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La seconda pellicola in programma della puntata odierna concernente “I film che adoravo da infante” (La rubrica è sempre quella, con la ERRE maiuscola, ovverosia I Discutibili Trittici di Aleph) è: L’Ultima Onda, 1977 - regia di Peter Wier, protagonista principale Richard Chamberlain. L’ambientazione temporale del film è contemporanea ma senza una data precisa, il luogo è l’Australia. Il film è permeato da una cupa atmosfera su qualcosa che sta per accadere nell’imminente, attraverso le premonizioni oniriche del protagonista, bianco e apparentemente non legato alla cultura del luogo. A ciò si contrappone il mondo aborigeno con tutti i suoi segreti derivanti dallo sciamanesimo. L’umanità esiste ancora ma per poco; la catastrofe, questa volta climatica è, secondo gli aborigeni, ciclica e inesorabile, l’ultima onda sommergerà la terra, non è stata la prima volta e non sarà l’ultima. Il punto in questo caso è il clima. Si poteva ipotizzare un puerile e gigantesco innalzamento delle acque negli anni ’70? Ridicolo … beh non tanto poi, Baci ;) L'ULTIMA ONDA
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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