafoprimadellapostilla...
link rotto
zaireeka
musicanidi
Molto meglio i numeri, non tradiscono. Le parole sono subdole e spesso inutili.
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Stanlio:
Anche solo per ricordare che l'8 gennaio 1642 moriva Galileo Galilei ma non queste tra le tante sue parole:
"La matematica è l'alfabeto con cui Dio ha scritto l'Universo."
hjhhjij: E infatti l'Universo fa cacare :D Non sono un grande amante della matematica.
Stanlio: Gli stitici ci sperano... :D Nemmeno io, preferisco la matemafica...
Psychopathia
Psychopathia Divèrs
beh, a lettura terminata vorrei dire anch'io delle cose. a te peró non escono, e io non dico le mie per pudore. comunque credo d'aver capito anche troppo bene. nel senso che mi ritrovo in quel che (non) dici piú di quanto mi faccia piacere ammettere
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RIBALDO: ma statte zitto
Carlos
Tutto molto bello Flora.

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Carlos: ps: MORIREMO TUTTI
Flo: Ho ascoltato il tuo consiglio, visto?
extro91: Infatti quasi mi sentivo in colpa, però visto che hanno apprezzato lo stesso devo dire che sono un po' sollevato. Ma alla fine eri d'accordo con me, l'hai detto tu stessa.
aleradio
Meraviglioso, la foto rende giustizia come al solito.
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Flo: L'ho detto anche io a Bartle. E mi fa venire in mente questa: the Magnetic Fields- All my Little Words
Stanlio
"Boni o il principe verrà".

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proggen_ait94
Molto bello, penso un 1% di capirti, anche a me le parole piacciono abbastanza... Del rap non l'avrei mai detto però
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Carlos: Peccato che ti piacciano anche quelle di Euripide
Flo: Ora sapete troppo di me, sarò costretta a eliminarvi tutti.
TheJargonKing
Le parole sono questo e anche altro, spesso vengono, quasi da sole, a sconfessare ciò che le parole stesse stanno per dire. E questo è il tuo caso.
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hornyBBW
Condivido tantissimo, e lo sai.
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hornyBBW: Comunque, mi consigli un disco rap? : D
RIBALDO: gno gni gni gno gnagnissimo e lo sai
hornyBBW: Fammi una pompa e lo sai
RIBALDO: sei come little horn 2.0 stessa età stesse risposte. stereopatia portami via
hornyBBW: *stereotipia, vecchio ignorante del cazzo,
RIBALDO: lo so ma PATIA è più fico
extro91: "vecchio ignorante del cazzo" lo userò di sicuro. E' proprio bello. Grazie!
puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
Adesso ci dici i tuoi 10 dischi Rap da portare nel Ghetto Deserto.
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RIBALDO: svalutation
Flo: Non sono più aggiornata, ma la mia copia originale di Novecinquanta col cazzo che ve la vendo.
extro91: Di sicuro ODIO PIENO
puntiniCAZpuntini: Mi sarei aspettato uno Zero Stress di Dj Gruff. Odio Pieno invece no, troppo ignorante e senza liricismi complcati. Attendiamo una tua recensione sull'ultimo dei Club Dogo.
extro91: Eppure guarda che Flo è una che non ci sta non ci sta con la testa, sai che non ci sta...
puntiniCAZpuntini: Eh, ma vuoi mettere "non ci sto con la testa" con questo? YouTube video non trovato HcwXegEcryg ...dai che non ce l'hai il coraggio :D
extro91: Bom Cilomo ahah stupenda! In effetti è molto più divertente immaginare la Flo cantare questa!
hornyBBW: Solo Murubutu per Flo
Flo: Chi?
puntiniCAZpuntini: Flo, sei una sucker!
Flo: Indubbiamente.
hornyBBW: Non fare la gnorri
De...Marga...
Brava Flo; un po' a malincuore perché hai sostituito il mio editoriale. Ma non fa nulla...Alegar
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RIBALDO: è giusto così dema, il tuo poteva per forza di cose durare fino al 6 gennaio :)
EnciclopediaPetrazzi: dema sei libero a pasqua? ci serve un uovo gigante per far gingillare i piccini.....fammi sapere.
