Presto. Dio levatevi levatemi fatemi passare è tardissimo la città è una giungla e non vedo liane ma la fretta è tale che sorpasso a destra e mi fiondo nel parcheggio quanto manca zio banana è incominciato già da due minuti non chiudo nemmeno la macchina corro alla meta mi arrampico scimmiesco per le scale arrivo al terzo piano suono è già cominciato... ?
17.53 sullo schermo della tivù scorre la sigla - appena in tempo! La prima puntata del Ratman è un evento cui nessuna persona con un po' di buon senso potrebbe mancare. Il topo conquista subito il cuore di Mr. Ant padrone del formicaio e della gonza in sua compagnia, sìsì non c'è male per essere la prima... il pomeriggio inizia bene, non c'è che dire; ma il piatto forte, the Big Portata, la si tiene per stasera: il tanto atteso concerto dei lorsignori Miùs, ovviamente. Scenderanno le suddette omonime dalla cima dell'Elicona menando ràbdoi a destra e a manca oppure preferiranno osservare Beoti pascenti armenti danzando attorno alla fonte scura? La risposta a questa e a molte altre domande (chi ha incastrato Peter Pan? Dov'è finita Carmen San Diego? Gnigo o Gnago?), ovviamente, in un'altra recensione più decente di questa. Ah ah ah, sono un burlone. Ma... ehi lettore... dove vai? Come? Peccato, non ho sentito... cos'avrà voluto dire con quel dito?
Ora, dopo avervi strizzato i capezzoli con la mia sferzante ironia, passiamo al concerto in sé per sé con sé senza se senza ma. In seguito ad un estenuante viaggio di circa due ore e mezza dovuto a smarrimenti di strada vari (se arrivando da Novara vi trovate simpaticamente davanti un cartello con scritto Gallarate c'è qualcosa che non va) in mezzo a cazzi e ramazzi all'alba delle 21.02 la Vostra amabile brigata si accaparra l'ultimo parcheggio di un gremitissimo Datch Forum. Tutto sembra finalmente filare per il meglio quando poco prima di spegnere la macchina il destro anteriore finestrino decide di non salire. Cazzo. Fottetemi la macchina sciogliete le mie ceneri nel mare e non parliamone più. Cristando gioco la carta del menefotto e ci appropinquiamo rapidizzimi ad locum amoenum, revelation: devono ancora iniziare. Right, tutto right, rotoliamo fino al lato sinistro del palco e attendiamo mentre le nostre orecchie sono allietate dalle note dei reig egeinst de mascin e dei paradisi buddisti: phainòn estì l'immane mole della gente presente ol araund as, people consistente in buona parte di gonze venticinquenni scosciate ammiccanti à la Jo Squillo per intenderci (anche se non siamo sul metrò). Ciliegia sulla torta qualche molle striscione penzolante del tipo "Matthew sei un angelo caduto in terra" o "Matt vorrei leccarti l'alluce" per intenderci.
Sarà questo richiamo pedestre che induce il sovracitato a far spegnere le luci (boato cosmico) e salire sul palco, magliettina della salute e occhioni cerbiattili - il solito simpatico minchione - accompagnato dal fido Chris, per gli amici Suppaman, e un rattaceo Dominic. Partono spessi con "Take A Bow", e fin da subito son chiare due cose:
1-L'ultimo album dal vivo è tutta un'altra cosa;
2-Sono dei Musicisti con i controcazzi.
Cioè, minchia. Ogni riferimento fallico non renderebbe comunque l'idea. Sapevo già che il ragazzo con l'attrezzo ci sa fare (ma che avete capito? Maliziosi!), ma la performance sfoggiata (aridaje...) è stata a dir poco fenomenale. Dopo un inizio basato sui pezzi di routine, cioè i singoloni Starlight e Supermassive Black Hole (e la tipa di fianco a me scoppia in lacrime come se stesse assistendo ad un concerto dei Joy Division ahahah), senza lode né infamia, tocca a pezzi come "New Born", "Butterfly & Hurricanes" e "Invincibile" a farci capire quanto siano bravi i tre (più un quarto elemento a me ignoto alla tromba e tastiere). Quando il mentuccio imbraccia il piano smerda buona parte dei presenti lanciandosi in virtuosismi degni di un musicista classico, scale su scale su scale ad una velocità folle e impressionante. Toh, bravini i Miùs. Ma, gnam gnam, saporino latente in bocca amarognolo, non sono coprofago allora cos'è? Beh, triste fu ai miei occhi vedere il pubblico partecipare attivamente soprattutto nelle solite songs famose tipo il tempo che se la svigna per la gioia di Mr. Ant o la tipa che se la plugga o mi sento bene sa cosa voglio dire, che diamine, come da copione occheeeei, e nessuno si lamente, ma i piccoli gioielli che tirano fuori dai pezzi meno conosciuti dell'ultimo album sono piuttosto, permettetemi il termine volgare e osceno che mi costerà la censura, malcagati piuttosto sì anzichenò.
Su disco non riescono forse ad esprimersi al meglio, ma dal vivo clarus est che i tre hanno un'energia invidiabile, ed è questo che fa risplendere di nuova luce brani come "invincibile" o una monumentale e delirante "Knights Of Cydonia" a chiudere, stupiscono e commuovono e uccidono, complice anche una serie di effetti visivi intriganti assai. Tanto da non far (quasi) sentire la mancanza di inni come "Muscle Museum" o "Citizen Erased", o del primo disco completamente trascurato, se non erro. Comunque il fulcro focale della band sine qua non è Matt, che si diverte a spiaccicare qualche parola in un buffo italiano e a dimenarsi come una prostituta con lo scorbuto assieme alla sua chitarra, sparando assoli allucina(n)ti e rotolandosi a terra in cerca di fango. Odioso quando, dopo "Bliss", attende che tutti i palloni gonfiati danzanti sulle nostre teste vengano distrutti per riprendere il viaggio (un pallone testardo ci metterà cinque minuti buoni per scoppiare, suscitando l'ira generale).
Ma come le lasagne della mamma, tutto è destinato a finire, e così anche lo show ahimè. Ci si guarda tutti un po' spaesati, io Mr. Ant e la gonza, mezzi inebetiti (sarà colpa dei ràbdoi che ci sono arrivati in testa?), tanto che me ne starei lì impalato fin quando non mi cacciano a calci ma merda mi ero dimenticato in fretta in fretta scanso salto evito raggiro sfondo scivolo e cado nell'erba ma è meglio correre mica che eccola è là Cristo stretta allo stomaco right tutto right speriamo di no dai dai dai
La macchina mica me l'hanno fregata.Carico i commenti... con calma