Copertina di Markus Floats Third Album
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Per appassionati di musica sperimentale, jazz contemporaneo e elettronica, amanti di sonorità innovative e fusioni di generi
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LA RECENSIONE

Astrarre, trarre fuori, cesellare ma non incasellare, lasciare i frammenti in un unico fluviale sincopato godimento auricolare: tutto questo insieme, in un mero avvicendarsi d'albe e tramonti.

Un unico, indissolubile e indissociato, spazio. Un incessante movimento, inafferrabile e indicibile.

Rimescolare, come precipuo coadiuvatore di insanie, elementi disparati.

L'arte combinatoria: far del complesso un semplice, non già dimentico ma già da sempre in esso acquietato.

Un frantumato e instabile movimento.

Cos'è mai? Jazz-tronica?

Chissà.

Ma è un sano esercizio, un decuplicato derubricarsi di generi, tutti assieme imbutati in un'operetta, agile e ammaliante.

Un apprezzabile sedimento, forse il più apprezzabile, dell'anno che già vespreggia.

Au revoir, mes amis. Je suis heureux de mourir, enfin.

Così par dire, tacendo, il cielo dell'occaso dicembrino.

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Riassunto del Bot

Il terzo album di Markus Floats si presenta come un fluido e sincopato viaggio sonoro che fonde jazz, elettronica e altri generi in una miscela unica e ammaliante. L'album si distingue per la sua sperimentazione e per la capacità di trasformare il complesso in qualcosa di godibile e personale. Un'opera che riflette un costante movimento e una raffinata combinazione di elementi disparati, un esercizio musicale apprezzabile e sorprendente.

Tracce

01   Forward (06:18)

03   Forward Again (02:57)

04   Always (06:45)

05   Moving (02:19)

06   Forward Always (07:32)

Markus Floats


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