A giugno, a quanto pare, non tutti i giovinastri sono impegnati con la maturità: molti di loro sbocciano, fanno feste e vanno a ballare. Altri, invece, vanno a sterminare innocenti a colpi di death metal: i toscani Nihilence proprio questo fanno. Combo giovanissimo proveniente da zona Prato, ha pubblicato da giusto un paio di giorni il primo EP "Dying World": nomen omen.
"Banger" apre con un ritmo spaccaossa e un riff di chitarra di scuola più thrash che death, ma il growl non tarda ad arrivare, e con lui le influenze più groove. Un ottimo pezzo che pesca un po' dagli '80 e un po' dai '90 senza rinunciare a una visione moderna del genere. La title track allunga un po' il minutaggio assestandosi su durate comunque piuttosto contenute e ci infila dei bei riff, intorno al primo minuto sembra esserci un incastro massicciamente influenzato dal black metal, ma presto si torna su coordinate muscolari e death. E il basso: ragazzi, che bassi che ha 'sto EP! L'unico difetto, che secondo me, di questa title track è che perde un pochino di vista la melodicità, finendo per lasciarti in testa i riff ma non la canzone in sé. Difetto ampiamente recuperato con la successiva "Save me", che vanta anche ottimi cambi di tempo che recuperano influenze heavy classiche su cui vengono piazzati massici growl creando un'ottima atmosfera. Lavoro alla batteria veramente notevole. Il riffing si mantiene di alta qualità e, cosa non scontata, i suoni sono molto nitidi e questo dà il giusto risalto all'ottimo lavoro chitarristico.
L'ultimo pezzo - "War Crimes" - è il più lungo e si apre con un bel dialogo tra il riff e la voce, con un'ottima prova da parte di entrambi. Prosegue senza spostare le coordinate del sound e chiuse così questo EP.
Al livello di sound si imposta su il death metal feroce ma non oltranzista in modo fine a sé stesso; uno dei pregi del gruppo è proprio che riescono a creare il famoso "muro di suono" senza risultare pachidermici o maldestri o addirittura noiosi, cosa che succede spesso quando le band death-thrash puntano troppo sulla pensantezza e sui mid tempo. Le influenze principali che ci sento sono Slayer, Death, Morbid Angel, Possessed, qualcosa degli Exodus e degli Obituary e forse anche qualche suono più indirizzato al doom più feroce.
In definitiva un disco da ascoltare se si vuole stare dietro alla giovanissima scena underground, un ottimo biglietto da visita da parte di un gruppo che sembra sapere il fatto suo, che non può mancare negli ascolti di giugno per chi si interessa di death et similia. Il gruppo ha ovviamente un po' di margine di miglioramento ma credo che con questo EP abbia dimostrato di sapere come si suona buona musica anche senza produzione stratosferiche dietro. Voto: 78/100.