Copertina di Moonflower Hash Smith
GIANLUIGI67

• Voto:

Per appassionati di rock psichedelico, fan di musica anni '60-'70, cultori di jazz e blues, amanti delle jam session e musica live alternativa
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LA RECENSIONE

Sappiate che dalla settimana prossima  vi lascerò in pace , potrò finalmente liberarmi da questa infernale prigione che mi tiene fermo a letto. Per vostro diletto non leggerete per un po' di tempo le stupidaggini che la noia e i farmaci mi portano alla ,credo, vostra attenzione.

Parliamo dei "MOONFLOWER'' gruppo credo di Bristol che dopo una serie di EP incise il presente  "HASH SMITS" per la POP GOD nel 1991. Gruppo presente ai principali free festival e stranamente famoso in Giappone (vi evito le mie personali considerazioni sui gusti musicali giapponesi, per vostra fortuna). Divenne oggetto di culto sia la musica che proponeva soprattutto dal vivo, l'immagine fuori tempo massimo e fuori dal giro di mercato che conta.

Partiamo dalla copertina,  una chiara parodia ad un ben più famoso gruppo Inglese del passato. La musica che proponevano, ben più apprezzabile dal vivo, all'aperto. Era di chiara derivazione 60Th e 70Th, un continuo richiamo al rock con evidenti venature psichedeliche, il tutto condito in una gustosa salsa free funky blues. Dal vivo oggetto di infuocate jam session

Disco che ai più puristi potrebbe sembrare anacronistico ( io quando andavano quei suoni forse manco ero nato ),  invece riporta a galla un modo di fare musica e proporsi da molti gruppi dimenticato

Disco da riscoprire

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia l'album 'Hash Smith' dei Moonflower, un gruppo di Bristol noto soprattutto per le performance live e un sound che miscela rock psichedelico anni '60-'70 e free funky blues. L'opera, uscita nel 1991, è descritta come un ritorno a uno stile musicale ormai raro e apprezzato soprattutto da cultori e puristi. Nonostante sembri anacronistico, il disco invita a riscoprire un modo autentico di fare musica.

Moonflower

Gruppo descritto nella recensione come ispirato agli anni '60-'70, con venature psichedeliche e funky-blues; noto soprattutto per l'album Hash Smith (1991).
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