La lista d'ascolto



sfascia carrozze
sfascia carrozze |    DeSarder Consigliata
Tutti i DeBasers, e nell'ancora più specifico i DeSarders, sono da sempre estimatori attenti e competenti di musica classica.

Lola Astanova - Fantaisie Impromptu (OFFICIAL VIDEO)

Si sà.


iside
iside |    DeSarder
Peppino Marotto.

Marotto era un poeta e cantante a tenore, si occupò di teatro e, oltre che pastore, fu anche sindacalista.

Fu tra i leader della rivolta di Pratobello, nella quale circa 2000 uomini (per lo più pastori), donne e bambini fermarono pacificamente l’esercito italiano e bloccarono la nuova base che avrebbe cancellato i pascoli della zona.

Morì ucciso nel 2007 con 6 colpi di pistola in pieno giorno e in una strada trafficata. Nessuno vide nulla. #iladri Francesco De Gregori - Piccola Mela "Una pira ‘e iberru
mi ponzo in sa butzaca
ch’est bianca che nie.

Una pira ‘e iberru
po su ch’as fatu a mie
ti colen in piatza
garrigada ‘e ferru

Sa fiza ‘e su dottore
ch’est una maestrina
fachet tres ripassadas
a sos libros d’Omero

Sa fiza ‘e su dotore
sa chi faco istasero
no est prus serenada
est pro te columbina
dichiaradu amore" fonte: De Gregori e la poesia perduta dell’orgolese Peppino Marotto – Storie sarde in Blues


IlConte
IlConte |    DeSarder
Il gruppo Tenore Supramonte di Orgosolo al Sentite buona gente (1967) assieme a Peppino Marotto
È arrivato mio zio da Orgosolo, si ferma un paio di giorni #forse
Stasera lo porto a zoc.... a cena, dai


sfascia carrozze
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Bathory - A Fine Day to Die

Il primo Bathory era decisamente protonuragiko dentro.
Poi è diventato Basilicatano, si sà.


iside
iside |    DeSarder
la francese innamorata dal dentista in sardegna. Benito Urgu - Sexy Fonni (1976) "noi siamo gente sarda che abbiamo i peli nel cu...cuore"


Stanlio
Stanlio |    DeSarder
Bomba Intelligente - Francesco Di Giacomo - live inedito + testo

#Nontuttisannoche Francesco Di Giacomo del "Banco del Mutuo Soccorso" nacque c/o la frazione La Caletta di Siniscola in Sardegna, mi!


iside
iside |    DeSarder
si lo so che non sapete chi sia e tanto meno sapete dov'è Calasetta. ciao Mario (Biggio) e ricorda:"Su mundu est de chie lu cheret, su chelu de chie l'alcansat" Banda Beni - Deu (Bella Callasetta) 1978


Stanlio
Stanlio |    DeSarder
Visto e rubato da faccebucco!




iside
iside |    DeSarder
"se andate in italia e chiedete pecorina la avrete!" un monumento per quest'uomo PECORINO vs PECORINA - Gino D’Acampo


Stanlio
Stanlio |    DeSarder
A proposito del caso di DJ Fabo/Cappato, chi era s'accabadora?

Fino a qualche decennio fa in Sardegna si praticava l'eutanasia.
Era compito di ''sa femmina accabadora'' procurare la morte alle persone in agonia.
S'accabadora era una donna che veniva chiamata dai familiari del malato terminale, provvedeva ad ucciderlo ponendo fine alle sue sofferenze.
Era un atto pietoso nei confronti del moribondo ma anche un atto necessario alla sopravvivenza dei parenti, soprattutto per le classi sociali meno abbienti. Nei piccoli paesi lontani da un medico molti giorni di cavallo, serviva ad evitare lunghe e atroci sofferenze al malato.
Sa femmina accabadora arrivava nella casa del moribondo sempre di notte e dopo aver fatto uscire i familiari che l’avevano chiamata, entrava nella stanza della morte.
La porta si apriva e il moribondo, dal suo letto d’agonia, la vedeva entrare vestita di nero, con il viso coperto, e capiva che la sua sofferenza stava per finire.
Il malato veniva soppresso con un cuscino, oppure la donna gli assestava il colpo di ''su mazzolu'' provocandone la morte.
S'accabbadora andava via in punta di piedi, quasi avesse compiuto una missione, ed i familiari del malato le esprimevano profonda gratitudine per il servizio reso al loro congiunto offrendole prodotti della terra.
Quasi sempre il colpo era diretto alla fronte.
Il termine ''accabadora'' viene dallo spagnolo ''acabar'' che significa finire.
''Su mazzolu'' era una sorta di bastone appositamente costruito da ramo di olivastro, lungo 40 centimetri e largo 20, con un manico che permetteva un'impugnatura sicura e precisa.
In Sardegna s'accabbadora ha esercitato fino a pochi decenni fa, soprattutto nella parte centro-settentrionale dell’isola.
Molti ricordano un nonno o bisnonno che comunque ha avuto a che fare con la signora vestita di nero.
La sua esistenza e' sempre stata ritenuta un fatto naturale, come esisteva la levatrice che aiutava a nascere, esisteva s'accabadora che aiutava a morire. Si dice addirittura che spesso fosse la medesima persona e che il suo compito si distinguesse dal colore dell'abito (nero se portava la morte, bianco o chiaro se doveva far nascere una vita).
Questa figura, espressione di un fenomeno socio-culturale e storico, e' la pratica dell’eutanasia e nei piccoli paesi rurali della Sardegna ed'è legata al rapporto che i sardi avevano (hanno) con la morte, considerata come la conclusione del naturale ciclo della vita.
(testo tratto dal web e poi elaborato da me )