De...Marga...: Ben detto cugggino RIBALDO; il mio prossimo editoriale penso proprio che giungerà i primi di Aprile, con la Pasqua.
najanaja: Fortunatamente ha sostituito il tuo terrificante e retorico editoriale del cazzo.
RIBALDO: ahahahah ci sta :)
De...Marga...: Ben detto najanaja; per tua fortuna per qualche mese me ne starò tranquillo. Comunque hai un nick pessimo...AZZ...
najanaja: Vai a fare in culo te e il tuo buonismo del cazzo
De...Marga...: Guarda che hai capito male!!! Non avendo un ottima vista faccio fatica a leggere ed il tuo nick è di difficile lettura per un vecio come me, amico.
najanaja: Non sono tuo amico
De...Marga...: Ok, va bene così senza aggiungere altro. Posso almeno salutarti? Sai sono una persona a modo. Ciao, anzi alegar come si usa nella mia Ossola.
najanaja: Rendi il confine tra "persona a modo" e zerbino davvero indistinguibile. Comunque ti invito ad usare la parola "amico" con maggiore rispetto, soppesandone il contenuto e non a vanvera, come uno straccio al vento. Addio.
hjhhjij: Notare che 'sto tizio è iscritto da 1800 giorni ma non commentava da più di 4 anni. Sono bellissimi i fake ritirati fuori dal sarcofago così tanto per, chissà chi sei, di sicuro un utente bello esperto...
De...Marga...: Tempo fa avevo uno zerbino fuori casa che dava il benvenuto alle persone che venivano a trovarmi; poi onestamente najanaja non ho capito tutto questo astio nei miei confronti. Sul fatto che il mio editoriale natalizio non ti sia piaciuto nulla da dire; comunque se è stato pubblicato, a qualcuno delle alte gerarchie forse era piaciuto. Ciao.
cappio al pollo
cappio al pollo Divèrs
But my words like silent raindrops fell.
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Serph
complimenti, bellissimo editoriale.
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Flo
Flo Evangelìsta
Una viaggia tutto il giorno, si connette a Debaser e si trova tutte queste notifiche e tutti questi "bel" inattesi. Non vorrei dirlo, perché mi sono già messa troppo a nudo (poveri voi), ma mi ha fatto piacere, anche perché, nel mandarlo, mi sono sentita molto, molto patetica, ma sono contenta che vi sia piaciuto. Cuori.
BËL (01)
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JURIX
JURIX Divèrs
Cerrrrrto che le parole sono importanti; quasi come i numeri...
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JURIX
JURIX Divèrs
www.youtube.com/watch?v=udZHG6petNc
BËL (00)
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boredom
si.
BËL (00)
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Flo: <3
Flo
Flo Evangelìsta
Ehi, ma dov'è la polemica di Geeno?
BËL (01)
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geenoo .: Grazie! :-D Il "silenzio", a volte, è entusiasmante. P.s. Recupererò presto.
Hetzer
"In principio era il verbo". E prima del verbo? Il pensiero. E prima del pensiero? Il silenzio. Dal silenzio nasce il pensiero, il silenzio è la chiave..
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extro91: In realtà il verbo è pure prima del pensiero. Sul fatto che il silenzio sia la chiave però mi trovi perfettamente d'accordo.
Hetzer: Ma il verbo non è logos, il pensiero è logos; quindi in principio era il pensiero. Facciamo silenzio, ne verremo fuori! :)
extro91: Reazionario ;-)
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Io, invece, ho finito per odiarle, le parole. Per anni, ho avuto il culto della parola, del parlare, dello scrivere e del leggere. Per certi versi, ne ho fatto il centro della mia vita. Da qualche tempo, invece, le trovo insopportabili. La gente parla, parla, parla, parla, ma difficilmente dice qualcosa. E poi internet: tutti che devono per forza dire la loro su qualsiasi cosa, tutti che cercano disperatamente di dire la stessa cosa in una maniera "originale", diversa dagli altri 150 milioni di stronzi che ormai hanno già sviscerato lo stesso identico concetto. E poi la necessità di spiegare, chiarire, argomentare, ripetere, ribadire, convincere gente che parla, ma non si sogna neppure di ascoltare...
