Copertina di Motörhead No Class
Mopaga

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Per appassionati di rock e hard rock, ascoltatori critici, fan di musica anni '80, lettori di recensoni musicali approfondite
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LA RECENSIONE

Forse la metodologia potrà non essere pienamente condivisibile, ma almeno è frutto di un approccio ''prudente''. Si, perchè quando decido di focalizzare l'attenzione su gruppi di qualche generazione fa, dei quali non posseggo materiale, o ritengo che quel poco che mi è pervenuto non sia così esaltante da indurmi a ricercare in maniera ostinata i tasselli mancanti delle loro produzioni, preferisco cominciare con una raccolta. Questo è il caso dei Motorhead, e mai tanto scetticismo fu così fondato. Del resto se il prezzo non arrivava a 5 euro (non è un disco usato, intendiamoci), un motivo doveva pur esserci. Questa raccolta dovrebbe rappresentare (secondo loro) il meglio della produzione Motorhead dal 1978 al 1987; non oso immaginare quale potrebbe essere il peggio! Non è mia abitudine partire prevenuto, ma questo Ian Kilmister, in arte Lemmy, non mi è mai stato molto simpatico. Crede di essere un figo ma è brutto come la morte, è presuntuoso, e canta con la voce di un settantenne devastato dagli effetti di quattro pacchetti di sigarette al giorno. Non che, qualora avessi apprezzato la sua musica, avrei rivalutato il personaggio, ma forse qualcosina sarebbe stato diverso. Forse...

Ritengo che le 15 tracce dell'album siano sufficienti per rendere l'idea di quello che è stato l'iter creativo della band in quasi 10 anni e, dato l'arco di tempo, trovo davvero imbarazzante l'omogeneità di questa raccolta. Non riesco a cogliere il minimo accenno di evoluzione temporale. Sarà che i Motorhead non mi comunicano proprio nulla. Non mi divertono e coinvolgono come i Kiss, non hanno quella ''vis'' funerea tipica dei Black Sabbath; insomma, mi lasciano del tutto indifferente.

Si comincia con ''Overkill'' ed è tutto come avevo immaginato: cinque minuti e mezzo di ritmo indiavolato che stanca già dopo un minuto e mezzo. Addirittura, dopo i tre minuti, sembra che la canzone ricominci da capo, riproponendo l'intro di batteria. Noiosa. Con ''No Class'', registrata dal vivo, le cose non vanno meglio: riff alla ZZ Top, e la fastidiosissima voce di Lemmy stavolta annoiano soltanto per due minuti e mezzo. Il rock'n'roll di ''Please Don't Touch'' è piuttosto gradevole ma, considerando quello che mi aspetta, l'entusiasmo è momentaneo. Infatti, ''(We are)...The Road Crew'' suonerebbe perfettamente come una ''Overkill II''; tra uno  sbuffo e uno sbadiglio, come un masochista, mi lascio torturare dalla ripetitività delle canzoni, aspettando, quasi per inerzia, che cambi qualcosa. Attesa vana, in parte edulcorata soltanto dalla leggera diversità di ''Orgasmatron'', canzone, tuttavia, orribile, e da ''Tear Ya Down'', nell'insieme, salvabile. Lo sconforto è tale da inibire qualsiasi giudizio di natura tecnica; ho solo una perplessità: se una raccolta di successi è così insignificante, cosa potrei aspettarmi da un album all'interno del quale figurano spesso i soliti riempitivi? E di che fattura potranno mai essere i cosiddetti scarti? Meglio stendere un velo pietoso...

In tutta onestà, non ho il coraggio di regalarlo a nessuno; sono, quindi, combattuto su tre possibili modi di concretizzarne e giustificarne la presenza tra i miei averi: ornamento per lo specchietto retrovisore, sottobicchiere, o frisbee? Siete pregati di non esulare da queste tre alternative o, almeno, di mantenervi nella decenza. Anche se devo ammettere che questo disco e la decenza sono davvero agli antipodi...

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Riassunto del Bot

La recensione di Motörhead - No Class esprime forte scetticismo e delusione verso la raccolta, ritenuta monotona e priva di evoluzione. L'autore critica la voce del cantante Lemmy e l'assenza di coinvolgimento emotivo. Pur riconoscendo qualche traccia appena salvabile, la valutazione generale è molto negativa, suggerendo che il disco non meriti neanche di essere regalato.

Tracce testi

01   No Class (02:42)

Shut up, you talk too loud,
You don't fit in with the crowd,
I can't believe you exist,
I've crossed you right off my list,
Too much, too soon,
You're way out of tune,
No Class, No Class

Way out, you're way out of line,
No buddy I can't spare a dime,
Fade out, baby that's right,
No bark and even less bite,

Your perfect smile,
Betrays your lack of style,
No Class, No Class
Ah No Class, No Class

Too late, you can't catch up now,
You face the wrong way anyhow,
I know you ain't got the brain,
To come in out of the rain,

Too bad, no magic,
I'm afraid you're merely tragic,
No Class, baby No Class
No Class, ah No Class

02   Like a Nightmare (04:27)

I wanna be there
I got to see
I wanna feel it
I wanna watch you looking at me

Oh you know how I feel
When you set me free

Like a nightmare
Like a nightmare, babe
Like a nightmare
Nightmare, oh!

It's an infection
It's a disease
But no reflection
It's gonna make your blood freeze

Oh you know how I feel
When you set me free

Like a nightmare
Like a nightmare, babe
Like a nightmare
A night, nightmare, oh!

I can't believe you
You can't be true
But I'll bereave you
I can't explain how good it feels

I know how you feel
I'm gonna set you free

Like a nightmare
Like a nightmare, sugar
Like a nightmare
A night night night night night night...

Motörhead

Motörhead è una leggendaria band britannica fondata nel 1975 da Lemmy Kilmister. Simbolo della coerenza rock'n'roll ed emblema della scena heavy metal mondiale, il gruppo ha rivoluzionato l’hard rock grazie al suo sound unico e alla presenza carismatica di Lemmy. Attivi fino al 2015, i Motörhead hanno scritto la storia con album iconici e uno stile inconfondibile che ha influenzato generazioni di musicisti.
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