Copertina di Michael Mann ManHunter - Frammenti di un omicidio
eletto1987

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Per appassionati di thriller psicologici, cult movie anni '80, fan della trilogia di hannibal lecter, cinefili alla ricerca di film intensi e atmosferici
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LA RECENSIONE

Tre anni dopo aver lasciato il corpo di polizia, Will Graham (un giovane William Petersen non ancora capo della scientifica di las Vegas), viene convocato nuovamente per contribuire alla cattura di un pericolosissimo serial killer, "Tooth Fairy" (dente di fata), il quale agisce nelle notti di luna piena e ha sterminato e torturato (nel suo modus operandi rientra l'inserimento di schegge di vetro nelle pupille) già due intere famiglie. Dotato di un sesto senso, Graham non ha mai usato metodi convenzionali per le sue indagini e per questa nuova sfida si affiderà anche al dottor Hannibal Lektor, noto psichiatra con tendenze cannibaliche, da lui stesso arrestato prima del suo pre-pensionamento...

Riduzione cinematografica più o meno fedele di "Red Dragon" di Thomas Harris, questa pellicola è spesso ricordata di riflesso, offuscata dal remake ("Red Dragon") con i bravissimi Edward Norton e Ralph Fiennes. Quest'ultima versione, indubbiamente bella, si distacca notevolmente, tuttavia, da quella che sto recensendo, avendo una minore introspezione psicologica, che lascia il posto ad un tessuto tipico del thriller americano, con i suoi tempi e le sue caratteristiche. Anche la figura del serial killer, dente di fata, è ritratta in modo diverso: freddo e calcolatore nel film di Mann, impacciato e catatonico nella versione di Ratner.

Ma la differenza più grande risisede nella figura, marginale e centrale allo stesso tempo, del dottor Lektor\Lecter: iconografica è la caratterizzazione che ci regala lo straordinario Anthony Hopkins e il suo gelido sguardo; Mann, invece, depotenzia nel suo film la figura dello psichiatra, seppur ben interpretato da Brian Cox, privandolo di quella doppia natura e di quel carisma a cui ci ha abituato, invece, Jonathan Demme.

Nonostante il paragone, inevitabile, con il suo remake, il film di Mann è unico e a sè stante: in Mann c'e la perfetta padronanza dei mezzi tecnici, una mirabile accuratezza nella creazione di situazioni angoscianti e di estrema tensione emotiva. Dente di fata (un bravissimo Tom Noonan) è spesso inquietante, nonstante le sue efferate azioni siano maggiormente accennate che nel remake.

Splendida è la fotografia di Dante Spinotti, che ci regala delle ambientazioni oscure e malsane, scorci mozzafiato e inquadrature di buonissima fattura; buona anche la colonna sonora, tra cui spiccano gli Iron Butterfly che accompagnano con il loro brano le scene finali.

Un film molto interessante per gli amati del thriller e per gli estimatori della trilogia lecteriana: un'opera diretta ed essenzale, tanto da apparire grezza se paragonata alla patinata versione moderna, ma di sicuro effetto e dalle atmosfere sicuramente affascinanti.

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Riassunto del Bot

ManHunter di Michael Mann si propone come un thriller psicologico intenso e angosciante, ricco di atmosfera e tensione emotiva. Sebbene spesso oscurato dal più noto remake Red Dragon, conserva una forte introspezione dei personaggi, soprattutto rispetto alla figura di Hannibal Lecter e del serial killer Tooth Fairy. La pellicola si distingue per la fotografia di Dante Spinotti e una colonna sonora suggestiva. Un film grezzo ma estremamente efficace, ideale per gli amanti del genere e della trilogia lecteriana.

Michael Mann

Regista, sceneggiatore e produttore statunitense nato a Chicago, autore di crime/thriller eleganti e urbani. Ha firmato titoli come Thief, Manhunter, Heat, L’Ultimo dei Mohicani, The Insider, Collateral, Miami Vice, Public Enemies e Blackhat.
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