Arte moderna

Di arte – pittura, scultura et similia – so poco o nulla ed è la mia abissale ignoranza che, ogni volta che entro in un museo, mi impone di bloccarmi per interminabili momenti, la bocca a penzoloni, davanti a tante opere.

Come quando mi trascinarono a forza al Louvre a Parigi, durante la più tradizionale delle gite scolastiche, sotto minaccia di bando da ogni scuola della Repubblica. Ecco, allora mi persi per ore al cospetto de «La zattera della Medusa» di tale Théodore Géricault, perché quella è la copertina, seppur riadattata alla bisogna, di «Rum, Sodomy and the Lash» dei Pogues; e vuoi mettere lo stupore di ritrovarmela davanti al Louvre a Parigi, in tutta la sua imponenza?

L’arte moderna, l’avanguardia, invece, non la capisco proprio e neppure l’apprezzo; meno che mai i critici di arte moderna, simbolo della più indefinibile vacuità che abbia contemplato. Se qualcuno, si è mai imbattuto nel MoNA – acronimo del Museo dell’Arte che Non Esiste, a New York – probabile che intuisca i miei sentimenti al riguardo.

Premessa per arrivare al punto che, in questi giorni, ho avuto la fortuna di trascorrere un fine settimana a Bologna e, da bravo turista fai-da-te oltre che last-minute, ho trovato su Google un sommario elenco delle dieci cose da vedere ad ogni costo.

Tra queste, la Pinacoteca Nazionale, girata in lungo e in largo per ore senza grande costrutto ma bellissima, ed il Museo di Arte Moderna, sorpassato con indifferenza, causa pregiudizio.

Però, del M.A.M.BO., ho avvertito la curiosità – termine inadeguato, in tale contesto, ma non me ne viene un altro – di visitare la sezione distaccata dedicata alla memoria della strage di Ustica: è il capannone nel quale giacciono i resti, per quanto è stato possibile ricomporre, dell’areo abbattuto nel cielo di Ustica durante il volo da Bologna a Palermo del 27 giugno 1980, 81 morti, nessun superstite.

Attorno ai resti, un’installazione permanente, opera dell’artista francese Christian Boltanski: 81 luci intermittenti al di sopra dell’areo e dei parallelepipedi neri all’intorno, 81 specchi neri lungo la circostante passerella per i visitatori, altoparlanti da cui si diffondono i presumibili pensieri che affollavano la testa dei passeggeri negli attimi precedenti la fine.

Iniziativa lodevole e meritoria, assolutamente.

Però non la capisco, sicuramente per il pregiudizio che nutro verso ogni forma di arte moderna: arte moderna o meno che sia, la sensazione che mi ha sfiorato è stata quella del dramma trasformato in melodramma.

Perché sono rimasto lì dentro per ore, intontito a fissare quei resti a pochi metri, e l’unica cosa che mi si è fissata in testa quando sono uscito è che ci sono dei pezzi del relitto talmente piccoli che stanno nel palmo di una mano e che non riesco nemmeno ad immaginare come vada che un aereo finisca in talmente tanti pezzi che li potresti chiudere nel pugno.

Come se il tentativo di ricostruire quell’areo fosse la composizione di un puzzle.

Pinhead , Il 30 ottobre 2017 — DeRango: 23,66

BËL (09)
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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

