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Gli Untold Fables furono una delle tante briciole di polvere stellare lasciate dal passaggio della cometa garage-punk degli anni Ottanta.
Sono in quattro: Paul Carey alla voce, armonica e maracas, Jon Niederbrach alla chitarra, Robert Butler al basso e Paul Sakry alla batteria.
Suonano bene per quello che il genere richiede, tanto che i loro servigi vengono chiesti un po’ da tutta la comunità neogarage locale, dai Fourgiven agli Yard Trauma fino ai Miracle Workers con cui Robert finirà per suonare in pianta stabile già con Overdose.
È Brett Gurewitz dei Bad Religion a produrre questo loro disco di debutto.
Lee Joseph è invece chi glielo pubblica, sotto la sua etichetta Dionysus.
È il primo album che Lee distribuisce per la Mordam, dopo essersi sganciato dalla Bomp! di Greg Shaw.
È un disco sporco di punk come lo erano quelli di Eyes (grande ossessione della band, NdLYS), Count Five, Pretty Things e Shadows of Knight venti anni prima, con un perfetto bilanciamento tra originali e pezzi d’epoca, tutti immersi in tempeste di fuzz (Girl of My Own, Other Fish, Rockhead) o in bufere di maracas e cembali (Let Me Know, Revenge, You’re Hated vicinissima allo spirito demente dei Primates, Gone My Way). Una selva di R ‘n B cisposi e di fuzz songs assassine.
Una cesta piena di crotali incattiviti dalla polvere che brucia i loro occhi.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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