Al varo della scena hardcore punk e anti-war, i Night Terror sferragliano come un guerriero urbano che nulla ha di androide, se non un’armatura metallica forgiata in un sound spedito. È una pioggia di lance che richiama le coreografie letali di Hero, quel binomio dove la precisione marziale incontra la polvere della strada e la scrittura sonora si fa ferita calligrafica.
In questo esordio, le coordinate degli Hüsker Dü sono un sistema di puntamento. Non t’arrabbiare trasforma il gioco da tavolo in una provocazione filosofica. È il rumore di chi ha deciso di calciare via le pedine prima di essere mangiato dal sistema. Il trio spezzino non chiede permesso, occupa lo spazio con la forza di un’urgenza hardcore in linea di trincea con i trascorsi personali del trio.
Il basso di Massimiliano Bertagna (Fall Out e King Mastino) guizza con un’agilità nervosa che detta il movimento a una danza di guerra. La voce di Riccardo Motosi (Manges) inarca il dinamismo sonoro in un fluido roco e ostinato. E la batteria di Stefano Giannotti (Satanic Youth) scarica raffiche che non concedono tregua ai polmoni.
La progressione hardcore è una discesa senza freni. Si corre tra il sarcasmo d’apertura di "Consolation Prize", i conflitti interiori di "Private War" e le tinte apocalittiche di "There Will Be Blood". I Night Terror descrivono un "World Upside Down" dove le bussole sono impazzite. L’invettiva frontale esplode in "It’s All Your Mother’s Fault", dove la band travolge i deliri di onnipotenza dei nuovi padroni del mondo, mentre in "A Taste Of Evil" scoperchiano il cortocircuito dei nostri schermi. Lo smarrimento lucido di "Language Adrift" ci sintonizza infine sull’indifferenza brutale della natura.
Si chiude con la traccia omonima, "Non t’arrabbiare", una versione acustica che non è la resa della visione hardcore, ma il loop ipnotico di un guerriero che riprende fiato prima di sferrare l’ultima sberla elettrica anti-war e anti-sistema. La caratura finale è puramente nietzscheana; i tre veterani hanno guardato troppo a lungo nell’abisso e l’abisso ha risposto con un riff di chitarra decretante l’ora zero. Quella che sancisce il capolinea dell’umanità, contornata però da una geniale risata di sottofondo. Comunque vada, Non t’arrabbiare.