CosmicJocker
L'avanguardia però non solo è inevitabile, ma anche necessaria..Non dico che sia tutta di qualità o che debba piacere per forza, ma ricordiamoci che artisti che noi oggi osanniamo e glorifichiamo
BËL (00)
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CosmicJocker
L'avanguardia però non solo è inevitabile, ma anche necessaria..Non dico che sia tutta di qualità o che debba piacere per forza, ma ricordiamoci che artisti del passato che noi oggi osanniamo e glorifichiamo ai loro tempi erano avanguardia (compreso il punk)..se non ci fossero state esperienze che hanno tentato di "riformulare" il linguaggio teatrale per esempio (attraverso mille tentativi e fallimenti) avremmo gli stessi linguaggi da 400 anni..e questo vale per tutte le arti..
BËL (00)
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CosmicJocker
Forse il problema è quanto vogliamo metterci in gioco, noi, i nostri gusti, quello che pensiamo sia meritevole di essere chiamato arte..cercare di capire il perché un artista si esprime in un certo modo, spendendo un po' del nostro tempo..poi ci può comunque non piacere la sua forma espressiva però non tutta l'avanguardia è necessariamente "lo faccio strano così mi sento figo e se voi non capite sono problemi vostri"..Non sto dicendo che lo fai tu Pin, ma hai toccato un tasto un po' dolente..questa repulsione verso il presente, questa mitizzazione del passato..questo dire "aaah una volta sì che c'era la buona musica, i bei film "è quant'altro
BËL (01)
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CosmicJocker: "Aaah una volta i pascoli erano più verdi, il mare più blu e DeBaser più figo"
Pinhead: Nonono, lo faccio proprio io, altroché; provo un senso di ostilità insuperabile verso l'arte moderna, magari perché qualcuno secoli fa, me l'ha fatta odiare, non saprei. Però, a prescindere dal sentimento personale, penso che in questa situazione sia fuori luogo; per dirti, il giorno dopo mi sono fermato davanti alla lapide e sotto l'orologio alla stazione di Bologna e mi è venuto spontaneo pensare che se quell'installazione per Ustica non ci fosse, per me sarebbe meglio.
CosmicJocker: Ok, QUELL' installazione..(che non ho visto e su cui quindi non posso esprimermi)..che caratteristiche avrebbe dovuto avere secondo te un'installazione riguardante Ustica? oppure è proprio il fatto che riguardasse Ustica?..
Pinhead: Per me in quel capannone non ci dovrebbe essere niente, solo i resti dell'aereo, Tanto penso che nessuno dei visitatori faccia caso all'opera d'arte, almeno per me è andata così.
CosmicJocker: Diciamo che abbinare l'opera ai resti effettivi non è stata esattamente un colpo di genio in effetti..il rischio è che succeda quello che è successo a te (e che probabilmente sarebbe successo pure a me)..È un capitolo di storia italiana già di per sé doloroso e "misterioso" che non ha bisogno di essere riverberato nel momento in cui vengono mostrati i resti dell'aereo
Pinhead: Bravissimo. Tanto che per me sarebbe fuori luogo pure installare in quel luogo un'opera classica, un Caravaggio o chi per lui, ma a nessuno verrebbe mai in mente di farlo; è questa una delle cose che trovo incomprensibile dell'arte moderna e per ignoranza non so dirlo meglio.
CosmicJocker: Forse in questo caso quello che lascia perplessi è come l'opera sia stata proposta (chissà cosa sarebbe successo se tu l'avessi vista in un altro contesto)..ma con l'arte contemporanea gli stessi
organizzatori di mostre temono un 'incomprensione del pubblico segliendo soluzioni che sono controproducenti all'opera stessa (per esempio cercando escamotage didascalici che indeboliscono la fruizione invece che stimolarla)
ygmarchi2
ygmarchi2 Divèrs
Io invece ho sempre avuto un acuto interesse per l'arte e ho pure fatto un corso di pittura da ragazzo (che non ha partorito molto più di due apprezzabili cover... pardon! - copie, di G. Courbet).

A mio avviso molta parte dell'arte moderna rappresenta semplicemente la crisi del ruolo dell'artista nella società.

Storicamente gli artisti hanno sempre dato lustro al regime al potere, dai faraoni egiziani, all'Atene di Pericle, passando per il Vaticano e la ricca borghesia Fiorentina e finendo con i grandi stati moderni, la Francia, la Spagna, ecc...

Ma nelle società contemporanee a chi si rivolge l'artista? E soprattutto chi è interessato al lavoro dell'artista?

A mio avviso i grandi musei e le grandi manifestazioni ufficiali (vedi Biennale) sono dei cimiteri dell'arte. Che senso ha vedere una serie di opere d'arte una in fila all'altra, avulse da ogni contesto ed ogni 'uso' che non sia quella di permettere all'uomo della strada di darsi un po' di tono?

Secondo me è più arte quella di chi progetta le piastrelle dei bagni. Almeno assolvono un ruolo decorativo e possono rendere più bello l'ambiente che le ospita.
BËL (02)
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Pinhead: Da un certo punto di vista, quello che non capisco è attribuire ad un'opera d'arte che magari è una semplice raffigurazione eella realtà, significati e valenze che non stanno né in cielo né in terra. Per cui qualche volta davvero anche il piastrellista fa opere d'arte.
ygmarchi2: Io se cerco significati preferisco leggermi un articolo o un saggio su qualche argomento, all'arte chiedo soltanto forma e bellezza (o la negazione delle stesse) e magari far risuonare qualche corda profonda del tuo animo, ma senza onanismi concettuali.
IlConte
Non ne capisco nulla o quasi Maestro...
BËL (00)
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Pinhead: Sapessi io, caro Nobile.
mrbluesky