BËL (04)
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Geo@Geo: Cazzarola Bartle, hai descritto perfettamente Deb;))
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Odio spedire SMS. Trovo insopportabile scrivere i messaggi di auguri, per non parlare di quelli sui bigliettini da accompagnare ai regali. E' svilente che si debba "dire" una cosa, invece che dimostrarla. Ritorniamo ai gesti, rifuggiamo le insidie delle parole e affidiamoci alla materialità dei comportamenti. Smettiamola di cercare rassicurazioni in un "ti voglio bene" e iniziamo a valutare le persone per quello che fanno e per come ci trattano. E poi andiamocene tutti quanti a fare in culo.
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iside: il silenzio ci salverà...cit.
ZannaB: Concordo sull'ultima cosa!
De...Marga...: Concordo in toto, Bartolo. Abbiamo perso il contatto fisico, la possibilità di avere amici veri che ti ascoltano, non amenità varie tipo feisbuk ed anche debaser, perché no. Personalmente di posso candidamente dire che ho passato lo scorso anno mesi difficili, tremendi dal punto di vista fisico, finendo in analisi per crisi di ansia e panico che mai pensavo di dover affrontare; e proprio i TRE (si solo 3) amici veri mi hanno aiutato, sostenuto, capito...Aggiungendoci la mia meravigliosa famiglia e l'amata Musica. Ciao carissimo.
puntiniCAZpuntini: *Bartleboom adventures in MDMA... coming soon on the screens"
FabbroScalzo
Mi piace moltissimo come hai scritto. Non troppo tempo fa ho scritto una roba che esprime esattamente alcuni tratti di questo tuo editoriale. Dire che capisco è inutile, nessuno capisce fino in fondo quello che le parole vogliono dire, per il semplice fatto che ognuno da un significato suo al testo. Per questo, io non ti conosco.
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SydBarrett96
Il fatto che non ci si riesca da esprimere attraverso le parole secondo me deriva anche dalla paura di non essere compresi, dal fatto che "esprimendo" ciò che si pensa si teme di non essere presi sul serio, di essere giudicati in modo superficiale. E secondo me la vera pecca della realtà in cui viviamo è la sua superficialità: ognuno è occupato a "fare le cose sue" ed ad non aprirsi nei confronti dell'altro, a non condividere nulla se non per il proprio comodo. Siamo in una società dove vige solo utilità ed egoismo. Io personalmente, a mio malgrado, ho imparato a condividere anche le cose più spicciole con persone che a stento si contano sulle dita di una mano. Con chi non ama mettersi a nudo, con chi non ha la sensibilità di capire i pensieri dell'altrui persona non ne vale la pena. Nell'amicizia, così come nell'amore.
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piro: Commento da incorniciare, davvero...
extro91: Anche chi non si esprime e ha paura di non essere compreso diventa egoista quanto quelli che non l'ascoltano. Non so per niente d'accordo col tuo commento. Lo appoggio in linea ideale, ma secondo me travisa la realtà quanto la società superficiale che accusi calpesta i sentimenti e le opinioni delle persone che provano incomunicabilità. Non sono per forza delle persone d'oro per questo loro deficit. Anche nell'autocommiserazione c'è vanità ed egoismo. Porsi come dei disgraziati, anche quello è egocentrismo. Qualcuno ha detto: "Si preferisce parlare male di se stessi al non parlarne". Frase che ho già scritto a Gate un po' per scherzo una volta.
E' sempre la parola che ti fotte, anche quando pensi che sia bene e anche quando ti è difficile dirla. Anche in questo mio commento e nell'interminabile lista di quelli che ho già scritto.
Non SONO*
"ho imparato a condividere anche le cose più spicciole con persone che a stento si contano sulle dita di una mano."
