Miles Davis
E.S.P.

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Salve a tutti, questa è la mia prima recensione (o rece, come volete) su un sito internet. Brevemente mi presento: ho 25 anni e sono un VERO amante della Musica. Non ho preconcetti e mi reputo un ascoltatore "totale", anche se il mio grande amore è il Jazz, seguito dalla Classica e dal Rock. Ho studiato pianoforte da bambino e ho cominciato in tempi più recenti a studiare batteria in seguito ad una folgorazione: il mio incontro (metaforicamente parlando) con il grande Tony Williams, a mio avviso il più geniale e sconvolgente batterista di tutti i tempi. Guardacaso, il batterista presente nell'album che mi volgo a recensire.

A soli 17 anni, nel 1963, entra nella formazione di Miles Davis per rivoluzionare, insieme a quel gruppo di geni, l'approccio ritmico-melodico-armonico alla musica improvvisata. Stiamo parlando del cosiddetto "Second Great Quintet" di Miles Davis, comprendente Wayne Shorter al sax tenore, Herbie Hancock al piano, Ron Carter al contrabbasso e, appunto, l'enfant prodige Tony Williams alla batteria. Questa band si differenzia enormemente dal "First Great Quintet" di Miles, nelle cui file militò un John Coltrane ancora alla ricerca di una sua strada personale ma già in possesso di una straordinaria, potentissima voce. Il primo gruppo, più "classico" nell'approccio al jazz: nel repertorio, nella costante presenza di un centro tonale, nell'ordine degli assolo e nelle sonorità. Il secondo più innovativo, in costante ricerca. Forte della presenza di una sezione ritmica di giovani leoni quanto mai predisposta a sperimentare e spingersi oltre, e grazie anche alle numerose composizioni di Wayne Shorter, Miles potè sfruttare al meglio la sua leadership carismatica e condurre questo gruppo in territori vergini. Ecco la "filosofia" di questo gruppo, come esposta da Miles nella sua autobiografia (che consiglio a tutti!): "Se io ero l'ispirazione, la saggezza e il tessuto connettivo per quella band, Tony era il fuoco, la scintilla creativa, Wayne era la persona delle idee e Ron ed Herbie erano le ancore.".

Dopo queste doverose premesse, possiamo cominciare a parlare di "E.S.P.", album del '65, primo da studio di questo gruppo. "E.S.P.", la title-track che apre il disco (frutto della penna di Shorter), é un pezzo veloce che rende subito chiaro che tutto è cambiato rispetto a prima... il ride cymbal (il piatto della batteria deputato alla scansione ritmica) non scandisce più il ritmo swing, se non per accenni; il basso non si limita a suonare i quarti, ma opera contrappuntisticamente; il piano mette in atto dei voicing volutamente scarni e secchi, evitando eccessive risonanze per non impastare i suoni e per lasciare maggior spazio ai solisti; i fiati infine, tirano fuori melodie spezzettate dal fortissimo incipit ritmico. Il primo assolo é del sassofonista, ed é subito in evidenza il peculiare modo di suonare glissato, strisciante, allusivo di Shorter. Qualcuno all'epoca disse ironicamente che il suo stile era simile alle uova strapazzate... Il suo controllo dei contrasti dinamici (potenza e volume nell'emissione del soffio) é davvero magistrale. Seguono Miles con un assolo veloce, pieno di note alte ed Herbie Hancock, che mette in evidenza soprattutto la mano destra. Basso e batteria rendono propulsivo il brano dall'inizio alla fine. La seconda traccia, "Eighty-One" (di Ron Carter), é uno stranissimo blues-non blues dal ritmo boogaloo. Miles sfodera un assolo pieno di groove, cui segue uno Shorter nel registro medio-basso con un suono che talvolta ricorda il miglior Coltrane (ma Wayne é artista a sè, ed é uno sbaglio accostarlo stilisticamente a John). Prende il testimone Herbie Hancock con la solita classe; molto molto funky il suo assolo!