BËL (01)
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Pinhead: Almeno lui è un grande critico di arte moderna, lui riesce a far capire l'arte moderna a me povero ignorante. Grande mister!
mrbluesky: quando sente puzza di novecento il ladro scappa
Stanlio
Bravo Pineddu con questo scritto hai riattivato il mio interesse verso l'arte moderna, compresa l'avanguardia (poichè non sono esattamente la medesima cosa), non ti credo quando affermi "non la capisco proprio e neppure l’apprezzo" ma ti capisco quando invece dici "meno che mai i critici di arte moderna", anche se in realtà c'è da imparare molto da questi critici poichè imponendo il loro pensiero mettono in moto il nostro anche solo per contrastare le molteplici sfumature e visioni proposte, questa storia che butti lì della "Zattera..." a me sconosciuta, mi fa fare un giro del mondo dell'epoca "moderna" a quei tempi che risuona moderna anche oggi con tutti i suoi riferimenti storici, politici e artistici, ci sarebbe da parlare per ore, giorni, settimane, mesi, anni ecc... ma ritornando a bomba, penso che arte moderna sia anche quella proposto in ogni periodo storico anche differente da quello contemporaneo, secondo me non esiste arte che non sia "moderna" nel momento stesso in cui è compiuta, con l'avanguardia è tutto un altro paio di maniche e lì penso che anche lì il discorso prende sentieri differenti che portano lontano e vicino in molte direzioni e niente, mo te saluto che in ufficio sentono la mia mancanza sti 4 lavativi...

« La zattera condusse i sopravvissuti alle frontiere dell'esperienza umana. Impazziti, assetati e affamati, scannarono gli ammutinati, mangiarono i loro compagni morti e uccisero i più deboli. » Jonathan Miles da "The Times" del 24 marzo 2007
BËL (01)
BRÜ (00)

Pinhead: Eh, allora a qualcosa sono servite queste poche righe.
Stanlio: a me sì, in gamba eh, e come cantano gli... SKIANTOS Largo all'Avanguardia (official videoclip)
Pinhead: Pubblico di lasciamo perdere.
sotomayor
sotomayor Divèrs
Poni due questioni allo stesso tempo. La questione, sempre aperta, relativamente Ustica e quella relativametne l'arte moderna e che qui si intrecciano. Su l'arte moderna secondo me, in molti casi quella che viene defintiiva come 'avanguardia' e io faccio riferimento molto più a episodi di natura musicale che altre forme artistiche (perché è la musica dove diciamo dedico le mie maggiori attenzioni), non è spazzatura. Ma molto spesso è espressione solo a livello concettuale: l'idea viene prima della tecnica e molte volte questa stessa idea è però qualche cosa di così soggettivo che può apparire come esclusivamente auto-referenziale. Perché tu puoi dare un significato diverso o nessuno a quell'opera che è stata concepita e realizzata da un determinato artista per trasmettere un certo messaggio (che spesso senza descrizione non sapresti mai quale possa essere). Infine, ho visto qualche foto online dell'opera in questione sul web, quindi il mio giudizio è molto molto relativo: posso dire di avere trovato molto molto suggestive le immagini della ricostruzione delle macerie dell'aereo. Il resto secondo me non aggiunge nulla. Basta quella a rendere una qualche idea, una qualsiasi idea su quel determinato evento (posto che lo spettatore sia chiaramente in qualche maniera informato nel merito, altrimenti lascia comunque lo spazio aperto a altre suggestioni, trattandosi comunque di una ricostruzione dal forte effetto scenografico). Ma non so come sia nel dettaglio il resto dell'allestimento... Comunque va anche detto che sono sempre molto colpito semplicemente dalla visione da vicino di strutture di natura 'tecnologica' come aeroplani, carrozze ferroviarie, ecc. ecc. Cose che magari usi come utente ma che non ti soffermi a guardare nel dettaglio per quello che sono.
BËL (01)
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Pinhead: Sottoscrivo parola per parola, perfetto. L'unica precisazione è che non ritengo assolutamente che quella che viene comunemente definita arte moderna sia spazzatura, semplicemente non la capisco proprio e per questo nemmeno l'apprezzo (anche in campo musicale, come giustamente scrivi).
sotomayor: Chiaramente non mi riferivo al tuo parere, che hai espresso in maniera chiara, ma a una opinione molto diffusa sull'arte moderna e concettuale in generale.
Stanlio
Stanlio
ehm, tette d'avanguardia... Avanguardia artistica cinese: The GAO Brothers
BËL (01)
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sotomayor: Ahah ovviamente mi sono fiondato a aprire il link! Speravo di meglio invece che un Mao con le tette... La mia ideologia è debole!
MikiNigagi
Vuol dire che ha funzionato.
BËL (00)
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Pinhead: Il museo "funziona" eccome.
sotomayor
sotomayor Divèrs
Ovviamente su Ustica suggeritissima la visione di: Il muro di gomma - Wikipedia
BËL (01)
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Pinhead: Sai cosa? In questo museo c'è pure una sala dove trasmettono video sulla ricostruzione dell'aereo e la storia del museo, allora mi è venuto in mente che sarebbe bellissimo se trasmettessero, più che questo film, il racconto su Ustica di Marco Paolini, quello sì davvero un'opera d'arte. Magari li trasmettono pure, lo spettacolo Paolini e il film di Risi, non so. Ustica - Marco Paolini
sotomayor: Sì, molto bello anche il racconto di Marco Paolini, che mi piace tantissimo. Mi ricordo che la prima volta che vidi 'Il sergente' alla fine piansi.
lector
Ero ben più giovane di adesso ed avevo fatto il botto: avevo concupito la figlia di un noto mercante ed esperto d’arte. Ero entrato nel jet-set. Frequentavo la loro faraonica villa dove avevano soggiornato Warhol e Beuys (tra gli altri).
Ce ne andammo a Parigi, io e lei, e ça va sans dire ci facemmo anche un giro al centre Pompidou. Il Beaubourg, oltre ad una splendida collezione di arte contemporanea ospita mostre di artisti selezionati noti ed emergenti.
Visitammo quella che c’era in quel momento. Lei girava scalza tra le opere ed io mi soffermavo ora su questo, ora su quel pezzo per darmi un tono.
La mostra non mi piaceva particolarmente.
Poi, all’improvviso, fui colpito da qualcosa: era una strana porta con la scritta “exit”. Fui conquistato dalla bellezza di quella visione. Mi immaginavo “infiniti spazi al di là da essa” e mi illuminavo di fronte a quella metafora della libertà e della fuga. Rimasi per un po’ immobile di fronte a quell’unico pezzo che ritenevo realmente pregevole.
Poi mi sovvenne un dubbio: e se fosse REALMENTE l’uscita di sicurezza (sebbene posta in uno strano punto della sala)?
Non lo seppi mai.
Tempo dopo ci lasciammo.

