Copertina di Murkrat Drudging the mire
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Per appassionati di doom metal, dark ambient, sperimentazioni musicali cupe e atmosfere oscure, ascoltatori di metal estremo e musica d'avanguardia
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LA RECENSIONE

Premetto subito che questo cd non contiene bella musica.

Intendo musica da ballare/canticchiare o quant´altro, niente che sia anche solo approssimativamente gradevole all´ascolto; anzi siamo proprio agli antipodi: qui troverete solo oscuritá, miseria e disperazione.

Eppure a guardare Mandy Andresen (che si occupa qui di tutto esclusa la batteria) non si direbbe che da una cosí dolce creatura, invero un po´ imbronciata ma di angelica avvenenza, possa provenire una musica tanto oscura e malata; ma dopo Karyn dei Crisis ecco un´altra pulzella pronta a dimostrare che, quando ci si mettono, in quanto a palle e cattiveria le donne non sono seconde a nessun ometto.

Giá il fatto che parliamo di 8 pezzi per una durata complessiva di oltre un´ora ci fa capire che non siamo di fronte ad un album che fa facili concessioni, impressione subito confermata dalla prima traccia; dopo una breve introduzione pianistica si parte subito con un lentissimo e cupissimo doom funereo dalle forti venature dark/sataniche e molto atmosferico, carico di angoscia e di tensione (possono venire in mente dei Black Widow molto piú disperati e cattivi).

Ma il vero tocco di classe in questo inferno, che provvede a dare il coup de grâce ad eventuali residui di effimera speranza é l´interpretazione vocale di Mandy, che ricorda in certi frangenti (con le dovute precauzioni) un´altra sacerdotessa dell´occulto, "Diaman Galas" e ci immerge completamente nella furia maligna del sabbath, con litanie colme di mistica e sensuale disperazione.

Insomma questo é il tipico cd da NON ascoltare al buio, magari anche in stato di coscienza alterato, a meno di non volersi trovare raggomitolati in posizione fetale in un angolo della stanza, immersi nei propri liquami a implorare pietá; prendete piuttostoto un paio di aspiranti streghette wicca, rinchiudetele in uno scantinato e bombardatele a massimo volume con quest´opera per dimostrale che l´esoterismo non fa per loro; e che il maligno abbia pietá delle loro anime!

Insomma se vi sentite esageratamente allegri e baldanzosi, pieni di brio e voglia di vivere, fiduciosi nel futuro (sempre fatti, eh?, brutti drogati che non siete altro!) fatevi una sana iniezione di Murkrat e verrete riportati alla dura realtá dei fatti, la vita é uno schifo, nient´altro che dolore e sofferenza, l´unico modo per renderla sopportabile e abbandonarsi completamente al lato oscuro e alla sua depravazione.

Citando uno che ci sapeva discretamente fare con la penna, lasciate ogni speranza voi che entrate, unitevi al Sabba!

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Riassunto del Bot

Drudging the Mire di Murkrat è un album oscuro e malinconico, privo di musica facile o piacevole, carico di horror psicologico e atmosfere funerarie. La voce di Mandy Andresen si distingue per intensità e suggestione, rendendo l'ascolto un'esperienza intensa e disturbante. Un lavoro dedicato agli amanti del doom e del metal più cupo e atmosferico, che esplora temi di disperazione e oscurità senza compromessi.

Tracce video

01   Processional: Drudging the Mire (04:19)

02   I, Rodent (09:31)

03   Faceless (09:19)

04   World (07:22)

05   Electric Womb (14:50)

06   The Mighty Spires (10:36)

07   Speak (12:46)

08   Berceuse - Slow Immersion (03:25)