Copertina di Nine Black Alps Love/Hate
GrantNicholas

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Per amanti del rock alternativo, appassionati di post-grunge e fan della scena musicale inglese anni 2000
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LA RECENSIONE

Evidentemente, le pecore nere pascolano pure a Manchester.

Questi insoliti "ovini" hanno un nome: Nine Black Alps. Quartetto proveniente dalla città natale degli Stone Roses, vengono messi sotto contratto dalla Island dopo un primo live in una camera d'albergo (!). Dopo qualche apprezzato singolo, l'esordio "Everything Is" esce nel 2005; quando tutti sono presi ad esaltare il revival new-wave, i nostri si cimentano in un abrasivo rock dalle forti tinte post-grunge, senza ovviamente disdegnare (vista la provenienza) ottimi inserti melodici. Seguono esibizioni da supporters con grossi calibri quali Weezer e Kaiser Chiefs e importanti festivals (Glastonbury, T In The Park, Leeds, Reading).

Arrivati ad oggi, i Nine Black Alps cercano la definitiva consacrazione con questo nuovo lavoro, battezzato "Love/Hate". Per quanto riguarda la scelta del produttore, il gruppo capitanato dal carismatico leader Sam Forrest prova ad andare sul sicuro ed opta per l'esperto Dave Sardy, nome di spicco nonché produttore di Jet ed Oasis.

"Love/Hate" rappresenta una parziale svolta rispetto al bell'esordio: se nel debut album l'urgenza espressiva era tutta racchiusa in sonorità costruite da chitarre abrasive e taglienti, nel nuovo lavoro l'aspetto melodico è maggiormente studiato e curato, nonostante la patina "grungy".

Più Ash che Nirvana, quindi, già a partire dai primi due singoli "Bitter End" (niente a che vedere coi Placebo di Brian Molko) e "Burn Faster", posti furbescamente in apertura d'opera; canovaccio seguito anche nella costruzione di quadretti melodici quali "Future Wife" (la più "spinta" del lotto in tal senso) e portato ad estrema applicazione nella nebbiosa malinconia della chiusura di "Under The Sun". Ma ciò che si ama non si dimentica, quindi ecco le svisate cobaniane di "Forget My Name" e "So In Love", controbilanciate dalla delicatezza di "Happiness And Satisfaction" (sembra quasi di sentire i Foo Fighters più introspettivi) e dalla sempre orecchiabile ma più claustrofobica "Everytime I Turn".

Sam Forrest e compagnia cantante confezionano, in definitiva, un secondo capitolo secco, incisivo, compatto e di breve durata (cosa che a volte non guasta affatto), che guarda al passato ma pensa anche a costruire il futuro, aggiungendo ingredienti ad una formula che, si sa, rischierebbe di mostrare la corda molto presto.

Pecore nere promosse, quindi. Sperando che non si schiariscano troppo presto.

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Riassunto del Bot

Love/Hate rappresenta un passo avanti per i Nine Black Alps, che abbandonano parzialmente le sonorità abrasive per un sound più melodico e curato. Prodotto da Dave Sardy, l'album si presenta compatto e incisivo, con influenze che richiamano Ash e atmosfere malinconiche. Un secondo lavoro convincente che conferma la band tra le pecore nere più interessanti di Manchester.

Tracce video

01   Bitter End (03:12)

02   Burn Faster (02:48)

03   Everytime I Turn (03:02)

04   Pet Hate (03:33)

05   Painless (03:30)

06   Future Wife (02:39)

07   Heavier Than Water (04:18)

08   Happiness and Satisfaction (03:22)

09   So in Love (02:12)

10   Forget My Name (03:16)

11   Under the Sun (03:44)

Nine Black Alps

Quartetto inglese originario di Manchester, guidato dal cantante Sam Forrest. Debuttano con Everything Is (2005) e pubblicano Love/Hate nel 2007 prodotto da Dave Sardy. Firmati con la Island e hanno suonato con Weezer e Kaiser Chiefs e a festival come Glastonbury, T In The Park, Leeds e Reading.
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