Copertina di Nazz Nazz Nazz
psychrockblues

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Per appassionati di rock psichedelico anni '60, fan di todd rundgren, collezionisti di vinili, cultori di musica vintage e outsider bands
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LA RECENSIONE

I Nazz sono uno dei tanti gruppi morti prima di nascere.

Loro non hanno mai avuto un hit di successo, non hanno mai inciso un album storico, non hanno mai ricevuto premi... perchè allora recensire qualcosa di cui nessuno se ne è mai interessato, ritirandolo fuori dopo quasi quarant'anni?

Io credo che, sebbene la loro musica non sia particolarmente innovativa, nel loro piccolo i Nazz siano riusciti a scrivere piccoli capolavori che dopotutto meriterebbero una rivalutazione.

I Nazz si formarono ufficialmente nel Maggio del 1967 a Philadelphia da Robert "Stewkey" Anthony (voce e tastiere), Thom Mooney (batteria), Carson Van Osten (basso) e da quell'indiscusso genio di Todd Rundgren (chitarra), che raggiungerà il successo con una gloriosa carrira solista. In quello stesso anno, il gruppo incise il primo album che permise ai Nazz di entrare nei bassi ranghi della classifica statunitense con il singolo "Open My Eyes\ Hello It's Me". Il modesto successo incoraggiò i quattro ad incidere un altro disco. Rundgren propose il progetto di un doppio album che si sarebbe chiamato "Fungo Bat", ma a metà delle registrazione i musicisti decisero di abbandonare l'idea e di distribuire i brani in due album differenti ("Nazz Nazz" e "Nazz III").

"Nazz Nazz", pubblicato dalla Screen Gems originariamente in vinile rosso (nel vano tentativo di promuoverne le vendite), è indubbiamente il loro capolavoro. Ma sfortunatamente l'album si rivelò del tutto fallimentare dal punto di vista degli incassi, come del resto il singolo tratto da questo "Not Wrong Long/Under The Ice". L'infimo successo spinse i componenti a pubblicare un ultimo album e ad intraprendere carriere diverse. Tornando all'album, "Rain Rider", "Not Wrong Long" e "Under The Ice" sono alcuni dei momenti più memorabili del disco ma l'estasi è raggiunta in "Forget All About It", con l'esplosivo attacco di batteria e chitarra distorta. Rundgren dà sfogo inoltre alla sua vena malinconica con melodie tipo "Gonna Cry Today" oppure "Letters Don't Count", che sono facilmente riconducibili a quella musica "intimista" tipica del Todd solista.

Ognuna di queste piccole perle è il chiaro esempio di un genere musicale in parte influenzato dalla moda inglese (Rundgren era un grande fan dei Beatles) ed in parte (ovviamente) dalla psichedelia, particolarmente diffusa all'epoca. La musica dei Nazz non è assolutamente innovativa, ma neanche scontata. Sia "Nazz Nazz" che gli altri album sono le testimonianze dell'originalità del genio creativo di Rundgren che, sebbene componendo una musica semplice ed orecchiabile, non cade mai nella banalità.

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Riassunto del Bot

La recensione mette in luce come i Nazz, sebbene poco noti e senza successi commerciali, abbiano prodotto un album di qualità e artisticamente valido con "Nazz Nazz". L'opera, ricca di influenze psichedeliche e di tocchi personali di Todd Rundgren, mostra momenti musicali memorabili e una vena creativa originale. Nonostante il fallimento commerciale, il disco merita una rivalutazione.

Tracce testi video

01   Forget All About It (03:31)

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02   Not Wrong Long (02:28)

04   Gonna Cry Today (03:20)

05   Meridian Leeward (03:40)

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07   Hang On Paul (02:49)

08   Kiddie Boy (03:28)

09   Featherbedding Lover (02:57)

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10   Letters Don't Count (03:30)

11   A Beautiful Song (11:36)

Nazz

I Nazz sono una band statunitense formatasi a Philadelphia nel 1967 da Robert "Stewkey" Antoni (voce, tastiere), Thom Mooney (batteria), Carson Van Osten (basso) e Todd Rundgren (chitarra). Pubblicano tre album: Nazz (1968), Nazz Nazz (1969) e Nazz III (1971), tra power pop e psichedelia di forte impronta britannica. Il debutto include la prima versione di "Hello It's Me".
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