Copertina di Mono You Are There
humax4

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Per appassionati di post-rock, fan di musica atmosferica e sperimentale, cultori di band giapponesi alternative
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LA RECENSIONE

Spesso ho pensato a onor del vero che il post-rock in genere, o come esso voglia chiamarsi, spesso finisse per avvolgersi in una ragnatela dalla quale non si potesse liberare facilmente e rimanere intrigato a vita senza laciare nulla di buono. La forza dirompente che ha avuto agli inizi con precursori quali Mogwai o G. Y. B. E, è andata lentamente ad affievolirsi ed oggi è rimasto, alla resa dei conti, un genere fine a se stesso con una cerchia ristretta di cultori che lo seguono quali il sottoscritto.

I nipponici Mono portano alla luce questo quarto lavoro senza sgarrare di una virgola sia dal punto di vista tecnico che atmosferico; il punto di forza della formazione giapponese è infatti la capacità di creare situazioni ascendenti, climax carichi di tensione che passano da momenti di pura tranquillità a muri di suono che sfiorano il metal più oscuro e maligno. La struttura è più o meno uguale in tutte e sei le tracce, non c'è spazio a sorprese, alla fine tutto è scontato ma assai elegante che rimane difficile non innamorarsi di queste melodie ancestrali e rarefatte, esplosioni sonore studiate per sbalordire chi è all'ascolto (Steve Albini ha curato la produzione e si sente).

Basta ascoltare i primi tre minuti di The Flames Beyond The Cold Mountain e si intuisce subito dove i Mono andranno a parare; questo infine il rischio che si corre ascoltando l'album, avere quella sensazione di "scontato" che potrebbe far diminuire il valore a questa mezza dozzine di perle. Al di là di queste considerazioni il disco risulta solido, un must per chi come me ama questo genere e lo farà ancora per molto.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come 'You Are There' dei Mono sia un album tecnicamente impeccabile e atmosfericamente coinvolgente, capace di creare intensi climax sonori. Sebbene la struttura delle tracce risulti prevedibile, l'eleganza e la potenza emotiva delle melodie rendono l'opera un must per gli amanti del post-rock. La produzione di Steve Albini valorizza ulteriormente il sound del gruppo giapponese. Un disco solido e appassionante per i cultori del genere.

Tracce video

01   The Flames Beyond the Cold Mountain (13:29)

02   A Heart Has Asked for the Pleasure (03:43)

03   Yearning (15:38)

04   Are You There? (10:25)

05   The Remains of the Day (03:41)

06   Moonlight (13:04)

MONO

MONO è un gruppo post-rock strumentale nato a Tokyo nel 1999. Celebre per lunghi crescendo emotivi e per l’uso di orchestrazioni (memorabile l’ensemble di 28 elementi in Hymn to the Immortal Wind), ha spesso registrato con Steve Albini, consolidando un suono intenso e cinematografico.
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