Flo: Ecco, sono d'accordo con Extro, infatti rientro perfettamente nella categoria di cui parla.
SydBarrett96: "Porsi come dei disgraziati, anche quello è egocentrismo." Ex, ma infatti questo non è su questo piano che mi pongo. :) Io sono sempre stato una persona che ama condividere tutto con tutti, ma quando si è giudicati una volta, ignorati una seconda volta, e così continua ad oltranza per tantissime altre volte, permetti che con il tempo diventi sempre più schivo nell'aprirmi con determinate persone? Secondo me è possibile.
Volevo dire "non è su questo piano che mi pongo", ho scritto due volte "questo".
extro91: Io non ho sindacato sul comportamento degli asociali, dei timidi o degli schivi, su cosa sia meglio per loro fare etc..etc... Semplicemente sembra dal tuo commento che tu contrapponga la società utilitarista ed egoista alle persone che, come dici tu, hanno "paura di non essere compresi". Capisco la loro reazione, ma porli su un piano dicotomico non mi sembra corretto. Fanno parte anche loro del gioco.
SydBarrett96: Ma la paura di non essere compresi nasce dopo, non prima. Anzi, è una causa della società utilitarista ed egoista, a mio parere. Ma poi chi se ne frega degli altri sinceramente, ad un certo punto si diventa anche distaccati e ci si comporta a seconda dei casi. E' la vita che tristemente va' cosi.
extro91: Non nasce prima, nasce insieme! Nessuno è un'individualità a se stante che a un certo punto si scontra magicamente con la società. Tu sei frutto della tua stessa società! Per questo le persone timide, insicure e incapaci di comunicare sono figlie della stessa società che crea la gente a loro opposta.
La gente non diventa paurosa , lo è e basta. Le dinamiche sono le stesse per loro e per gli altri diversi da loro. Per questo dico che i primi sono in modo inverso egocentrici (quando non egoisti e narcisisti), utilitaristi e schiavi della vanità (intesa in senso lato) quanto quelli che nel mondo sanno giocarsela bene.
E non è un caso che la gente timorosa e con problemi relazionali abbia anche problemi d'empatia. E' più che riscontrato. E l'empatia è qualcosa che funziona in due direzioni. 1. So capirti 2. agisco di conseguenza. L'autismo è un caso estremo in cui l'empatia degli individui è a zero.
Non sanno stare in contesti sociali
CONTINUO SOTTO PERCHE' ALTRIMENTI SCLERO!
SydBarrett96: Secondo me Ex si sta confondendo l'empatia ed il saper "relazionarsi", con il riuscire ad esprimere i propri pensieri ed aprirsi. Secondo me, anche se sono due cose che volendo possono essere considerate "vicine", su certi punti sono diverse. Io, in quanto persona ed essere sociale, sono capace di relazionare con tutti e di instaurare un'empatia, ma è anche vero che il rapporto che io ho con tutte le persone con cui mi relaziono non è lo stesso. Per aprirsi con l'altra persona (il che è un passaggio successivo dopo il più spontaneo instaurarsi del rapporto di empatia) bisogna prima conoscerla, ed è solo conoscendo l'altro che riusciamo anche a conoscere noi stessi. L'insicurezza e la timidezza sono un "blocco" relativo al passaggio precedente, non all'aprirsi. Per me il processo avviene secondo quest'ordine: 1) instaurazione del rapporto con l'altro 2) conoscenza dell'altro e di sé stessi 3) aprirsi e riuscire ad esprimere le proprie emozioni.
Stanlio

Singing words, words
between the lines of age.
Words, words
between the lines of age.

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piro
Dopo l'editoriale natalizio di Dema ecco qua il tuo...Di bene in meglio. Sto ancora qui a rileggerlo.
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extro91
extro91 Divèrs
PER SYD PERCHE' NON MI FA SCRIVERE I FOTTUTI COMMENTI: "ho imparato a condividere anche le cose più spicciole con persone che a stento si contano sulle dita di una mano." Bene, perché a quanto pare abbiamo la stessa tecnica di affrontare la vita in questo ambito, ma spesso mi chiedo se anche questo non sia vano. E sicuramente lo è, solo che non sono ancora riuscito a spiegarmi il motivo.