BËL (02)
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lector: L’arte non ha bisogno di alcuna risposta. E’ una domanda che vuole restare tale.
(Claudio Parmiggiani – artista)

Pinhead: La signora Lector dev'essere in gamba per averti conquistato.
lector: Più che altro ha una pazienza biblica.
lector
Però ora voglio risponderti seriamente.
Come si descrive il presente? Per descrivere qualcosa, di quel qualcosa si deve avere contezza ed il presente per sua natura è informe, cangiante, in divenire. Sul presente si possono solo fare ipotesi. Alcune di quelle ipotesi getteranno squarci di luce sul futuro e resteranno, altre no.
L’Arte del ‘900 si è confrontata con l’ipotesi, prima, e la certezza, poi, dell’eclisse dell’humanitas di fronte al predominio della téknos (lo dice, molto meglio di me, Benjamin nel suo classico “l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”). Questa eclissi, questa sofferenza, questo declino si è espresso con il ricorso a materiali, forme, costruzioni “disumanizzanti”. E’ impossibile, qui, operare un’analisi, non dico esaustiva ma, almeno, parziale, dei vari modi con i quali gli artisti hanno rappresentato questo soccombere, ma dico solo che il prezzo che si è pagato è stata una progressiva inintelligibilità. Una progressiva afasia.
Ma non è un problema solo del ‘900. Ogni Arte ha dovuto combattere contro l’incomprensione del suo tempo: Van Gogh non vendette mai neanche un quadro (solo uno a suo fratello) perché i suoi quadri erano considerati brutti; sull’Olimpya di Manet sono ancora visibili gli sputi che gli inorriditi spettatori dell’epoca le tributarono, il “Wozzeck” di Alban Berg non poteva essere eseguito perché la sua esecuzione finiva sempre in rissa a causa dell’arrabbiarsi degli ascoltatori e potrei continuare a lungo.
Allora la vera domanda è: perché l’Arte non sa essere popolare?
Eppure, quando Masaccio dipinse la sua splendida “Trinità” a S. Maria Novella sperimentando per la prima volta in quel modo così realistico gli effetti dei nuovissimi studi sulla prospettiva, la gente (anche il popolino) accorreva a frotte per rimirare quello spettacolo.
Era una cosa mai vista, “pare che sia bucato quel muro” ebbe a dire il Vasari.


BËL (01)
BRÜ (00)

lector: Alle cene dei macchiaioli i bicchieri e la tovaglia erano di carta. (Gene Gnocchi)
Pinhead
Comunque certi commenti vanno ben oltre le mie intenzioni per cui grazie.
BËL (00)
BRÜ (00)

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