Copertina di Maurizio Bianchi Das Testament
IgnazioIgnazi

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Per appassionati di musica sperimentale, noise, industrial, e di riflessioni sociali ed esistenziali profonde.
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LA RECENSIONE

Sale operatorie, obitori, cliniche psichiatriche e fabbriche disumanizzanti. Ma ache centri commerciali pieni di zombies e, non dimentichiamolo, quel maledetto "fabbricastronzi" chiamato TV.

Una società soggiogata dal capitale mercificante e dalla tecnica al suo servizio.

Un nuovo totalitarismo.

Qualcuno ha detto che la poesia è morta. Qualcun'altro ha affermato che Dio ha fatto la stessa fine.

Tutto vero.

Se vi metterete all'ascolto di questo affresco sonoro composto da Maurizio Bianchi, converrete con me.

Alle volte non basta uscire di casa per capire che il "no future" è più attuale ora che non nel lontano '77. In certi casi è necessario ascoltare la cacofonia e il rumore inumano per pervenire ad uno sprazzo di lucidità e ottenere, nel giro di poco tempo, una panoramica agghiacciante del non mondo in cui non viviamo. Vegetiamo e basta.

La copertina non è apologetica di alcunché. E' un richiamo esplicito alle atrocità del ventesimo secolo. Atrocità che, in un modo o nell'altro, continuano ad essere perpetrate.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come 'Das Testament' di Maurizio Bianchi rappresenti un affresco sonoro inquietante e intenso che denuncia la società mercificata e disumanizzata. Con rumori inumani e atmosfere disturbanti, l'opera offre uno sprazzo di lucidità sulla realtà contemporanea dominata da caos e totalitarismo tecnico. La copertina richiama atroci eventi storici, sottolineando la perpetuazione delle sofferenze umane.

Tracce

01   Das Testament (Part One) (20:18)

02   Das Testament (Part Two) (23:29)

Maurizio Bianchi

Musicista italiano, pioniere della musica industrial e noise, attivo dagli anni '80 con produzioni basate su rumore, manipolazione sonora e atmosfere estreme.
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