I Maxїmo Park sono una buona realtà dell'indie rock di oltremanica. Emersi un paio di annetti fa (addirittura sotto Warp!) con un esordio molto piacevole ed interessante, quel "A Certain Trigger" ricco di melodie accattivanti ed azzeccate ma mai banali, provano a confermarsi con questo nuovo "Our Earthly Pleasures". Un lavoro che non stravolge le coordinate tracciate dal primo album, ma tenta di arricchire e (soprattutto) inspessire le sonorità dell'esordio con una maggiore patina chitarristica, a volte anche a discapito dell'immediatezza delle composizioni che risultano meno digeribili al primo ascolto rispetto a quelle dell'esordio.
Non fa certo parte di quest'ultima categoria il singolo "Our Velocity", gemma indie-rock invero parecchio immediata e che colpisce subito con un refrain di notevole impatto melodico; piacevole anche l'apertura "Girls Who Play Guitars", che mantiene il caratteristico passo "nervoso" delle composizioni di Smith e soci. Introdotta da un arpeggio di chitarra seguito dal basso pulsante di Archis Tiku, "Books From Boxes" è un episodio maggiormente riflessivo che si dipana sostenuto da una sei corde discreta e una tastiera appena accennata. La successiva "Russian Literature" (che nel titolo tradisce la natura filo-intellettuale del leader Paul Smith) è una canzone maggiormente frenetica e caratterizzata da continui cambi di ritmo, risultando alla fine della fiera fra le migliori del lotto. Torna a galla la vena intimista del combo di Newcastle, invece, in "Karaoke Plays", nonostante un ritornello che rialza il tono con la batteria in controtempo e le chitarre ben presenti; qua emerge, per esempio, la minor attenzione all'orecchiabilità di cui sopra (si rivela inoltre, come volevasi dimostrare, il pezzo più lungo del lavoro, più di quattro minuti...).
"Your Urge", invece, risulta piuttosto forzata con la sua melodia non particolarmente brillante e poco incisiva; al contario della successiva "Unschockable", cantato e riff veramente trascinanti (ritornello, invece, forse un po' troppo "tirato via"). "By The Monument" (intro alla "50 Special" dei Lunapop, provare per credere!!!) risulta il miglior episodio del disco; bellissimo pezzo che si rivela un comodo Bignami di come scrivere una perfetta canzone pop, fra claphands azzeccatissimi e una melodia che rasenta la perfezione. Sarebbe un singolo da sballo. La successiva "A Fortnight's Time" spinge sull'acceleratore puramente indie puntando su un ritmo "sparigliato" e una discreta apertura melodica nel ritornello; chiudono "Sandblasted And Set Free" (monotona ed eccessivamente ruffiana -peccato perché l'idea del parlato in risposta al cantato nella strofa è ottima, ma è rovinata da un refrain veramente troppo paraculo) e "Parisian Skies", che congeda l'ascoltatore senza mescolare troppo le carte.
Un buon lavoro, questo dei Maxїmo, che mostra un combo in crescita e conferma quanto di buono metteva in mostra "A Certain Trigger" mostrando speranzosi segnali di crescita. Bella conferma.
Maximo Park hanno il merito di provare a tenere alta la qualità della loro musica senza stravolgerla per tentare di piacere a tutti.
Con "Our Earthly Pleasure" si confermano una band "adulta" che, probabilmente, non sarà considerata solo una meteora.