Fiumi di parole

Questa è, è stata e sempre sarà la colonna sonora di questa umiliante farsa (per le persone senzienti, almeno) che continuano a definire "elezioni".
Soprattutto oggi tutti i
media si arrabatteranno a spiegare di qua, calcolare di là, elucubrare di lavvía, sciorinando migliaia di percentuali - generalmente avulse - prospetti & prospettive, elucubrazioni pseudo-futuribili, vaneggiamenti stocastici e via cianciando.
Come non sapessero (ma forse non se ne sono manco accorti, visto lo stato pietoso del giornalismo (?) italiano) che non ci sono risultati da commentare, semplicemente perché non ci sono, non esistono, le elezioni stesse; che sono un vero e proprio Reality Show fatto pure male, peraltro.

Tutto viene deciso dai sondaggi e dalle proiezioni MOLTO prima delle urne, con la sola approssimazione di qualche misero punto percentuale. Perché Pavlov sa come si comporteranno i cani.

Tuttociò non lo dice il solito "qualcuno che sa, che è addentro": lo dice la logica.
E non serve essere il Signor Spock per arrivarci.

Ed ora, terminata la colazione, vado a farmi quattro risate con la lettura dei quotidiani.
Carico i commenti... con calma