Terza traccia del disco, "Little One" di Herbie Hancock apre lentamente in una nuova atmosfera, realmente lirica e di un triste non patetico, che definirei "pensoso". Assolo minimalista di Miles, cui segue un autentico capolavoro di Shorter...la sua scelta di note, il timbro che ottiene, l'occasionale nota bassa, a volte rauco. Eccezionale! Segue il piano, con uno stile quasi alla Chopin, con sottofondo di Ron Carter che aggiunge molta tensione con un pedale di note ripetute al contrabbasso. Quarta traccia, "R.J." di Ron Carter, é un medium-tempo che, dopo un'apertura intricata, si rivela relativamente convenzionale rispetto al resto dell'album, anche se un bell'assolo di Shorter la rende comunque interessante. Arriviamo al momento più geniale dell'album: "Agitation". Tutto ha inizio con uno stupefacente assolo di batteria di Tony Williams, che senza alzare troppo la voce riesce a creare un dedalo di cambi di tempo, ritmo, pause, cadenze... il tutto con una trasparenza di suono e una pulizia assoluti. Imparerete a memoria e amerete ogni dettaglio di questo affresco sonoro! Entrano gli altri strumenti e ognuno fa mirabilia... godetevi la pura genialità dell'interplay di questi giganti! Il basso merita particolare menzione; ascoltatelo attentamente, in particolare l'improvvisa fuga solitaria che prende quando ormai il brano si é concluso. Un estemporaneo lampo di creatività! Ed ecco "Iris", la perla compositiva dell'album, uno dei più bei pezzi di Shorter. A tratti commovente, é intrisa di altissimo lirismo, che giunge allo zenit negli assoli di Hancock e del compositore. Ultima chicca, "Mood" di Ron Carter; pezzo molto lento, lamentoso (ma non petulante), si basa su un ritmo ripetitivo e "rassegnato". L'assolo di Miles riesce a essere l'immagine musicale perfetta della disperazione e della perdita di ogni speranza. Una nota acutissima arriverà come una stilettata dritta nel cuore... una specie di morte dell'eroe, ormai privo della forza di combattere. Seguono Shorter e Hancock, che pur non raggiungendo in questo caso tali vette espressive, mantengono comunque alta la tensione e il pathos. Notate come Carter e Williams suonino sempre statici senza però mai rendersi noiosi. L'interesse e la tensione restano alti.

Chiudo con un consiglio da amico: procuratevi assolutamente TUTTI i dischi studio di questo incredibile quintetto.
1)"E.S.P." 1965; 2)"Miles Smiles" 1966; 3)"Sorcerer" 1967; 4)"Nefertiti" 1967; 5)"Miles In The Sky" 1968. Solo dopo vi consiglierei di avvicinarvi a "Filles De Kilimanjaro", "Water Babies" o "Circle In The Round". Per apprezzare le origini di tanta intesa musicale, consigliatissimi i precedenti album live degli anni 1963-64 (con George Coleman o Sam Rivers al posto di Wayne Shorter): 1)"In Europe"; 2)"My Funny Valentine"; 3)"Four & More"; 4)"Miles In Tokyo"; e (con Shorter) 5)"Miles In Berlin". Decisamente Miles non significa solo "Kind Of Blue" o "Bitches Brew"!!!

