Copertina di Massacre Funny Valentine
macaco

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Per appassionati di musica sperimentale, avant-garde e free rock, ascoltatori curiosi di sonorità non convenzionali
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LA RECENSIONE

Secondo disco in studio per il progetto Massacre, dopo 17 anni dal loro esordio "Killing Time" (1981). L'unica cosa semplice è la formazione: chitarra, basso, batteria; rispettivamente Fred Frith, Bill Laswell e Charles Hayward che sostituisce Fred Maher. Tutto il resto non riesco a desciverlo, perdonatemi, ma non sono un poeta e neppure un coglione.

Solo un consiglio: ascoltatelo una sola volta, con molta attenzione, magari anche con pausa caffé, e poi archiviatelo, non riascoltatelo piú, non cercate di volerlo capire, di sventrarlo in mille ascolti per vedere se trovate qualcosa in piú, perché non c'é niente di piú, "Funny Valentine" è cosí come si presenta, senza ambiguitá, senza trucchi, senza finzioni.

Avete mai provato a raccontare un sogno mostrando solo il sudore del vostro viso?

De-generi: free-post-avant-improvised-sperimental Rock

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Riassunto del Bot

Funny Valentine è il secondo album in studio di Massacre dopo 17 anni di attesa. La formazione tradizionale nasconde una musica complessa e difficile da interpretare. La recensione suggerisce di ascoltarlo una volta con attenzione e poi accettarlo per ciò che è, senza cercare significati nascosti. L'opera si presenta senza trucchi e ambiguità, offrendo un’esperienza sonora pura.

Tracce

01   Leaf Violence (04:43)

02   Down to Five a Day (04:42)

03   Lizard-Skin Junk-Mail (05:26)

04   Ladder (11:30)

05   South Orange Sunset (04:13)

06   Six-Cylinder Sinister (05:21)

07   300 Days in the Vacant Lot (07:34)

08   Say Hey Willie (02:14)

09   Talk Radio (03:48)

10   Well-Dressed Ripping Up Wood (04:22)

11   Further Conversations With White Arc (06:25)

Massacre

Trio/progetto citato nelle recensioni di DeBaser: Fred Frith (chitarra), Bill Laswell (basso) e inizialmente Fred Maher (batteria). In Funny Valentine la batteria è affidata a Charles Hayward. Il primo album menzionato è Killing Time (1981).
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