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SydBarrett96: Il timido non ha paura di esprimere le proprie emozioni, ha innanzitutto paura di relazionarsi. Le emozioni sono un passaggio secondario e successivo, non facciamo di tutta l'erba un fascio."PERCHE' ALTRIMENTI SCLERO!" Dai, addirittura? A me piace affrontare questo tipo di discorsi, e comunque finisco di risponderti qui sia per quanto riguarda i commenti sopra che questo. ;)
extro91: Altrimenti sclero con il debasio perché non mi fa scrivere i commenti syd. E la continuazione non era questa ma quella sotto, non so se hai letta. Io uso timido e altrimenti termini per non dire sempre "paura di relazionarsi" e comunque non capisco cosa c'entri con quello che ti ho risposto. E quindi non capisco: tu credi ancora davvero che chi ha paura di relazionarsi (così sei contento) provi questo disagio (di non sapersi relazionare e dunque comportare efficientemente nel gioco sociale) SOLO DOPO essersi scontrato coscientemente con la società e NON credi dunque che questo disagio sia in qualche modo strutturale (come studi hanno dimostrato)? Mi sembra un po' ridicolo. L'empatia sta alla base del nostro modo di relazionarci. Non è una causa, ma un'effetto del nostro pensiero, che come tale viene forgiato dal "linguaggio" che assorbiamo nei primi 7 anni di vita e dalla nostra reazione INCONSCIA da bambini a questo linguaggio.
UN effetto, senza apostrofo*
Guarda sotto
Alexander77
Preferisco un piccolo gesto a mille parole! Non so, tipo, invece di un "ti voglio bene", regalami una caxxo di Gibson Les Paul!
Bellissimo editoriale Flo!
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Flo: Quanto tempo, Alex! Cuori!
extro91
extro91 Divèrs
SYD QUI: L'autismo è un caso estremo in cui l'empatia degli individui è a zero. Non sanno stare in contesti sociali e infatti usano le persone come fossero oggetti. Ovvio che è un caso limite, ma penso renda bene l'idea che anche se uno non è autistico possa incorrere in determinati atteggiamenti.
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federock
"Louder than words", canta Gilmour nell'ultimo Pink... concetto assimilabile a quanto saggiamente dice Bartle.
Quanto a te Flo: semplicemente, il miglior editoriale da un po' di tempo a questa parte. Davvero.
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extro91
extro91 Divèrs
(Per l'ennesima volta il sito non mi permette di risponderti sotto il tuo commento) SYD qui: E relazionarsi con tutti dipende dal tuo grado di empatia che hai con gli altri, non il contrario. C'ho fatto pure un esame sugli studi dell'empatia. Simon Baron Cohen, noto psichiatra e cugino del famoso comico Sasha, c'ha scritto addirittura un intero libro. E come ho già scritto sono due le funzioni dell'empatia: 1. So capirti (ricettivo) 2. agisco di conseguenza (attivo, diciamo). Come puoi vedere, per quanto l'empatia sia psichiatricamente un effetto, è il termine di comodo che a livello mentale ci permette di saperci relazionare.
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extro91: E anche tu ti contraddici "conoscenza dell'altro e di se stesso" è l'empatia!
E comunque visto che hai dei dubbi: chiedi alla Flo, visto che è una persona che, come ha scritto, non riesce a relazionarsi come si deve. Chiedile se prima era una persona aperta e sensibile e DOPO COSCIENTEMENTE si è chiusa in se stessa o se più o meno da quando ha coscienza di se stessa è stata sempre quello che è anche oggi.
