Copertina di Muse Unsustainable
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Per appassionati di musica rock e critica musicale, fan dei muse e ascoltatori attenti alle evoluzioni artistiche.
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LA RECENSIONE

Agosto è un mese di merda.

Perché la gente fondamentalmente si annoia. C'è chi dovrebbe studiare e non lo fa. Chi va in vacanza. Chi non va in vacanza. I parenti che arrivano, che se ne vanno, che restano. La mancanza di voglia di fare qualcosa. L'afa. Settembre alle porte. I bambini che urlano. La perdita di un minimo di voglia di vivere che ti spinge ad un'informazione becera. E così scopri cose che mai vorresti scoprire: la nuova carriera di Sara Tommasi, i cavalli che vogliono conquistare il mondo, la luna che cade a pezzi, il Papa che perde la fede, i Muse che incidono un nuovo album.

ALT! Sebbene trovi il gruppo inglese irritante nella sua pomposità, ho sempre apprezzato la loro complessità nella scrittura delle canzoni che, okay, fa tanto "sono figo, ti faccio questo, ti faccio quest'altro! Senti che riff! wawawa!", ma che alla fine ti fa sospirare, perchè l'animo umano resta lì come una pera che cade, davanti a cose costruite per bellezza, ma che sono un contenitore asettico.
Trovo i Muse dei furboni che vaneggiano, ma questo non importa. 

Dobbiamo parlare di cose serie. Del loro nuovo singolo. Di un album che arriverà a pareggiare i conti. Del loro nuovo rischio musicale. Sì, perchè i Muse sono rischiosi nel loro inseguire le mode, rifiutandole. Come si chiama? Aspettate. Aspettate. Aspettate. "Unsustainable", classico titolo facilmente traducibile in "Cazzeggio Bellamente Perché sono Matthew Bellamy".

Crogiolato in un ego che raggiunge il suo stesso eco, ecco le vertigini di un suono che fa rumore e sconquassa: la dubstep di Skrillex. Al di là del fatto che la nuova dubstep è tutto meno ciò che si riteneva dubstep, il fondo è stato toccato. Non chiedetemi perché ne sto parlando, perchè è un'opera di bene. Lo sto facendo per voi. Per salvarvi.

A me di Skrillex non me ne frega proprio niente. Non mi frega niente dei Muse. Della dubstep. Di quanto sia cool conformarsi. NO. A me frega ascoltare in silenzio. Chissene se é una tamarrata o un coro gospel. Non mi importa. Non voglio puntare il dito contro chi non se lo merita. Io ascolto. E ascolto questa merda, che non è merda per i sopraccitati motivi, quanto per un onesto e barboso commento che sta nel creare un brano musicale composto da chi non ha mai composto musica in vita sua, una porcheria che non meriterebbe di esistere o respirare neanche come riempitivo, che non funziona né come musica da ascoltare, né per ballare, né per sottofondo erotico, né per viaggiare, né per sbronzarsi. No. Questa è eiaculazione meccanica senza seme. Un treno che si rompe ancora prima di partire.

Questo non è un mistero della vita, questa è morte.


E a stroncare i Muse neanche mi diverto. Sono sempre convinto che scrivere recensioni negative sia più divertente di quelle positive, ma lo è quando ti capitano a tiro sempliciotti come i jj. In questo caso, la partita era già persa in partenza. E le mie palpebre già si chiudono. 

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un giudizio fortemente critico sul singolo "Unsustainable" dei Muse, definito un fallimento artistico e musicale. L'autore critica la pomposità del gruppo e l'incoerenza sonora derivante dalla dubstep, definendo il pezzo noioso e privo di valore. Nonostante il giudizio severo, la recensione si distingue per uno stile sarcastico e ironico, riflettendo anche sul contesto estivo che amplifica la sensazione di noia.

Muse

I Muse sono un trio britannico fondato nel 1994 a Teignmouth, noto per un approccio eclettico: dal rock alternativo all’elettronica, sinfonie barocche e derive pop mainstream. Celebri per live spettacolari, contaminazioni e testi distopici e paranoici.
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