Copertina di Motorpsycho It's a Love Cult
uffa

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Per amanti della musica alternativa, fan della sperimentazione sonora, ascoltatori curiosi di rock europeo e chi cerca album fuori dagli schemi.
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LA RECENSIONE

Ho deciso di spingermi oltre ogni soglia 'sto giro, voglio rischiare di giocarmi tutto con una recensione di uno dei tanti capolavori sperimentali dei Motorpsycho, un compito durissimo!

Dove si deve iniziare a commentare i Motorpsycho?
Dove inizia e dove finisce la loro musica?

Lo scenario è quello scandinavo, la data fatidica è l’anno 1991, quando questa prodigiosa band norvegese attira su di sé l’attenzione di tutto il mondo della musica.
Paragonati a tutti i più grandi del rock, dai Nirvana ai Kiss, dai Black Sabbath agli Stones, rappresentano quanto di meglio ha fornito l’Europa negli anni in cui tutti avevano gli occhi e le orecchie puntate su Seattle.

Oggi, 12 anni dopo, Seattle è un lontanissimo ricordo, la scena grunge americana è pressoché sfumata, i Motorpsycho invece ci sono, sono ancora lì e continuano a strabiliarci con un cd più bello dell’altro, facendo della sperimentazione la loro migliore virtù, conquistando premi e riconoscimenti ovunque.
Eppure, eccezion fatta per l’Italia, non sono mai diventati tanto famosi: si pensi invece al successo ottenuto in pochi anni dai Madrugada. Sono insomma ancora un gruppo di amici umili e affiatati che, sognando di venire a vivere prima o poi in Italia, coltivano su questi pensieri la loro preziosa vena creativa.

Questo album va via con una leggerezza indescrivibile, il titolo e il numero delle tracks non contano più nulla, conta solo accomodarsi sul divano, sotto una coperta, chiudere gli occhi e viaggiare con la musica nei loro sogni, sperando che prima o poi riescano a realizzare il sogno più grande, e tu con loro.

In questo contesto surreale la loro musica non ha fine, non è mai sazia di aver assaggiato un po’ da ogni pur sofisticato genere musicale esistente, vuole sempre andare oltre perché trascinata dallo splendore e dalla genialità delle loro precedenti opere.
Anche It’s a Love Cult, come tutti gli altri numerosi ep e quasi annuali cd, è a tratti molto funkeggiante, a tratti molto jazz, a tratti blues, punk, hardcore, hardrock, ma sempre alternativo e inclassificabile.

La loro musica è così, o ti piace e ne vai golosamente matto, oppure non ti piace e non ti piacerà mai.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'It's a Love Cult' dei Motorpsycho, sottolineando la straordinaria capacità della band norvegese di fondere generi diversi come funk, jazz, blues, punk e rock. Considerati tra le eccellenze europee, i Motorpsycho sono celebrati per la loro costante sperimentazione e il loro umile spirito creativo. L'album viene descritto come un viaggio musicale senza confini, ideale per chi ama lasciarsi trasportare dalle emozioni.

Tracce testi video

01   Überwagner or A Billion Bubbles in My Mind (05:36)

02   Circles (03:59)

03   Neverland (04:01)

04   This Otherness (06:30)

05   Carousel (07:16)

06   What If... (04:15)

07   The Mirror and the Lie (06:43)

09   Custer's Last Stand (One more Daemon) (04:06)

10   Composite Head (02:25)

Motorpsycho

Motorpsycho è un gruppo rock norvegese formato a Trondheim nel 1989. Il trio si è distinto per l’eclettismo e la capacità di attraversare con disinvoltura generi come alternative rock, psichedelia, progressive e hard rock, pubblicando una vasta discografia apprezzata sia dalla critica che dai fan.
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