Sacha*
Flo: La risposta è no, sono sempre stata molto chiusa. Anzi, al contrario, è negli ultimi due anni, più o meno, che mi sono aperta un po' di più,
La risposta è no, sono sempre stata molto chiusa. Anzi, al contrario, è negli ultimi due anni, più o meno, che mi sono aperta un po' di più,
SydBarrett96: Io nonostante tutto non mi trovo d'accordo, Ex. Sono pareri personali comunque, dire "mi sembra un po' ridicolo" non mi sembra tanto rispettoso. Io rimango delle mie convinzioni, ma rispetto il tuo punto di vista. Saluti. :)
extro91: Syd guarda in ultimo che qui ancora nada. Ma solo a me il debasio rompe le palle quando devo scrivere i commenti sotto a quelli degli altri?! Per sapere eh....
Pietro Minchiadura
Eh, è mezz'ora che mi lambicco il cervello su quell'"arché" nel titolo, dato che non scommetterei sull'accento acuto nella traslitterazione dal greco in cui il termine compare nel dativo con l'accento circonflesso. Editoriale e commenti di livello, soprattutto perché disertati per il momento dallo spirito flatulento di Geenoo.
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Flo: Questo me lo sono chiesto anche io, caro priapista, ma non sono giunta a una conclusione. Ho visto che nelle trascrizioni figurano sia l'accento acuto che il grave, in altre viene anche messa un'h per indicare gli spiriti, ma non mi sono spinta così oltre. Magari avrei potuto usare un circonflesso direttamente.
Pietro Minchiadura
No, dai, non te lo volevo dire, ma non possiamo mica buttare nel cesso lo spirito (a meno che non si voglia sgrassare una qualche sgommata sulla ceramica n.d.r.), quindi certo che devi mettere "ho" e non "o" e ci starebbe anche l'accento su "lògos". Una volta entrata nel tunnel della filologia devi infognarti finché non ti vedi spuntare addosso la gobba leopardiana e riesci a capire perché si chiama sternocleidomastoideo il muscolo tra l'orecchio e la base del collo.
BËL (00)
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extro91
extro91 Divèrs
Syd: Mah pareri personali...se tu hai una tua idea di come funziona il cervello e la scienza per ora dimostra il contrario è un po' ridicolo affermare il contrario solo sulla base delle tue opinioni personali non ti pare?! Inoltre sull'esperienza meramente personale la Flo ha confermato quello che stavo dicendo. Non è questione di convincerti, è questione che le cose sembrano proprio stare così. Anche la definizione d'empatia su qualsiasi enciclopedia dice che l'empatia è il sapersi immedesimare negli altri. Se con questi ultimi agisci diversamente da come sai di dover fare o sei uno stronzo o non hai capito un cazzo e quindi non sei empatico. Sapersi immedesimare significa anche conosce se stessi per potersi mettere in secondo piano, cosa che un narcisista patologico, una persona con gravi problemi d'empatia, non riesce a fare.
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extro91: Non è questione di non essere d'accordo e basta, ma di spiegarmi PERCHE' non si è d'accordo, cosa che mi sembra tu non abbia fatto senza appellarti a delle non meglio precisate credenze personali. Comunque ok nessuno vuole costringerti a pensarla in un modo, ma se mi metto a parlare seriamente di un argomento mi aspetto che l'altro argomenti. Insomma, ridicolo non voleva quindi essere offensivo. Mi spiace se l'hai presa così. Io non sono uno psicologo (anche se conosco diversi) e uno psichiatra, semplicemente ho portato quello credo di sapere su sta cosa, tutto qui.
anche conosceRE*
anche se NE conosco diversi*
SydBarrett96: No, vabbé ma figurati non me la prendo. :) Non metto assolutamente in dubbio i tuoi studi, però non mi trovo d'accordo perché secondo me il fatto di essere introversi, la poca "empatia" che si ha nei confronti dell'altro non mi pare siano delle caratteristiche innate. Secondo me influisce moltissimo il contesto in cui si vive, la stima di sé stessi, il troppo preoccuparsi della considerazione che si fanno gli altri di te, e roba del genere. Poi vabbé, nessuno mette in dubbio cosa dica la scienza.
extro91: Ok ma TUTTO quello che hai appena elencato non è contro lo strutturalismo che sostengo. Strutturalismo non significa puro determinismo. Significa avere delle strutture mentali oltre le quali, in determinate circostanze, non si può andare.