Questa DeRecensione di E.S.P. è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/miles-davis/esp/recensione

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Ultimi Cinquanta commenti su NovantaSei

happypippo
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SECONDA PARTE: Charlie Christian nell'orchestra di benny Goodman fu un precursore del bop anche se non come Lester Young. Esiste un eccellente cd columbia che raccoglie tutto il bene che ha fatto all'umanità, compreso Air Mail Special. Direi che Goodman va ascoltato più nei suoi quartetti con Hampton Teddy Wilson e Genio Krupa ma ovviamente un bel riassunto orchestrale è una lezione di swing. Ndamo all'era moderna: CHARLIE PARKER the complete DIAL recordings, the CoOMPLETE SAVOY RECORDINGS e un bel verve n.8 mi pare, quello con now's the time.
LENNIE TRISTANO: assieme a delle tracce di un combo di Warne MArsh ci sono i brani assoluti del maestro, tra cui WOW e CROSSCURRENT (il cd si chiama crosscurrent). Lee Konitz ne consegue: quindi Assolutamente le registrazioni Prestige, il verve con KArhy's Trance e Motion mi sembrano belle partenze per il maestro unico contraltare di Parker. Per le trombe più che Gillespie direi Fats Navarro on Blue Note

GonzoBiputre
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mi compiangi se mi butto sulla fica? uno scannafiche come te?

GonzoBiputre
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l'ARGOMENTO CON LA A MAIUSCOLA è LA FICA. L'ARGOFICA.

Bartleboom
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..beh ..se lo dici tu mi fido! e, comunque, sarai pure un pezzo di merda, ma stai sempre a litigare con tutti!:DDD

happypippo
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p.s.: il verve di Konitz è Lee Konitz on Hi-Fi ed è un Atlantic, scusate. Aggiungerei iil divertente atlantic Lee Konitz e Warne Marsh con Donna Lee di Parker al fulmicotone, anticipando o ritardando di una croma il tema creano uno sfasamento diabolico. Se dobbiamo dare retta alle scempiaggini che storicizzano il jazz secondo ere, allora ci troviamo nel Cool. Quindi Birth of the cool di Davis, se proprio no se ne può fare a meno Mulligan (solo con Baker però)

happypippo
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io NON SONO uno scannafiche per niente ragazzi

Bartleboom
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Lista troppo lunga 'pippo!!..facciamola che più grezza non si può: dimmi 3 CD 3 che posso trovare in un buon negozio di dischi (non specializzato) che un essere umano DOVREBBE avere!Faccio la stessa richiesta a Contemplazione.. (così poi me li compro e nomino il vincitore!!:DDDDD!!)

47
47
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con le mie disponibilità attuali andare a caso sarebbe un po' uno sparo nel buio...
Ho speso molto per dischi non propriamente imprescindibili...

47
47
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approfitterei della lista per Bartleboom, quindi :-)

47
47
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con le mie disponibilità attuali andare a caso sarebbe un po' uno sparo nel buio...
Ho speso molto per dischi non propriamente imprescindibili...

happypippo
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the shape of jazz to come Ornette Coleman, Kind of Blue Miles Davis, Coltrane (quello Impulse) di ...Coltrane: tutti a dieci dico dieci euro

happypippo
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esiste emule, comunque

Bartleboom
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Perfetto!!..a dir la verità Kind Of Blue già me lo sono mandato a memoria.. diciamo che mi sono un po' portato avanti col lavoro!:D! un'ultima domanda: perchè non A Love Supreme?!

Hal
Hal
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Beh a me la recensione non è dispiaciuta e poi ha suscitato una bella discussione in cui fioccano nomi e titoli di dischi interessanti ... per quel che serve ne aggiungo un paio anche io "Tenor Madness" di Sonny Rollins (duellante con Coltrane), Lady in satin di Billie Holiday e un disco di Monk magari "Thelonious Monk Trio", perché questi? perché molti sono già stati citati, perché sono bei dischi e perché ci sono affezionato. Haloa

happypippo
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perchè per me è più storico che bello

Contemplazione
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47 non aveva chiesto quali sono gli album jazz storicamente più importanti, (Armstrong, Morton, Ellington, Beiderbecke, Basie, Tatum ecc. ecc.), ma solo qualche album con cui accostarsi a questa musica! La mia lista di prima resta valida, ma mettiamola così: se potessi salvare dalle fiamme solo 3 (facciamo 4) oggetti dal mio reparto jazz, sceglierei questi meravigliosi cofanetti che rappresentano dei veri e propri work in progress dal vivo dei gruppi a mio avviso più evoluti: 1)Miles Davis-The Complete Live At The Plugged Nickel 1965 (8cd, con il QUINTETTO); 2)John Coltrane-The Complete 1961 Village Vanguard Recordings (4cd, con il QUARTETTO + Eric Dolphy); 3)Bill Evans-The Complete Live At The Village Vanguard 1961 (3cd, con il TRIO. Racchiude "Waltz For Debby" e "Sunday At The Village Vanguard", più una traccia inedita, e ripristina l'ordine del concerto); 4)Keith Jarrett-At The Blue Note The Complete Recordings 1994(6cd ,con il TRIO. L'apice di Jarrett "jazzista"). Se però avessi trenta (anzi 40) euro a disposizione, andrei a comprarmi: 1)Miles Davis-Kind Of Blue; 2)John Coltrane-Crescent; 3)Michel Petrucciani-Trio In Tokyo

GonzoBiputre
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tu happypippo sei uno scannafighe, li leggo i tuoi post...comunque non mi dimenticate THE INCREDIBLE JAZZ GUITAR DI WES MONTGOMERY e BIRTH OF THE COOL DI MILES DAVIS: FONDAMENTALI

Contemplazione
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@pippo: ma che razza di frase demente é questa?: "la scuola del jazz ha sempre dato pessimi frutti e lo so per esperienza." quale scuola? quali pessimi frutti? quale esperienza? il pessimo frutto mi sembri tu...ma non credo sia colpa del jazz

happypippo
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tu sei un esempio, per esempio

happypippo
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sei anche batterista vedo...mmmm...ti sfido a duello...occhio a non essere così precisino sullo strumento però...tra l'altro vedo che hai tralasciato il jazz classico nei tuoi suggerimenti, specie il dixieland, che notoriamente è il più amato dai non ascoltatori di jazz...

47
47
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grazie mille a tutti. @contemplazione: che pensi di Allan Holdsworth? (anche se non fa propriamente jazz...)

alessioIRIDE
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vai happy... studiare fa male alla propria musica, che altro non è che espressione della propria personalità (se qualcuno t'insegna la tua personalità diventa quella della persona che ti ha insegnato). non so se sto discorso vale per il jazz (sicuramente no per la classica), ma nella musica rock è pura verità. studiare fa male e spesso è bello comprare un disco perchè la copertina ti affascina.

alessioIRIDE
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sorry...sicuramente vale per la musica classica.

happypippo
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io studio, anche se sono uno svogliato. non è lo studiare in sè che è un male anzi, è una grande occasione per incontrare idee, stimoli etc. ma bisogna personalizzare e scegliere gli studi: (consiglio a Contemplazione per quanto riguarda la batteria-come insegna Gary Chaffee bisogna scegliere ciò che si vuole studiare o perfezionare e ciò in cui si è limitati, io nei colpi doppi sono un talento quindi non li studio mai e invece mi scasso le palle col pedale). La copertina non è l'unico elemento decisivo ma, specie per i dischi antichi, fa parte di un cotè che aggiunge modifica valore al disco. Come si fa ad ascoltare un blue note con le sue incisioni così profonde senza entrare nelle cavernose immagini di Francis Wolff? io credo che il tempo modifichi la percezione delle cose, il tempo e la cultura.

Contemplazione
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@47: devo dirti la verità, in primo liceo ho fatto una tale full immersion di chitarristi virtuosi che forse ho fatto un pò indigestione...so che é un ottimo strumentista, ma il prog-rock e/o la fusion al testosterone non sono proprio il mio terreno preferito. Ad esempio riguardo John McLaughlin, i primi due album della sua Mahavishnu Orchestra sono eccezionali, ma in seguito solo tecnica e decibel, tecnica e decibel...e l'Arte? Chissà dove, lontana. Però se ti va di consigliarmi un disco di Allan, da solista o con i gruppi che ha avuto, mi farebbe piacere e magari lo rivaluto! Che ne pensi invece di Scott Henderson, o Wolfgang Muthspiel?

47
47
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Anche io non sono affatto nel genere a dire il vero (il secondo che mi citi non l'ho mai sentito nominare..), ma fino a futura smentita da parte di artisti di maggiore spessore a me ignoti, considero Allan il massimo guru in materia di chitarrismo virtuoso, grazie al suo timbro particolarissimo e allo stile "virtuosisticamente vellutato" (i passaggi più veloci sono leggeri e piacevoli, a mio parere). Consiglio I.O.U del 1982 il secondo album solista. eventali indirizzamenti verso ascolti costruttivi sono sempre ben accetti, il mulo lavora a pieno regime in questi giorni :-)

Contemplazione
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@pippo: completamente d'accordo per una volta! Però hai un pò modificato il tuo pensiero originario; prima dicevi a 47 di fidarsi delle copertine per farsi guidare nella scelta di un disco da acquistare, ora dici che non é un elemento decisivo ma che può aggiungere valore al tutto. Praticamente dici ora le stesse cose che dicevo io tempo fa quando mi attaccavi...diciamo che sei rinsavito! P.S: grazie del consiglio batteristico, in effetti é quello che cerco di fare anch'io...tra l'altro, pure io mi trinco le balenghe col pedale, azz!!

happypippo
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ian carr: belladonna, con un giovane allan oppure Feels good to me di Bruford con un gran kenny wheeler e annette peacock; holdswort era chitarrista nei lifetime degli anni 70 80 ma se ami il genio di tony williams (scoperto non da Miles ma da Jackie McLean) ti passa la voglia, lì imita billy cobham

happypippo
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lo ho vsto dal vivo, l'alieno. è un gigante con delle mani che coprono una mezza tastiera, ecco perchè fa quei cazzo di legati da marziano Holdsworth!

MuffinMan
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happypippo ma Williams non fu scoperto da Dorham? tant'è che il primo disco in cui appare come sideman è proprio "Una Mas" di Kenny?

happypippo
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McLean; aveva 17 anni. il disco vertigo (postumo della blue note) lo prova; se on erro. Va da sè che in quel disco c'è Dorham alla tromba. Mi pare che sulla biografia di Miles a cura di Quincy Troupe lo si dica. Verificherò

happypippo
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One Step Beyond (1963)poi Vertigo poi Una Mas

happypippo
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McLean ebbe moltissimi collaboratori famosi, ed era noto per avere un non comune fiuto nel sceglierli tra i giovani: la sassofonista Tina Brooks, il pianista Larry Willis, il trobettista Bill Hardman, e il tubista Ray Draper sono solo alcund delle sue scoperte degli anni 1950 e 1960s, così come i batteristi Tony Williams, Jack DeJohnette, Lenny White, Michael Carvin, e Carl Allen che con McLean si fecero le ossa. Nei suoi gruppi degli ultimi anni, che erano principalmente composti da elementei tratti dai suoi corsi ad Hartford, militarono spesso il trombonista Steve Davis (trombonista) e il figlio René. (wikipedia). NON SI ESCHIERZA CON HAPPY

