Erano gli anni dell'America che riscopriva gli alieni, le invasioni da Marte, ed una certa propensione per i b-movie tipo "Il mostro della laguna". Dopo la prima ondata degli anni '50 ovunque, nei cinema, nei drive-in, alle feste, si respirava una modaiola voglia di paranormale e di caccia al mostro.
Erano gli anni in cui i Misfits nascevano, al comando di un grande capitano, un certo Glenn Danzig. Egli raccoglie l'eredità di questi pensieri, forse banali, forse non "alti" come negli anni della beat generation o delle grandi rivoluzioni giovanili, ma comunque caratteristici di un'epoca e di una società, e li mischia a quelli legati alle culture punk e rockabilly.
Nasce il mito, nasce una musica essenziale e semplice, cattiva ma melodica al tempo stesso e con un intenso sfondo horror-malinconico accentuato da quella tristissima quanto meravigliosa voce, quella del capitano Glenn. Il look, i testi e anche le melodie sono completamente nuove per l'epoca; ciuffi bassi brillantinati sparati sulla faccia e occhi neri, niente a che vedere con i vari London Calling o Nevermind the Bollocks, niente a che vedere nemmeno con i più vicini Ramones. "Walk Among Us" è una storia nuova e diversa, è una storia fantastica, percorriamola assieme ripassando quel manipolo di canzoni mitiche che hanno fatto parte della storia di un genere.
"20 Eyes": splendida, esagerata, il Misfits sound! Sbacchettate funamboliche, suoni gracchianti e una scarica di "uo o o ooooh ah!" per non parlare del testo. Questa canzone da sola ha ispirato decine di gruppi. "I Turned Into A Martian" un monolite che riassume appieno la Misfits-attitude, Glenn Danzig è qui magistrale, forse non ai livelli delle più note ed arcicoverate (da gente come Metallica e Guns n Roses ad esempio) "Last Caress" o "Attitude" ma si cimenta in una prova vocale fantasmagorica. Analoga "Astro Zombies", testo memorabile: "... with a touch of my burning hand i send my astro zombies on Earth, prime directive: exterminate this whole fuckin race...", l'inizio del pezzo è esplosivo, bruciante, ma poi la malinconica melodia che solo i Misfits possiedono si fa largo (così come del resto in "Skulls"). "Night Of The Living Death" è un'esibizione di cori eccezionale che può essere definita come "agghiacciantemente dolcissima" e meriterebbe di essere, visto il periodo, la colonna sonora dell'omonimo film di Romero. Menzione particolare per "Mommy... Can I Go Out And Kill Tonight?" brutale e aggressiva, ironica, tagliente, irriverente, insomma in una parola... Misfits! Altro pezzo da menzionare è "Braineaters" un coretto sarcastico buttato fuori con un video splatter in cui gli amici con i ciuffi pasteggiano fieri dei cervelli...
Insomma di tutto e di più in questo pezzo di storia della civiltà musicale, il rammarico è solo uno (a parte i 25 minuti di durata e la pessima qualità di incisione del vinile e dei suoi remaster odierni): vedere il vecchio teschio bianco e scarno (Fiend club) sulle maglie dei ragazzotti di oggi, sapendo che quel simbolo, quella musica, quegli uomini e quella splendida attitudine in realtà non esistono più.
Qualcosa in grado di commuovere anche oggi.
Il miglior pezzo del disco è 'Hate Breeders', irresistibile per ogni cultore dell'hardcore.
'Skulls' dimostra la capacità dei Misfits di scrivere melodie accattivanti e ossessive, attraversate da un'autoironismo teatrale.