Per fare un esempio: non so quante persone siano in grado di immaginarsi in tutto e per tutto (a livello visivo, olfattivo e tattile) 6 milioni di cadaveri di ebrei morti ammazzati per fatiche e soprusi disumani. Per quanto possa idealmente disgustare è difficile immedesimarsi totalmente in uno che era lì a vederli.
anzi direi impossibile, non difficile.
RIBALDO
extro: io non saprei se uno ci nasce CHIUSO o se lo diventa... tu dici STUDI hanno dimostrato che... beh ok ma secondo me la percentuale di chi nasce DAVVERO chiuso, introverso eccetera è di molto inferiore alla percentuale di chiusi introversi eccetera. per me per UNO che nasce così altri NOVE lo diventano.
BËL (01)
BRÜ (00)

extro91: Quando si parla di chiusi si parla di gente con difficoltà a relazionarsi che sono più o meno strutturali per come la vedo io. Posso capire che uno DIVENTI chiuso come questi ultimi sono in relazione a traumi o eventi di fortissimo impatto emotivo. In altri casi quindi parlerei di gente non chiusa, ma di gente che SCEGLIE di fronte alle proprie esperienze di vita che non fa per lui la vita sociale. Ma qui parliamo di scelte, non di persone effettivamente e strutturalmente chiuse e/o con problemi relazionali o, nel peggiore dei casi, patologicamente incapaci di vivere un'esperienza sociale normale con gli altri.
come questi ultimi SOLO in relazione*
RIBALDO: Io però toglierei pure quelli che diventano chiusi per TRAUMA (cioè per me qua andandoli a sommare a chi ci nasce siamo ancora parlando di piccole cifre) ...e allora vogliamo allargare il discorso e dire che siamo quasi TUTTI chiusi in questa società? La gente non si parla più e se lo fa, spesso (non parlo di chi si conosce bene parlo dei rapporti interpersonali in generale) ...non dice nulla... si parla del più e del meno ma è una facciata, resta tutto in superficie. E' dunque in un contesto simile che mi ricollego all'uso della "parola" che è così importante... Insomma uno alla fine anche volendo non le "trova" le parole. Poi ci sarebbe anche da dire, in parallelo, che uno, ANCHE per questo motivo, le parole non le usa più o usa sempre le stesse (scarsa comunicazione genera anche alla lunga scarsa proprietà di linguaggio, tutto si inaridisce)
extro91: Beh però tu adesso stai allargando il discorso Riba. Tu sei passato alla sociologia dura e pura e non è di questo che si stava parlando. Ripeto: parlare delle tendenze sociali è diverso dal parlare di persone con problemi a relazionarsi. E chi ci nasce con problemi a relazionarsi è di gran lunga maggiore rispetto a quelli che li acquisiscono. Anzi nessuno li acquisisce tranne quelli che hanno subito trauma secondo me: ribadisco questa mia posizione. I motivi per i quali la gente ci nasce sono sicuramente sociali, ma anche, spesso, strettamente familiari. Ci sono in gioco diversi fattori al riguardo. Facebook e la comunicazione virtuale possono essere alla lunga cause di tendenze generali nella società, ma di sicuro non fanno DIVENTARE le persone chiuse quando prima erano aperte. Non l'ho letto da nessuna parte se devo essere sincero.
RIBALDO: e ok ma non è che uno una cosa deve LEGGERLA per forza per crederci, può essere anche una tua CORRETTA deduzione. del resto quella cosa che scritta assume valore di VERITA' sempre qualcuno l'ha creata... sì ho allargato il discorso perchè il tema dell'incomunicabilità snasato qua in casa nostra già ormai CENTO anni fa da Pirandello e Svevo mi ha sempre affascinato.