Contemplazione
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@pippo: "NON SI ESCHIERZA CON HAPPY"??? Sborone!! Innanzitutto non era roba tua perchè sei andato su wikipedia e hai fatto copia e incolla, sono buoni tutti, secondo SI SCHERZA ECCOME CON HAPPY, perchè Tina Brooks é UN UOMO, non una donna! 'gnuran...devi sapere che il suo nome é Harold, ma siccome da ragazzo era molto magrolino gli affibbiarono il soprannome "Tiny", successivamente storpiato in "Tina", che gli rimase appiccicato. Se non sai chi é, significa, ed é grave, che non conosci neanche un disco importante come Open Sesame di Freddie Hubbard del '60, suo debutto per Blue Note, cui partecipa da secondo protagonista e da compositore il nostro Tina, per l'appunto. Già che ci sei sentiti il suo lavoro migliore, registrato da leader, sempre per Blue Note, appena sei giorni dopo Open Sesame. E' uno dei capolavori dimenticati del catalogo Blue Note: True Blue, e anche Tina é un'artista dimenticato purtroppo, come dimostrato dal fatto che manco tu che fai lo sborone lo conosci. Basta, non hai più diritto alla sborata...(caduta di stile!almeno non mi dirai più che sono precisino) Studia! Ma non solo su wikipedia, sui dischi.

happypippo
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c'è scritto che è wikipedia lo ho scritto chiaro e tondo. lil transgender tina brooks era un errore di wikipedia, conosco il brutto True Blue. senti, invece di trascrivere le note di copertina di kind of blue perchè non la smetti di fare il maestrino o devo spedirti i miei migliaglia di migliaglia di vinili a casa?o un paio di occhiali?

happypippo
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open sesame ce l'ho...e non mi piace

happypippo
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tina brooks era un modesto tenorsassofonista che solo il revisionismo del terzo millennio ha rivalutato in maniera delirante

happypippo
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leggiti le mie recensioni di jazz, che perlomeno sono farina del mio sacco

happypippo
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no se eschierza con happy era la citazione della battuta di jesus quintana su il grande lebowski...film che manco saprai dove si trova immagino


se leggi dopo la frase "e suo figlio Rene'" troverai una cosa strana, si chiama parentesi; dopo la parentesi c'è scritto wikipedia. poi dopo wikipedia c'è una parentesi ma rovesciata

Bartleboom
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..ehh.. certo che tra voi due è stato proprio amore a prima vista, eh?!?

Contemplazione
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@pippo: Ho visto il grande Lebowski, e non mi é piaciuto. Non riesco a farmi piacere le vicende di un povero sfigato mentecatto, neanche in chiave metaforica (don Chisciotte et similia idem) figurarsi ricordarmi la frase del film. Open Sesame ho detto che é importante, non bello, e non direi che Tina Brooks era mediocre, o che True Blue sia brutto. Lui ha uno stile molto virile e un timbro non banale. L'album é un interessante mix anche grazie alla presenza di un senior come Duke Jordan al piano (che militò in uno dei quintetti più importanti di Parker), che non é male per niente (anche se Miles disse peste e corna di lui). Riguardo Kind ho cercato di mettere qualche informazione "simpatica" e accattivante per il NEOFITA, e l'aneddoto di Gragg Allman, tratto dalle note di copertina faceva al caso! Basta sentire comunque il bellissimo The Allman Brothers Band At Fillmore East (Deluxe Edition) per rendersi conto che non sono solo chiacchiere di Robert Palmer! In Mountain Jam (33'39'') Gregg Allman suona in modo squisitamente modale. D'altronde la non-recensione si rivolge espressamente ad un pubblico che ha dimistichezza magari solo col rock, e che magari prova un pò di timore reverenziale (chissà perchè)ad avvicinarsi al jazz. Sottolineare punti di contatto tra un musicista "dei loro" e uno "dei nostri" può essere utile per accorciare le distanze culturali, e quindi facilitare lo scambio reciproco! Leggerò volentieri le tue recensioni e sono sicuro che troverò competenza, passione e spunti interessanti. Facciamo pace pippo

