01. Intro
02. Mr. Ice Cream Man
03. Time For A 187
04. 1/2 On A Bag Of Dank
05. Break 'Em Off Somethin' (Ft. UGK)
06. How G's Ride (Ft. Big Ed & Silkk The Shocker)
07. No More Tears
08. Ghetto Won't Change, The
09. Commercial 1
10. Playa From Around The Way (Ft. Mob B. Dick & Silkk The Shocker)
11. Sellin' Ice Cream (Ft. Mob B. Dick)
12. Time To Check My Crackhouse
13. Bout It, Bout It II (Ft. Mia-X)
14. Back Up Off Me
15. Never Ending Game
16. Watch Dees Hoes (Ft. Mob B. Dick, Mr. Serv-On, Silkk The Shocker & Tre-8)
17. Bout That Drama (Ft. Silkk The Shocker)
18. Killer Pussy (Ft. Mob B. Dick)
19. Things Ain't What They Used To Be (Ft. Mob B. Dick)
20. My Ghetto Heroes (Ft. Skull Duggery)
Nel 1996 la Priority Records, una delle case di produzioni più importanti della storia (avente alle spalle lavori importanti di personaggi del calibro di Snoop Dogg, Bad Azz, Ice Cube e Westside Connection), si dedica alla distribuzione dell'album Ice Cream Man, prodotto dalla No Limit Records. Questo è il nono album di Master P, un guru del panorama Dirty, vantando la bellezza del riconoscimento di album di platino, un prestigio negli anni 90, in cui le "lotte" tra gli artisti East, figli della vera prima cultura hip-hop, ed il resto d'America, ossia West Side e Dirty South imperversano nel panorama musicale.
L'album si districa in 20 tracce, e già questo potrebbe essere un problema, dato che il rischio di suonare monotono per l'intera durata del lavoro può essere un colpo letale al disco. Eppure, a mio parere, questo resta l'album inarrivabile per Master P in tutta la sua carriera: in 20 tracce riesce a suonare perennemente fresco, senza tornare mai sui suoi passi. Cosa vuol dire? Semplicemente che nessuna traccia risulta essere ripetitiva e le sonorità si differenziano di canzone in canzone, rendendo piacevole e mai noioso l'ascolto. Ma di che tracce siamo in possesso una volta che ascoltiamo quest'album? Diciamo che il Dirty South ambientato nel 1996 è ben diverso dal Dirty South che oggi imperversa per le strade ed i clubs di tutt'America dato che in questo lavoro non abbiamo a che fare con troppi bangs (i soliti cassoni spacca finestre), claps, liriche assenti e motivetti ripetuti per l'intera durata di una traccia, bensì musicalità soft, meno cupe dei classici eastside e westside del periodo, dai ritmi simil-funk e, a detta americana, "fresh". Inoltre una nota speciale va sicuramente al Flow di Master P, che è veramente coinvolgente, divertente e a tratti ipnotico, specie quando decide di schiacciare sull'acceleratore in tracce come "Break 'Em Off Something", dove il confronto arriva su una canzone con 2 leggende del Dirty, che tra il 92 ed il 96 affrontano il loro periodo di maggior successo, gli UGK appunto.
Le produzioni poi sono veramente interessanti perchè seguite passo passo dallo stesso Master P, che lascia solo a Ken Franklin la produzione dei pezzi "How G's Ride" e "No More Tears", quelle che veramente suonano in maniera più funk di tutto l'album e che secondo il mio parere sono le più belle dell'intero lavoro. Le altre, invece, come già detto, sono supervisionate da Master P, coadiuvato da B-Legit e Celly Cel. Ad accompagnare comunque quest'artista nel lavoro, oltre ai già citati UGK, troviamo anche grandi nomi come Big Ed, Silkk, Mo B e Tre-8, compagni di scuderia No Limit Records.
Detto ciò resta comunque una pietra miliare del Dirty South e l'ascolto di quest'album è d'obbligo per chi adora il genere e consiglio vivamente di scostarsi dalla solita attitudine del popolo Hip Hop di denigrare questi lavori a favore della cultura Eastside, perchè ascoltare ed ampliare la propria cultura musicale è un dovere per chiunque ami questo mondo. Pete Rock insegna!
Link Video-Singoli Estratti Dall'Album: