Copertina di Manfred Mann's Earth Band Solar Fire
pier_paolo_farina

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Per appassionati di progressive rock, fan di manfred mann, amanti della musica anni '70 e dei classici reinterpretati
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LA RECENSIONE

E’ il disco che riaffermò con forza, nel 1973, questa formazione del tastierista britannico di origine sudafricana Manfred Mann sul mercato discografico, dopo i buoni successi degli anni sessanta nel mercato dei 45 giri pop. Nuova la denominazione di gruppo ma anche del genere musicale perseguito: siamo in piena era progressive e l’ottimo Mann si adegua, visto pure che le sue tastiere diventano giocoforza ancor più centrali.

L’opera è guidata, anzi dominata dalla sua lunga canzone introduttiva, una cover di Bob Dylan stravolta in meglio, diciamo pure autenticamente rivoltata come un calzino e riempita di succose variazioni. S’intitola “Father of Day, Father of Night” e il suo originale dylaniano sta sul suo “New Morning” del 1970, col titolo dimezzato e nella forma di un minuto e mezzo, non di più, di svelta preghiera ebrea, condotta al pianoforte e con la caratteristica voce nasale di Bob che a un tratto si perde la melodia e conclude il quarto verso delle strofe alla bell’e meglio (o alla pene di segugio, pensano i diversamente ammiratori del nostro, me compreso).

Manfred Mann e i suoi invece la prendono, la stabilizzano in un andamento lento ed evocativo, la affidano per il canto al loro chitarrista che provvede a focalizzarne la melodia anche in quegli ultimi versi pigramente tirati via dal celeberrimo menestrello del Minnesota. Dopodiché vi è lo “stiramento”, in stile progressive, fino ai quasi dieci minuti, operato soprattutto tramite un lungo intermezzo strumentale (dopo che solo l’intro già si era portato via un minuto e mezzo… come l’intera versione dylaniana!). Ci pensa un esteso assolo di chitarra in crescendo a fare il grosso del lavoro, seguito da un altro del leader sul moog synthesizer e, nel mezzo, ulteriori variazioni strumentali.

Il resto del disco offre qualche buono spunto: “In the Beginning, Darkness” è un rock blues psichedelico che sa più di anni sessanta che settanta. “Pluto the Dog” è un breve strumentale dominato dal synth del leader e da un… bracco che abbaia, come il titolo giustifica. Il brano che intitola tutto l’album è un teso rock blues cantato da tre voci che si inseguono e rispondono. “Saturn, Lord of the Ring Mercury the Winged Messenger”, altro strumentale pretenzioso sin dal titolo e pluripartito, sa molto di colonna sonora di una pellicola avvincente. “Earth, the Circle” è scomposta in due parti ma con la seconda che precede la prima, così, tanto per essere estrosi. La “part 1” è pure cantata, da Mann stesso e sa di vecchi Pink Floyd.

Ennesima esponente di quella lunga serie di opere sessanta/settantiane che dimostrano come una volta si riuscisse a pubblicar musica che talvolta indulgeva assai, senza che la casa discografica mettesse troppo i bastoni fra le ruote per tutti quegli assoli, quelle parti strumentali, quelle prolissità, “Solar Fire” sa di vecchi tempi (migliori) e della relativa libertà artistica che essi si portavano dietro. La versione in cd è chiusa dalla bonus track “Father of Day…” in versione singolo, ridotta a soli tre minuti… abominio! Bellissima la copertina interstellare.

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Riassunto del Bot

Solar Fire del 1973 segna il ritorno in grande stile di Manfred Mann's Earth Band nel panorama progressive rock, con un'incisiva reinterpretazione di Bob Dylan. L'album combina lunghe tracce strumentali ricche di assoli e sperimentazioni sonore, ricordando la libertà creativa degli anni '70. Tra brani vocali e strumentali, spiccano atmosfere evocative e tecniche musicali raffinate. La versione CD include una controversa ma breve versione singolo di Father of Day.

Tracce video

01   Saturn, Lord of the Ring / Mercury, the Winged Messenger (06:32)

02   Earth, the Circle, Part 2 (03:23)

03   Father of Day, Father of Night (09:55)

04   In the Beginning, Darkness (05:22)

05   Earth, the Circle, Part 1 (03:48)

06   Pluto the Dog (02:50)

07   Solar Fire (05:17)

Manfred Mann's Earth Band

Rock band britannica formata a Londra nei primi anni Settanta e guidata dal tastierista sudafricano Manfred Mann. Nota per le cover radicali (da Bob Dylan a Bruce Springsteen) e per l’uso distintivo di sintetizzatori analogici. Album di riferimento: Solar Fire, The Roaring Silence, Watch e Somewhere in Afrika.
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