Ho visto agire s'Accabadora


iside
iside |    DeSarder

Torrànci in su cunnu.
In su cunnu, torradinci in su cunnu.
Torrànci in su cunn e màmma tua. Torrànci in su cunnu chi ti nd’ari scavuàu a fòrasa , torrànci de abùi ndi se' bessìu. Cunn ‘e mamma tua, cunn ‘e iaia tua, cunn ‘e tzia tua, cunn ‘e Giùdasa, cunn 'e Pio nòno, cunn ‘e Gesugìistu, cunn e Maumètu. SU CUNNU Articoli - NURNET - La rete dei Nuraghi - Fondazione di Partecipazione - Sardegna


Stanlio
Stanlio |    DeSarder
da “La teologia del cinghiale” di Gesuino Nemus:

Si no in c'arrennèxisi a fai sa vida chi ti pràxidi,

faidì pràxiri cussa chi ses fendu.





Stanlio
Stanlio |    DeSarder
meditiamo gente meditiamo...

Stanlio
Stanlio |    DeSarder
La Sardegna è un luogo sacro: troppe tombe di giganti lo testimoniano.

Tombe peraltro a cui è stata data la forma di un endometrio:
il passaggio che porta all'utero, luogo per eccellenza per la creazione della vita, la nuova vita.

E il sacro detto sardo (adoperato oggi con volgarità nella bocca di molti stolti): «CI PÓTZAST TORRÁI IN SU KUNNU» (Possa tu tornare nella vulva, da dove sei venuto), è un augurio di rinascita attraverso l'utero materno.


I Sumeri già utilizzavano la parola KUN per designare la vulva; un sinonimo di kunnu è il termine udda: sta nel sumero UD Sole, Dio sole +A caso nominale locativo (non direzionale: indica infatti l'arresto in un luogo). Abbiamo pertanto UD-DA (questa è l’esatta forma sumerica) indicante la sosta finale, il riposo finale, entro il Sole.

Attenendoci a questa base etimologica, possiamo gettare un fascio di luce sulla nostra stranissima locuzione campidanese: «intránci in sa udda», imprecazione ottativa, desiderativa, rivolta con malanimo a uno che vogliamo mandare ehm, al diavolo.

Nonostante la connotazione negativa che si da al sintagma, presa per sé l'imprecazione non sarebbe affatto negativa (quanti di noi maschietti non sognano di penetrare il più spesso possibile nella vagina?).

Il sintagma "Intrái in sa udda" è una rara sopravvivenza che illustra la credenza dei Sardi pre-cristiani nella metempsicosi, nel ritorno all'Uno, al Dio Unico, allo Spirito Onnipotente, da cui poi sarebbero rinati.

Non possiamo dimenticare, infatti, che il concetto di Dio in quanto Essenza Unitaria dell' Universo, aveva la sua epifania proprio nel Sole, la Pura Luce, il Puro Spirito che generava il Mondo e l' Umanità e poi lo ricomponeva in Sé al momento della morte degli esseri viventi.

Foto 1 Tomba di Giganti di Osono, Triei (Núoro)



Foto 2 Pozzo sacro di Santa Cristina, Paulilátino (Oristano)



IlConte
IlConte |    DeSarder
Spot 30" Ichnusa Anima Sarda
Beh dai per essere una pubblicità di merda è fatta bene... l’ypster è strepitoso ahahahah...


ilafante
ilafante |    DeSarder
Il M° Giacomo Monica suona le pietre sonore di Pinuccio Sciola

Ieri ho potuto visitare il Giardino Sonoro a San Sperate (CA), un vero e proprio museo all'aria aperta. Oltre la pregevolissima e unica estetica di tutte le opere di Sciola, il tatto e l'udito sono i sensi che con più estrema sorpresa vengono colpiti. Le pietre sono levigate fino all'inverosimile e se toccate con la giusta delicatezza pare gorgoglino acqua o suonano come arpe. La nostra accompagnatrice ha affermato che le opere non possano essere considerate strumenti musicali in senso stretto, non mi ha convinto.