Copertina di Nabat Scenderemo nelle strade
MosMaiorum84

• Voto:

Per appassionati di punk, cultori del movimento oi! e streetcore, curiosi di storia musicale alternativa, giovani alla ricerca delle radici del punk italiano.
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LA RECENSIONE

Un pianerottolo con il pavimento in graniglia grigia e un sottoscala, a essere generosi, in cui - sempre a essere generosi - quattro musicisiti stanno sistemandosi per le prove.

Questa è l'immagine più vivida che mi trasmettono i primi Nabat. Biancastra, come le loro copertine poco curate. I Nabat non sono certo, musicalmente, la punta di diamante dell'Oi! italiano, movimento che nel corso dei lustri ha dimostrato di avere band che sanno cosa voglia dire fanno grandi pezzi; nello specifico, questo primo Ep ha un valore molto più storico che artistico. Questo però non vuol dire che sia un brutto Ep; dico però che non tutti i dischi punk si possono salvare solo perché "eh, ma devi capire l'atmosfera, erano ragazzi che facevano i riff come gli venivano...". Ecco, a "fare i riff come gli venivano" sono stati composti dischi che sono mezzi capolavori. "Scenderemo nelle strade" non è tra questi. Resta il fatto che ha alcune belle canzoni e una rilevanza storica da fare paura.

Il più grande difetto forse è la produzione. Parte la title-track e non sembra avere grandi idee dietro. Ha un discreto tiro, ma non grandi idee. Okay, la ascolti un po' di volte, ti accorgi che in realtà delle idee dietro ce le ha, ma ti serve una fantasia non da poco per immaginartele sfruttate al meglio. Live rende sicuramente meglio. Simpatica la successiva "Senza soldi, senza casa", ma è con "Asociale Oi!" che si arriva all'unico vero brano seriamente bello di 'sto disco. Il testo è ripetitivo oltre il proponibile, ma alla fine di ogni riff ti ritrovi sempre a sbraitare "Pensa solo per te! Asociale Oi!". "Lavoro" ha un coro tipico del primo Oi! e che fotografa bene quali fossero gli stilemi del periodo, che il movimento streetcore ha poi messo da parte in favore dei cori serrati o di altre soluzioni più pesanti. "Shock nelle case" è un altro brano di qualità che esplora sonorità ska, dimostrando che i Nabat non erano solo quattro ignorantoni bensì musicisti che nel loro piccolo facevano del loro meglio.

Ovviamente ciò che di più bisogna apprezzare di questo disco è la carica attitudinale, in un contesto che - in quando skinhead Oi! - li rendeva reietti fra i reietti. Veleno contro i borghesi, questo disco ne sputa a libbre. L'energia, il macello, il casino, la fanno da padroni. La voce è caotica e becera, piratesca, e crea un'atmosfera che rende i Nabat, per quanto grezzi, riconoscibilissimi. Dovete essere fortunati che i Nabat passino live per la vostra città, vedrete che sconquasso.

Perché è vero, mi viene in mente un sottoscala in cui qualche ragazzotto stra provando, ma sapete per cosa? Perché quella sera, in qualche centro sociale, faranno un casino mai visto prima. Quindi va bene, non un disco imperdibile, ma dateglielo un ascolto.

"Perché noi non siamo cambiati, perché noi non siamo pentiti". Voto: 77/100.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'EP d'esordio dei Nabat, sottolineandone il valore storico all'interno del movimento Oi! italiano nonostante i limiti tecnici e di produzione. L'autore riconosce energia e autenticità, apprezzando in particolare alcuni brani come 'Asociale Oi!' e le influenze ska. L'album non è considerato un capolavoro, ma resta fondamentale per comprendere le radici della scena punk nazionale.

Tracce

01   Scenderemo Nelle Strade (03:27)

02   Senza Soldi, Senza Casa (02:07)

03   Asociale Oi ! (02:06)

04   Lavoro (02:01)

05   Shock Delle Case (03:16)

Nabat

Nabat sono un gruppo Oi! di Bologna, attivo dalla fine degli anni ’70 e guidato dal cantante Steno. Tra i pionieri dello street punk italiano, hanno lasciato tracce fondamentali con EP come Scenderemo nelle strade (1982) e Laida Bologna, caratterizzati da cori da stadio, suono crudo e forte attitudine.
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