happypippo
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lo sapevo che non ti erapiaciuto; il film non è la storia di uno sfigato (che non è mentecatto) ma come vuole la tradizione dei fratelli coen è un gioco metacinematografico sui generi filmici e letterari (in questo caso Chandler). Oltretutto contiene il racconto di una vicenda umana di un perdente nella lustra America del 92, durante la guerra del Golfo (la prima non la seconda). I perdenti sono la cartina di tornasole di una società che divora, appena può, i suoi figli non allineati. Una girandola di battute, caratterizzazioni sublimi (oltre ad un Jeff Bridges diverso dal solito le confermè John Goodman e Steve Buscemi) e uso di linguaggi e citazioni multistrato. Contemplazione, tu tratti gli altri da deficienti e non hai ancora ammesso di non aver notato che la mia quota citava la fonte, Wikipedia. Questo è un brutto trip un brutto trip davvero...il tuo happycazzone Drugo (ora chiudo che sto provando,ero in pausa)

trickykid
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fate quel che volete, dite quel che volete, accapigliatevi pure su un do#, ma i FRATELLI COHEN non si toccano!!

GonzoBiputre
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Contemplazione
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Ciao Doppio Putrido...ho molto apprezzato la tua parafrasi ficale della mia presentazione, dimostri una fantasia fuori dal comune e ottimi gusti (18enne, 19enne, 20enne...cosa c'é di meglio?)! Poi vedo che ti piace Wes Montgomery, bravo! Comunque happypippo non mente: sicuramente NON é uno scannafiche...

happypippo
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certo che non lo sono. perchè a te piacciono quelli che vanno in giro a vantarsene? ho le mie relazioni, normali. anche se sono bello

coolermaster
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Io invece sono un cesso, una figa non la vedo da anni, anzi a volte gli amici mi fanno un disegnino per farmela ricordare... Mi consolo con la musica, di ogni tipo e sorta, compreso il Jazz...sono sempre stato un Melomane..La recensione è molto buona tranne forse qualche ingenuità... e dimostri caro Contemplazione molta competenza e passione... Se poi avessi il tuo "six pack" e i tuo ipettorali anziché scrivere stronzate su sto sito starei con la sopracitata fica a scopare come un mandrillo (come faceva il Dio Miles) ascoltando una compilation con su "mika", "suzanne Vega" e le Greatest Ballds degli Scorpions.... "Ma chi l'è che va avanti e indrio con quella porta, Dio....." Saluti
ESP è molto molto buono, anche se nn un dei miei prefeirti di Miles

Contemplazione
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Che piacere una visita tardiva alle proprie rece, grazie mr. cooler! Mi perdonerai le ingenuità, ma era la mia prima recensione e l'onda dell'entusiasmo mi travolse ;-) Sul discorso fica penso che una cosa non escluda necessariamente l'altra! Comunque mi annoia molto andare per locali in cerca, preferisco di gran lunga cuccare in giro per concerti, mostre, teatri...e si trovano donne molto affascinanti, che ti prendono pure di testa oltre che di faggio! D'ora in poi però dovrò rigare dritto, sto andando a convivere ;-)

Contemplazione
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Lo metto o non lo metto un 5 all'album dopo essermelo riascoltato? Lo metto tutta la vita!!

Dr.Adder
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Salve a tutti...ho scoperto di essere anche io un fake di Contemplazione.
Purtroppo non ho più 25 anni, da piccolo ho studiato anche io per due anni pianoforte ma successivamente ho smesso perchè volevo suonare la batteria, ma poi non l'ho fatto perchè volevo diventare astronauta, poi però volevo diventare scrittore di fantascienza.
Ho scritto qualche racconto e un libro ma francamente erano delle "ciofeche".
Volevo studiare informatica ma poi ho fatto chimica.
Volevo...ma poi ho scoperto che e sono diventato...vabbè questa la metto tra le mie recensioni preferite per la sua spontaneità e simpatia ma soprattutto perchè mette subito in evidenza le doti contemplative di Contemplazione per la sua passione per il Jazz.
Per ora (non li ho tutti) il mio preferito di Miles Davis è Sketches of Spain.
Saluti Jazzati MastroContemplativi da Dr.Adder!
Ps:il voto preciso per la recensione sarebbe 3,51 che arrotondato diventa 4...tiè!
Muhahaha! (risata periodica).

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