Copertina di Oceans Ate Alaska Lost Isles
Sheep

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Per appassionati di metal tecnico e moderno, fan delle nuove band metal britanniche e americane, teenager e giovani adulti amanti del metalcore e metalcore aggressivo
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LA RECENSIONE

Fearless Records è senza ombra di dubbio tra le poche label odierne a saper creare spasmodica attesa dietro a ogni sua release. Una dote commerciale non da poco, se si pensa che un giovane quintetto di metallari new generation come i britannici Oceans Ate Alaska siano oggigiorno tra le band più citate e chiaccherate nel Regno Unito e negli States. Come spesso accade la stampa locale tende a idolatrare i propri figli arrivando quindi a capire che la verità sta quasi sempre al centro. In questo caso potremmo metterla così: gli Oceans Ate Alaska sono una band giovanissima che ha dalla sua una grande fortuna, quella di avere ottimi musicisti al suo interno, specie dopo averli visti all’opera dal vivo di recente con Veil Of Maya e Chelsea Grin. Il loro debutto “Lost isles” è ciò che potremmo definire tech-metal di ultima generazione, un misto tra la perizia tecnica tipica di Periphery, Animals As Leaders e la foga distruttrice dei vari Suicide Silence, Job For A Cowboy e simili. Un disco che seppur ricco all’eccesso di spunti strumentali iper-tecnici mostra la sua vena animalesca attraverso un cantato in your face spesso e volentieri sorretto da cori che amplificano ancor più il potenziale bellico dei nostri. Un disco che – come la maggior parte delle produzioni Fearless – vanta una produzione in studio di spessore assoluto, dove ogni singola nota viene fuori nella maniera più cristallina possibile e che sicuramente farà storcere il naso a chi è abituato al caro buon vecchio metallo dai suoni grezzi. Ma fondamentalmente a questi Oceans Ate Alaska tutto va bene così com’è, la loro è una fanbase che per la maggiore è composta da teenagers cresciuti con Bring Me The Horizon e Devil Wears Prada e che pertanto troveranno in “Lost isles” così tanta brutalità da far passare come agnellini i due nomi sopra citati.

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Riassunto del Bot

Lost Isles è il debutto del giovane quintetto britannico Oceans Ate Alaska, un album tech-metal che unisce tecnica sopraffina e intensità brutale. La produzione di Fearless Records è di alto livello, evidenziando ogni dettaglio sonoro. La band, con una fanbase principalmente giovanile, si distingue per un sound moderno e aggressivo, ideale per chi ama metal potente e contemporaneo. Per chi preferisce suoni più grezzi, però, il disco potrebbe risultare troppo pulito.

Tracce

01   Fourthirtytwo (Intro) (01:30)

02   Over The Edge (02:59)

03   Entity (03:35)

04   Lost Isles (03:35)

05   Mirage (06:13)

06   Blood Brothers (03:34)

07   High Horse (02:46)

08   Vultures And Sharks (03:31)

09   Downsides (03:38)

10   Floorboards (03:55)

11   Linger (04:10)

12   Equinox (Interlude) (01:31)

13   Part Of Something (03:03)

Oceans Ate Alaska

Oceans Ate Alaska è una band metalcore/progressive originaria di Birmingham, Inghilterra, nota per il debutto Lost Isles pubblicato nel 2015 su Fearless Records.
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