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Paul McCarthy's 'Train, Mechanical'
Le maschere terribili e le sculture oscene usate per le video-performance Bussy Burger di Paul McCarthy sono la denuncia del postmoderno che ha confuso la realtà con lo spettacolo, il vero con il falso, il naturale con l'artificiale... le opere inguardabili di McCarthy sono come un telegiornale contemporaneo, senza più capo né coda. Ci manca solo l'atomica.
serenella 22 set 17 — DeRango: 9,66

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Commenti (Tre)

Dislocation
..... E, comunque e quantunque, e forse anche quandunque, è tornata @[serenella] !!

serenella: Ciao @[Dislocation] ... e, comunque, sono ancora qui
Dislocation: Mancavi, madamigella.... Contento, sono.....
lector
Ciao. E' un piacere salutarti, di tanto in tanto.

serenella: Ciao @[lector] , anche per me è un vero piacere ritrovarti, anzi, mi chiedevo dov'eri... Da parte mia mi sembra di essere sempre in transito tra il vestibulum e l'atrium ma poi mi giro per salutare e qualcosa o qualcuno mi riporta indietro e, felicemente, resto.
Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Ciccina sei sempre la benvenuta, ma magari posta per me, qualcosa di meno horrible 🙏💞

serenella: Sarà fatto (non subito, ci devo pensare). In questi giorni ho visto una tale montagna di schifezze fatte da personaggi de mierda che almeno per un po' mi trovo a considerare quelle costruite da un vero artista. A volte basterebbe un pochino di buon senso e capacità di autocritica. @[Geo@Geo], a proposito, come sta il mare lì da te, quello vero intendo, qui siamo in una pozza color caffellatte (è proprio una giornata grigia e piovosa, horribile come dici tu).
Geo@Geo: Ieri e oggi, mattinata al mare con bagno. Acqua limpida e fresca, come sempre a settembre: vi invito tutti 😉
serenella: Grazie, probabilmente ritornerò in Sardegna ma non d'estate, credo che settembre e i mesi che precedono l'estate siano i migliori per evitare l'invasione vacanziera. Mi fai ricordare che ho fatto un solo bagno in mare... forse a Stintino o in una caletta vicino alla torre del Saraceno. Ero così stupefatta dalla forza che sprigiona la terra dell'isola che spesso il mare diventava un confine, addirittura un elemento surreale e lontano (a volte andavo in giro con un amico di Anela che non aveva mai toccato l'acqua del mare!).
Ricordo molto bene i colori e gli odori delle strade, spesso polverose, tra le rocce e i muretti, i paesaggi dell'interno con le città alte e il vento fresco, o gli odori dei dolci in una casa a Mamoiada, i cavalli e i cinghiali visti tra il verde e la polvere come in un sogno. Caspita, mi fai tornare in mente troppe cose mi devo fermare.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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