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Sono uno che, da buon Furlano attempato & memore dei consigli delle giovanili morose (pagavo sempre io, infatti) cerca di non andare di fretta. Quindi le serie televisive me le vedo con calma ieratica quando, come, e perché dico io.
Se di "Euphoria", per esempio, ho apprezzato la prima stagione ma non mi sento certo motivato a sorbirmi la seconda, quando si parla di "Star Trek" lì mi scatta il famoso "embolo".
Dopo la cocente delusione di "Discovery" in cui già nella prima puntata mi fanno fuori Michelle Yeoh - che io avevo già deciso essere l'erede di Kate Mulgrew - a favore di un'improponibile Sonequa Martin-Green, brutta come la fame e totalmente "tinca" come personaggio; dopo essermi salvato in corner nella terza stagione di "Picard", temevo la visione di questi strani nuovi mondi. Ma no. Ho appena visto il primo episodio e ho pianto!
C'è tutto lo Spirito di Gene Roddenberry, qui, e tutta la sua visione utopistica di un'umanità che può trascendere dalle sue violenze, dalle sue miserie; e che può ambire alle Stelle: per arrivare là, dove nessuno è mai giunto prima.
Non ci sono i soliti miliardi di morti, niente cattivoni idioti, niente sesso violenza & sparatorie a cazzodicane, per adesso.
Ne avevo bisogno!
Ps. Evitare il Binge watching sarà difficolterrimo, per un Trekker sfegatato come io. Ma su certe cose - per tornare da dove ero partito - non bisogna avere fretta. Miao.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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