Copertina di Nick Drake Way to Blue
alfo

• Voto:

Per appassionati di musica folk, amanti delle poesie cantate, estimatori di artisti introspettivi e profondi, fan di musica acustica ed emozionale.
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LA RECENSIONE

Sono passati così i pomeriggi d’Amburgo, dentro a bar di porto, sopra squallidi tavolini di marmo finto a scrivere rime. Ore a passare cucchiaini tra le dita e un po’ di luce nel fumo del locale. Ma tanto nemmeno quel fumo serviva più a celare l’anima graffiata, che senso avevano quei pomeriggi d’inverno appoggiati, ad inzuppare d’acqua salata i ricordi e le sofferenze, che senso se non farli bruciare ed ubriacarli con un bicchiere, davanti a quel mare scuro e a quella coltre di nubi compatta spezzata solo dalle ciminiere.

I divanetti di velluto rosso ospitavano spesso gli interrogativi del disagio sempre teso tra l’evocazione e la necessità di rifugiarsi, dell’uomo che non può scegliere che una sola cultura, un solo modo di pensare e rifugge in altri luoghi immaginifici le tremende ire della materialità, essendo inconsapevole vittima di sé stesso e della sua sensibilità, ora dilatata allo strenuo della sopportazione, ora annullata da qualche anestetico di massa…

Giungerà il giorno in cui potremo danzare, risvegliandoci e incontrando la Verità, o anche solo la piccola e parziale verità di un artista o di un altro uomo e, magari cambiare senza più bisogno di voltarsi indietro? Non sta a me rispondere, non ne ho le competenze, ma sta a me come persona vivente farmi alcune domande che vanno fatte...

La prima cosa che mi viene da chiedermi è perché continuiamo così, perché le parole d’ordine devono essere omologazione, omogeneizzazione, appiattimento, perché oggi aderire alla non cultura della superficie restaurata o forse e solo imbrattata. Perché proprio i miei simili? Perchè con quei diavolo di pezzi di ferro, tatuaggi, sigarette... generazione che usa simboli di rivoluzione in una società dove non c’ è più nemmeno un ordine morale da sovvertire, e usa la moda dei progenitori tanto odiati, credendo di incarnare la rivolta ma correndo in bocca al decervellamento? Perchè darci così facilmente a certi locali e a ragazzi tutti uguali.

Non possiamo per sempre giocare ai ragazzi tristi a cui il destino, che pur ha le sue colpe, ha giocato un brutto scherzo. Probabilmente mi sbaglierò, ma dubito si possa cambiare un granchè con la musica dei Blink 182... La vita è, e deve essere, estro e determinare se stessi tramite un percorso di differenziazione non di nascondimento nella massa. Poi, scusate l’ ira, i troppi “perché” e la retorica, ma sento il bisogno di più artisti, e un quadro nell’angolo di questo locale sembra una via d’uscita a portata di mano... tratteggia campi di zafferano e una strada tra ali di fiori e di petali e forse li si trova la risposta, sempre che si abbia la volontà per camminare, su quella strada.

E mi chiedo se Nick Drake non fu in qualche modo questo.

Personaggio segreto, fauno britannico e selvatico, non a caso, trovava forse nella necessità ristoratrice e consolatoria dell’arte il proprio messaggio, il filo che ricuce e soggiace le parole sussurrate dalla voce flebile e inquieta. Questo disco non ha alcun merito in più rispetto ad altre opere se non di rimarcare una volta ancora la poetica frammentaria e laterale di questo poeta distrutto, la parzialità dell’esistenza, la caducità dei sentimenti e l’ impossibilità di rincollare tutte le briciole di un'esistenza, il bisogno di tornare alla natura e non di confondersi nella massa.

Canzoni che sono emozioni minimali raccontate con una nudità e una violenza non comuni. E come cocci di un vaso spaccato, incompleti e taglienti, versi di fragilità e violenza creano un vortice dentro al tunnel dell’intellettualità più buia, disarmata e anch’essa nuda, scioccata dalle briciole di marginali vite perse nella più assoluta atemporalità. In fondo la poetica di Drake è ancora oggi nascosta, rifugiata in una strada che attraversa campi di zafferano scapigliati dal vento, ma dove almeno il rossore non è mai stato vergogna.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'anima fragile e la poetica profonda di Nick Drake nel suo album Way to Blue. L'autore riflette sul disagio esistenziale e sulla ricerca di senso dietro la musica dell'artista, sottolineando la sua capacità di evocare emozioni minimali e intense. Il disco emerge come un viaggio di consolazione e autenticità in un mondo ormai omologato e superficiale.

Tracce testi video

01   'Cello Song (04:46)

04   Things Behind the Sun (03:56)

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07   Time of No Reply (02:44)

08   From the Morning (02:32)

09   One of These Things First (04:51)

11   Which Will (02:58)

12   Hazey Jane II (03:45)

13   Time Has Told Me (04:25)

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Nick Drake

Nick Drake (Nicholas Rodney Drake, 1948-1974) è stato un cantautore e chitarrista inglese noto per il suo stile intimista, la voce delicata e i testi poetici. In vita ha pubblicato tre album, passando quasi inosservato, ma è diventato un punto di riferimento per generazioni di musicisti e ascoltatori.
36 Recensioni

Altre recensioni

Di  Just A Moment

 Nick Drake è il cantautore che più di tutti ha saputo trasmettere la propria malinconia e la propria angoscia.

 Way To Blue: An Introduction to Nick Drake è un’ottima ‘introduzione’ dell’artista, con quasi tutte le sue migliori composizioni.