Copertina di Moonspell The Antidote
OzzyRotten

• Voto:

Per appassionati di metal gotico, fan di moonspell, amanti della musica sperimentale e atmosfere oscure
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LA RECENSIONE

Non occorre che dica o spieghi a qualcuno quanto la carriera di questa band portoghese sia affastellata di cambi di rotta, contaminazioni, sperimentazioni, e, quel che più conta a nostro parere, enorme talento ed egocentrico estro.
Detto questo, serenamente, dopo che son passati ben quattro anni dall'uscita di questo album, se ne riescono a percepire, come in un magnifico percorso a tema, i grandiosi passaggi atmosferici, perlopiù cupi ma trasudanti un'anima mediterranea davvero affascinante, ma anche, e sarebbe ingiusto negarlo, i limiti che esso serba in se.

Scritto in un momento non di certo propriamente eccelso per i Moonspell che, vista la loro consueta abitudine a variare e non di poco, il loro suono, avevano creato una fitta coltre d'ansia dovuta all'attesa per la loro nuova fatica che poi, quando finalmente venne data alle stampe, venne, come al solito, da molti osannata, come del resto da parecchi pure stroncata e senza troppi complimenti. Ma questo è insito nella natura e nel giudizio che chiunque debba dare dei Moonspell pone, se non altro perché, e forse è una magra consolazione ammetterlo, sanno sorprendere ad ogni piè sospinto. A dispetto della peste e delle corna che si dicano dei lusitani, infatti, nessuno mai ha osato tacciarli di modesta originalità, e gliene va dato pieno atto, anche alla luce di episodi un pò contorti e forse un pò troppo fuori linea al loro stile, del passato. Ma non è certo di una cronistoria critica che quì si parla, ma di un lavoro che, per il sottoscritto, ha rappresentato egregiamente un certo qual periodo della propria vita; se sia stato bello o brutto non è rilevante, ma interesserà sapere che comunque fu dettato per la maggiore dalle note di questo "nero" e sfasato racconto.

Racconto sì, perché il disco, già dalla produzione e dalla sponsorizzazione che se ne diede, mirava ad accogliere un'aura maggiormente riflessiva e decadente, nonché intellettuale del genere Gothic; gli ingredienti erano tanti e pur bene attrezzati: lo scrittore José Luís Peixoto, amico del cantante Fernando Ribeiro che, ispirato dalla sulfurea e luciferina vena ispirativa dei Moonspell, diede alle stampe un suo racconto intitolato appunto "Antidote" che verrà venduto assieme al disco in un'edizione delux, con contenuti multimediali (che comprendono, oltre al racconto, anche il video del primo singolo "Everything Invaded"), due adesivi, un booklet ben fatto ed un poster dei Moonspell in, "straccionevole" e misantropica posa.
Dal punto di vista, invece, stringentemente musicale, i Moonspell quì, partorirono il loro disco più oscuro e claustrofobico della nuova era (quella che comprende, tra gli altri, anche "Sin/Pecado" e "The Butterfly Effect", nonché "Darkness and Hope" di cui, sia detto a dovere di cronaca, "The Antidote" è figlio), con partiture a metà strada tra un Gothic incazzato e magistralmente eseguito, ed una tribalità sottolineata dal lavoro pregevole del batterista Mike Gaspar e la cui eco si sente benissimo in episodi come "From Lowering Skies", "The Southern Deathstyle" e "In and Above Men", forse, tra l'altro, le canzoni più incisive di tutto quanto il disco, visto che, purtroppo, i Moonspell, con "The Antidote" non colsero propriamente il centro del bersaglio che si erano prefissi, arrivandoci comunque vicini.

Certo, tutti i brani sono pensati, suonati e vibranti come dovrebbe essere ogni buon esempio in casa Moonspell, la produzione, affidata al magnate del Gothic europeo Waldemar Sorychta, è chiara, potente e cristallina (mentre, altra curiosità, il basso viene in questo disco suonato da Niclas Etelävuori già negli Amorphis), ma per certi versi alcune canzoni ce le potevano pure risparmiare, risultando alla fine di difficile assimilazione e un pò troppo monotone e monocorde nel loro cupo "avvolgersi su se stesse".
Non parlo, ovviamente della prima parte del disco, che si chiude con la title-track "Antidote", ma piuttosto della seconda parte, più seminale e raffinata, ma forse un pò troppo "rarefatta" e relegata a schemi stonati per una band di livello come i Moonspell, sicché "Capricorn At Her Feet", "Lunar Still", "As We Eternally Sleep on It", sembrano più degli accettabili spunti da utilizzare per brani più complessi che vere e proprie parti a sé stanti. Queste però sono eccezioni, che non valgono invece per brani come "Antidote" appunto, con il suo magnifico e desolante riff di chitarre nel ritornello, proprio di chiara matrice Moonspell e che contribuisce, da solo, ad alzare la media dei voti, o per le già dette "In And Above Men", "From Lowering Skies" e "Everything Invaded" che, oltre alle parti strumentali ben connesse che spirano oscurità e opprimenti sentimenti di desolazione da ogni poro, s'avvalgono della pregevole prestazione vocale di Ribeiro che quì, probabilmente, raggiunge l'apice della propria espressività, riuscendo a passare in un batter d'occhio, da sussurri appenna accennati e dati in "clear" a scream da squarciare la gola come solamente lui sa fare e che ritroveremo poi, ancora più amplificati, nell'ultimo lavoro della band "Memorial".

Dunque, naturalmente, se siete fans dei lusitani e ancora non possedete il CD, sia detto che vale la pena comprarlo, per gli altri invece, che vorrebbero conoscerli e farsene un'idea, di certo, forse, questo album non dovrebbe essere il primo e più rappresentativo da ascoltare. Comunque, queste certamente sono opinioni personali, che però, chi conosce i Moonspell da lunga data, li ha amati e ne è rimasto spiazzato in certi momenti, sa benissimo a che cosa si riferiscono, e quindi, di conseguenza, a cosa vanno incontro.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora l’album 'The Antidote' dei Moonspell, sottolineando il loro talento e la natura sperimentale. L’album, atmosferico e oscuro con influenze mediterranee, rappresenta un momento particolare nella carriera della band, apprezzato per la produzione e alcune tracce di spicco, pur con qualche eccesso e pezzi meno incisivi. Consigliato ai fan, è meno indicato per chi si avvicina per la prima volta alla band. Il tono è personale e riflessivo, con un giudizio bilanciato tra pregi e difetti.

Tracce testi video

01   In and Above Men (04:11)

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02   From Lowering Skies (05:25)

03   Everything Invaded (06:16)

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04   The Southern Deathstyle (04:07)

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05   Antidote (04:45)

06   Capricorn at Her Feet (06:04)

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07   Lunar Still (06:55)

08   A Walk on the Darkside (04:44)

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09   Crystal Gazing (04:52)

10   As We Eternally Sleep on It (07:09)

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11   The Darkening (04:43)

Moonspell

Moonspell è una band portoghese formatasi nel 1992 e tra i maggiori esponenti del gothic metal europeo. Ha attraversato numerose fasi stilistiche, sperimentando tra dark, black e influenze mediterranee e ottenendo successo internazionale con album come "Wolfheart" e "Irreligious".
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