Copertina di Napalm Death The Complete Radio One Sessions
jigoro

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Per appassionati di musica estrema,fan del grindcore e metal estremo,lettori interessati a recensioni musicali critiche,collezionisti di album storici,utenti curiosi sulle sonorità di napalm death
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LA RECENSIONE

(Premessa:questa recensione non vuol essere né una provocazione né un insulto ai gusti musicali di qualcuno.Semplicemente esprime le mie idee sulla band.Buona lettura)

Questo “cd” è una raccolta di registrazioni per lo show britannico “Radio 1”, comprese tra un periodo che va dal lontano 1987 al più recente 1996, includendo quindi tutti i numerosi cambi di formazione che la band inglese si è trovata ad affrontare nel corso della sua carriera: lo show, dice il booklet, si sentiva genuinamente interessato al fenomeno Grindcore e ai loro fondatori Napalm Death, sui quali circolavano molte storie/leggende, tra le quali la laurea d’alcuni membri, l’immensa collezione di materiale pornografico del bassista (bassista…che parola grossa) Shane Embury e l’ideologia anarco/comunista insurrezionale dei quattro (o cinque) personaggi in questione.

Confesso già da subito che ho una forte repulsione verso il blastbeat (per chi non lo sapesse, è un modo di suonare la batteria incomprensibilmente veloce, stordente, casinaro ed esasperante), repulsione che mi porta per fortuna, o purtroppo, a detestare tutti i generi che lo adottano, tra i quali menziono il Black Metal (anche se qualcosa di carino c’è, ma è davvero molto poco) e il Grindcore, di cui i Napalm Death sarebbero i fondatori nonché i massimi esponenti, causandomi le accuse di “mentalità chiusa” da parte d’alcuni miei amici che per questa band si farebbero anche sodomizzare da un cammello castrato.Come facciano, non lo so neppure io, dovete domandarlo a loro.
Incuriosito da una band sul conto della quale avevo sentito parlare molto e molto bene, ho acquistato questo cd al modico prezzo di sei euro e cinquanta con l’idea del: “Se mi piace, bene, se non mi piace, non ci avrò rimesso molto”.Per fortuna.

Sei euro e cinquanta buttati via, per una mezza dozzina di cavernicoli che fanno canzoni tutte uguali, senza una minima variazione, basate sull’esasperante tatatatatatatatata-tu-ciaff-tatatatata-tu-ciaff, registrate (e suonate) col culo, con chitarre che sembrano avere corde di legno (quando la pessima registrazione ci fornisce la fortuna di sentirle), un basso che serve semplicemente ad aumentare la generale situazione di vero e proprio casino che permea l’intero “album” essendo suonato a casaccio e alla benemeglio, un cantante che sembra uno psicopatico appena uscito dal manicomio in preda ad una crisi d’astinenza da droga che offre un rutto atono e sempre fine a se stesso, supportato da un batterista che emette SEMPRE gli stessi, identici urletti “La la la la la”(gli urletti sono SEMPRE e ripeto SEMPRE uguali l’uno con l’altro) sembrando Tarzan della Giungla e suonando semplicemente alla cazzo di cane senza un minimo di coerenza o più semplicemente senza una minima parvenza di ritmo.
Perdio, qualcosina di buono c’è, soprattutto alcuni pezzi tratti da “From Enslavement To Obliteration” e “Harmony Corruption”, ma il resto è semplicemente un vero e proprio bad trip, un viaggio cattivo che sembra causato dalle allucinazioni del LSD.

Con questa recensione non voglio assolutamente provocare nessuno, se volete ascoltarli ascoltateli, ma io non li tollero.
Saranno anche i fondatori del Grindcore, ma la musica è musica e non casino, e sentirmi cinque comunisti che non sanno suonare e ne vanno fieri non è proprio l’obiettivo della mia vita.
Ce ne vorrà di tempo prima che acquisti un altro “cd” di questi buffoni.Con il massimo rispetto per tutti i Grindsters e per i Napalm stessi, il genere non fa per me.
Vado a sentirmi i Morbid Angel.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime una forte critica verso l'album 'The Complete Radio One Sessions' dei Napalm Death, considerandolo caotico e poco elaborato dal punto di vista musicale. Il recensore non apprezza il genere grindcore e il blastbeat, definendo l'esperienza d'ascolto fastidiosa. Nonostante qualche traccia salvabile, la valutazione generale è fortemente negativa. Il testo sottolinea la distanza tra le preferenze personali e la fama della band.

Tracce testi

01   The Kill / Prison Without Walls / Dead, Part 1 (00:59)

02   Deceiver / Lucid Fairytale / In Extremis (01:52)

03   Blind to the Truth / Negative Approach / Common Enemy (01:08)

04   Obstinate Direction / Life? / You Suffer, Part 2 (01:51)

05   Multinational Corporations / Instinct of Survival / Stigmatized / Parasites (04:12)

06   Moral Crusade / Worlds Apart / M.A.D. (03:40)

07   Divine Death / C.S. / Control (03:23)

08   Walls / Raging in Hell / Conform or Die / S.O.B. (03:19)

09   Unchallenged Hate / Mentally Murdered (04:03)

10   From Enslavement to Obliteration / Suffer the Children (05:45)

11   Retreat to Nowhere / Scum (02:55)

12   Deceiver / Social Sterility (01:45)

13   Glimpse Into Genocide (02:56)

Leggi il testo

14   Greed Killing (02:53)

15   My Own Worst Enemy (03:30)

Leggi il testo

16   Anti-Body (02:46)

Napalm Death

I Napalm Death sono una band britannica considerata tra i padri fondatori del grindcore. Attivi dai primissimi anni Ottanta, hanno consolidato il loro ruolo di istituzione della musica estrema esplorando grindcore, death metal e contaminazioni varie. Sono famosi per la velocità straripante, testi socialmente impegnati e un fondamentale impatto nell'evoluzione del metal estremo.
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