"Come Dei Del Sole": mai titolo più infondato. In effetti è difficile riuscire a trovare uno spiraglio di luce nel suono di questo disco, che è quanto di più notturno ci possa essere. Preciso notturno, non oscuro: certo, un'oscurità di fondo la troviamo lo stesso, ma una delle tante qualità dei My Dying Bride, che sappiamo tutti essere una delle più grandi band gothic metal mai esistite, è quella di riuscire a risultare decadenti, oscuri, malinconici, aggressivi e tremendamente seducenti ma senza mai perdere la freschezza, sia compositiva che a livello di sonorità: per questo ascoltare un loro disco è ogni volta un piacere unico.
Non fa certo eccezione questo "Like Gods Of The Sun", per il quale valgono tutti gli aggettivi enunciati sopra; da alcuni definito un disco scialbo, da altri un disco meraviglioso, io sono del parere che sia un lavoro bellissimo, sicuramente uno dei migliori dischi della sposa morente; più che altro, il problema è che non posso definirlo un capolavoro per alcuni aspetti come la ripetitività di alcuni riff e melodie ("For You"), o alcuni passaggi che sembrano suonati con poca convinzione. Ma si tratta solo di piccoli aspetti che gli impediscono di essere un capolavoro, ma non comunque di essere un disco splendido: lento, soffuso, pieno di seducenti melodie, dove archi, violini e pianoforti si mescolano alle tinte aggressive del gruppo, con una chitarra distorta, lenta, feroce, pesante, quasi brutale in alcuni passaggi, come in "It Will Come" o in "Like Gods Of The Sun". Le note si susseguono l'una dietro l'altra rendendo l'ascolto del disco un viaggio onirico difficilmente descrivibile, con la voce di Aaron a creare quasi una sorta di vampirismo sonoro.
Non ci sono pezzi particolari ma tutte le canzoni, nel loro insieme, sono bellissime; una nota particolare la merita "For My Fallen Angel" dove le chitarre spariscono ed è il suono di un violino a fare da padrone, che, unito a tastiere e alla voce di Aaron, creano un'atmosfera fatta di note ammalianti, malinconica e tremendamente evocativa. "Like Gods Of The Sun", pur non raggiungendo la magniloquenza degli album precedenti come "Turn Loose The Swans" o "The Angel And The Dark River" è da avere, come tutta la discografia dei My Dying Bride. Ogni altra parola è superflua.
Benvenuti nel mondo di "Like Gods of the Sun", dove i sonniferi e i lassativi non esistono, tantomeno non servono.
La voce di Aaron sembra una caricatura di sé stesso con una voce talmente smielodrammatica da sembrare quella di un tricheco con la tracheotomia.