Vorrei spendere un po' del mio tempo per parlare di quell'uomo maledetto, mostro sacro, fascinoso e fuori classe di Nick Cave. La prima volta che lo vidi in concerto, in un club della mia città, era il 1987, l'era di chi non si reggeva in piedi e non si ricordava i testi delle canzoni, l'era di The First Born Is Dead e Your Funeral Trial.
Ora sono trascorsi 18 anni, e quel ragazzetto tutto pelle e ossa, incazzato col mondo, con lo sguardo di chi vuole uccidere tutti, ne ha fatta di strada! La sua sacralità, dilaniante e struggente però rimane...
Sono passati i conflitti-roba-alcol-risse, da From Here to Eternity a Murder Ballads: nell'immaginario di re Cave di sangue ne è sgorgato parecchio, forse proprio dalle sue ferite, ma per fortuna, a lui serve solo un pianoforte (suo fedelissimo amore) e la sua voce per poter essere carnefice e salvatore.
Lunga vita al re Inkiostro!