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Impossibile dimenticare le miriadi di fanciulle che infusero femminilità - a loro modo… bellissimo, savansadir - al garage, un ritorno al rocchenrolle più scazzoso finalmente. Con loro e poche altre ci inchiniamo a tutte le sconosciute rimaste in garage…
La Voxx decide di ripubblicare, senza promozione e in sole 200 copie, il primo album delle Pandoras.
Lo fa male, ma lo fa.
Perché, al di là dei suoi limitati meriti artistici, It‘s About Time fu l’apice passatista delle all-female band che dominavano la scena californiana dei primi anni Ottanta.
Anni in cui la playa di Los Angeles era ancora sgombra dal silicone e piena di ragazzine ninfomani che preferivano le Rickenbacker alle tavole da surf.
Paula Pierce era una di queste.
Si era portata a letto mezza scena neogarage della zona e aveva deciso di mettere su una sua band.
Non necessariamente gente che sapesse suonare.
Trova Deborah Mendoza, Gwynne Kahn e Casey Gomez che verrà subito sostituita da Bambi Conway per questo primo album.
Quattro puttane psichedeliche, come Paula stessa le definirà man mano che i letti da sporcare diverranno sempre più numerosi e il suono delle Pandoras sempre più tamarro, alla ricerca dell’“onda giusta” che per loro non arriverà mai.
It‘s About Time è l’istantanea di un attimo dove calcolo ed istinto riescono a creare un’immagine presto soffocata dalle banalità e dalla lacca.
Tecnica dozzinale, furtarelli passati in prescrizione e tanta tanta gioia adolescenziale.
Grazie Reverendo…
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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