Copertina di Malevolent Creation The Fine Art of Murder
De...Marga...

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Per appassionati di death metal e musica estrema, fan delle scene metal degli anni 90 e collezionisti di album classici
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LA RECENSIONE

Nascono nella città di Buffalo, stato di New York, nel 1987; concittadini dei molto più conosciuti Cannibal Corpse. Si spostano dopo poco tempo in Florida, patria dell'allora nascente scena Death Metal statunitense (Death, Morbid Angel, Obituary tanto per fare tre nomi che sono l'ABC del genere). E lo stato del sole e degli uragani diventa il quartier generale dei Malevolent Creation.

Non hanno ancora smesso di tessere le loro orribili trame musicali, pubblicando nel 2015 l'ultimo lavoro in ordine temporale; il dodicesimo.

Ma oggi mi occuperò di "The Fine Art Of Murder" del 1998; un tour de force dalla mostruosa portata, andando a sfiorare l'ora piena di lunghezza. Il titolo del disco ci indirizza verso le tematiche dei testi: efferati omicidi, cadaveri putrescenti, pratiche sessuali da censura.

Lo dico da subito: siamo a livelli eccelsi, terrificanti in quanto a ferocia e frenesia interpretativa. Appena al di sotto dei loro conclamati capolavori di inizio carriera "Stillborn" e "The Ten Commandments"; per il massimo dei voti a mio parere dovevano soltanto "sfoltire" l'eccessiva durata della "Sottile arte dell'omicidio". Troppi davvero 57 minuti divisi in ben 13 brani.

Ritorna alla voce Brett Hoffmann, dopo un forzato esilio di qualche anno; il suo urlo è uno degli elementi cardine del disco. Un velenoso ed erosivo growl, sempre comprensibile, che viene sorretto ed ampliato a dismisura dall'accecante lavoro delle due chitarre. Una continua e precisa costruzione di infiniti riff; cupi, tenebrosi, degenerati. L'apporto del batterista non è da meno: cambi di tempo allucinanti, intricate trame, velocità esecutiva folle. Una forza dirompente che si mantiene sempre a livelli di intensità da far male durante l'interminabile ascolto del disco.

Un Death Metal primitivo, rozzo, viscido che tracima di sfuriate Thrash; nessuna concessione, nessuna pausa a parte un glaciale intro acustico (nemmeno troppo riuscito) all'inizio della penultima traccia. Coerenza ed assoluta dedizione quella dei Malevolent Creation; colonna portante, da trent'anni, di tutto l'estremismo a stelle e strisce...BONE EXPOSED...

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta il dodicesimo album dei Malevolent Creation, 'The Fine Art of Murder' del 1998, definendolo un'opera feroce, tecnica e intensa, con una durata forse eccessiva. Il ritorno vocale di Brett Hoffmann è centrale, così come il lavoro delle chitarre e della batteria, che garantiscono una performance energica e brutale. Il disco viene posto poco sotto i capolavori della band, rappresentando comunque un punto di riferimento importante nel death metal americano.

Tracce testi video

01   To Die Is at Hand (03:38)

Leggi il testo

02   Manic Demise (03:03)

03   Instinct Evolved (04:44)

04   Dissect the Eradicated (03:16)

06   The Fine Art of Murder (05:54)

07   Bone Exposed (03:34)

08   Purge (02:47)

09   Fracture (06:36)

10   Rictus Surreal (04:31)

12   Day of Lamentation (07:05)

13   Scattered Flesh (02:13)

Malevolent Creation

Malevolent Creation è una band death metal statunitense formata a Buffalo (NY) nel 1987 e successivamente trasferita in Florida. Parte della storica scena di Tampa, è guidata dal chitarrista Phil Fasciana e ha pubblicato classici come The Ten Commandments (1991), Retribution (1992) e Stillborn (1993).
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