Copertina di Mario Bava Black Sabbath - I Tre Volti Della Paura
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Per appassionati di cinema horror, fan di mario bava, cult movie lovers, amanti del cinema italiano vintage e curiosi delle origini del metal
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LA RECENSIONE

Solo per il fatto che Tony Iommi & Geezer Butler scelsero il nome della loro band in onore di un film italiano, questo è un capolavoro.

Solo per il fatto che c'è Boris Karloff, che per me potrebbe essere pure il mediano di spinta dello Sparta Praha dei tempi di Ferenc Puskàs - ma se il nome a malapena mi dice qualcosa vuol dire ch'è un grande attore - questo è un capolavoro.

Solo per il fatto che il martedì mattina (perchè al massimo un film lo vedi il lunedì notte) a lavoro dici "ieri ho visto Black Sabbath", la gente ti risponde "ah, Live in Paris 70?", e tu fai "no, Mario Bava anni 60" gustandoti la loro espressione dubbiosa, questo è un capolavoro.

O forse solo perchè volevo inserire il nome Black Sabbath nella mia paginetta, ma "volevo farlo strano".

PS: No riassunti fiume, no significati intrinzeki, no superpippe VS mociovileda ma un solo, grande messaggio: bella gnocca la biondona.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Black Sabbath - I Tre Volti Della Paura' di Mario Bava come un capolavoro cult degli anni '60. Vengono evidenziati riferimenti musicali, la presenza iconica di Boris Karloff e l'attrattiva nostalgica del film. Lo stile è leggero e ironico, senza pretese analitiche, valorizzando l'aspetto emozionale e di culto dell'opera.

Mario Bava

Mario Bava (Sanremo, 1914 – Roma, 1980) è stato regista e direttore della fotografia italiano, figura cardine del gotico e del giallo all’italiana. Ha firmato opere che hanno influenzato horror, thriller e fantascienza, con un uso esemplare di luci, colori ed effetti artigianali.
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