extro91
extro91 Divèrs
E per concludere: a volte è facile dire che la personalità di uno cambi, ma non è corretto...ti posso portare un caso limite di un disturbo della personalità di cui sono venuto a conoscenza recentemente. Questa persona agli occhi dei suoi amici di carattere non facilissimo, ma sicuramente "normale", per come la gente intende questo termine che di punto in bianco, nel giro di due giorni, impazzisce completamente e comincia a delirare sui cattivi e suoi buoni e sui primi che vogliono rubarle l'anima. Crea disordini sociali e viene internata in TSO. E' un caso limite ok, ma tu pensi che ci sia stato qualcosa a posteriori la formazione del suo pensiero o a priori? Per adesso la scienza dice la prima. Quindi non è facile nemmeno giudicare se davvero qualcosa DIVENTA asociale o se in qualche modo era già predisposto strutturalmente a questo tipo di comportamento.
BËL (00)
BRÜ (00)

extro91: Per adesso la scienza DICE LA SECONDA* sorry
se davvero QUALCUNO*
RIBALDO: ok purtroppo però io non mi fido di NIENTE... non sono sicuro che sia così... non mi fido perchè non so quanto sia ONESTA la scienza nell'emettere simili postulati... per via degli interessi economici che ruotano intorno (i soldi sempre loro) non sono per niente convinto che la stessa persona cresciuta in un altro ambiente di punto in bianco avrebbe sbarellato nello stesso identico modo...
extro91: Ti ho risposto qui sotto:
extro91
extro91 Divèrs
riba: ma infatti io non ho assolutamente negato questo. E' quello che sostengo. Quando dico "nascere o "innato" intendo qualcosa che si è strutturato durante la formazione del pensiero, cioè nei primi 7 anni di vita, come ho già scritto prima. L'ambiente è FONDAMENTALE. E comunque non nego che un ambiente diverso nel quale vivere dopo i primi 7 anni di vita non sia importante. Semplicemente sostengo che le vere cause per cui uno poi, in base all'ambiente in cui vivrà da adulto, avrà problemi sociali sono da riscontrare nell'ambito familiare e sociale dei primi anni di vita. Ci possono essere tutti gli interessi economici che vuoi, ma questa tesi è tutto fuorché reazionaria dal mio modo di vedere.
BËL (00)
BRÜ (00)

extro91: Prima uno era matto e basta. Si buttava in manicomio perché era una persona da normalizzare, non da aiutare. Ovvio che anche oggi, purtroppo, ci sono casi, molti nonostante l'epoca in cui viviamo, in cui le cose stanno ancora un po' in questi termini. Per esempio, personalmente credo che il TSO sia una pratica assolutamente deleteria e degna dell'era precedente alla cosiddetta Legge Basaglia.
RIBALDO: sette anni? io sapevo tre... tre anni... nei primi tre anni si forma l'individuo
extro91: E io sapevo sette...vabè! Tanto al concetto di base non cambia niente.
kloo
Ex mobbasta però:) hai parlato troppo per star in tema
BËL (00)
BRÜ (00)

extro91: Guarda che era più da un giorno che non se ne parlava, lobbista di vimeo! SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!! 1111111111111111
Renagade
comunque se si fissa intensamente per più di 20 secondi la figura dell'editoriale compare satana. così, giusto per avvisare, che magari poi qualcuno si spaventa
BËL (00)
BRÜ (00)

algol
Finalmente un editoriale che riconcilia con la lettura di questo spazio.
Ci voleva, specie dopo l'ultimo ... imbarazzante.
Grazie Flo, come sempre capace di suscitare riflessioni mai banali.
BËL (01)
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Flo: Grazie Algoluccio!
Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Sei febbraio 2011 La manomissione delle parole - Gianrico Carofiglio - Recensione di Geo-Geo : parliamo di parole anche lì, anche se è meno personale. Bello scritto Flo, le parole usate nel modo giusto e non "manomesse", fanno sempre il loro dovere. Non mi aggiungo al 21° posto, molti sono già fuori dello schermo del mio computer:)
BËL (00)
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Flo
Flo Evangelìsta
link rotto
BËL (00)
BRÜ (00)

Flo
Flo Evangelìsta
Eh, ciao. link rotto
BËL (00)
BRÜ (00)

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